Lettera dal Cuore di Gaza






Dalla Chiesa di Dio a Gaza Per "i santi e fedeli fratelli in Cristo"

Pace e benedizioni su voi, come noi preghiamo Dio per elevare la rabbia e rovesciare a Gaza la sua misericordia e bontà.

Gaza ha sofferto prima della guerra, soffre durante la guerra e che continuerà a soffrire dopo la guerra.

Centinaia di persone sono state uccise e molte altre ferite nel invasione israeliana. Il nostro popolo ha subito i bombardamenti delle loro case, le loro colture sono state distrutte, hanno perso tutto e ora molti sono senzatetto. Abbiamo subito bombe al fosforo che hanno provocato terribili ustioni, soprattutto per i civili. Come i primi cristiani,il nostro popolo attraversa un momento di grande persecuzione, una persecuzione che si va ricordata per le generazioni future come una dichiarazione della loro fede, speranza e amore.

Molte famiglie sono fuggite alle scuole delle Nazioni Unite (UNRWA) dove si pensava che sarebbe state al sicuro. Ma si sta con 50-60 persone che sopravvivono in una stanza, senza elettricità, acqua, biancheria da letto e alimenti e nessun posto per lavarsi, le condizioni di vita sono terribili.

Gli aiuti di emergenza non sono ancora giunti alla Parrocchia, perché si è troppo spaventati per avventurarsi su strade e il nostro popolo non può raggiungere i depositi della Croce Rossa e l'UNRWA allora fornisce vettovaglie. Abbiamo fiducia in Dio, ma ci appelliamo a tutto il mondo e in particolare alla Chiesa per aiutare Gaza. Le vostre preghiere e la vostra premura sarà la nostra salvezza.

La guerra ha colpito tutti a Gaza. Un’insegnante è fuggita alla nostra scuola con il marito e quattro figli. E’ stata colpita da schegge di una bomba israeliana e le sue gambe gravemente ferite. Sconvolta e terrorizzata, quando ho parlato con lei era disperatamente alla ricerca di acqua pulita per dare una bottiglia d’acqua per il suo bambino.

La Parrocchia ha perso un cattolico di 26 anni, Naseem Saba, che è stato ucciso in un raid aereo israeliano, il 7 gennaio. Il giorno prima jet israeliani hanno distrutto la sua famiglia a casa dove viveva con i suoi tre zii.

Come pure la distruzione fisica e i traumi mentali del nostro popolo sono incalcolabili. Essi avranno bisogno di aiuto e di sostegno per gli anni a venire. Dovranno trovare a vivere a qualche parte e avremo bisogno di centri per i feriti e disabili nel bombardamento, scuole speciali per bambini orfani o traumatizzati e una vasta gamma di servizi di riabilitazione.

L'acqua pulita è scarsa per le nostre scuole in Remal e Zaitoon e si fornisce la popolazione locale con l'acqua da un pozzo artesiano, scavato attraverso la generosità di donatori austriaci. Il generatore della scuola produce energia elettrica per la panetteria vicino, come non vi sono state le forniture di pane per settimane. La gente dice: "Il sacerdote è diventato un fornaio," ed è vero, siamo lieti di essere in grado di farlo.

La guerra deve finire adesso. Il mondo deve trovare una soluzione per il popolo palestinese e non semplicemente tornare alla posizione in cui si trovava prima che cominciasse. I confini con Israele devono essere ridisegnati e l'occupazione, iniziata 60 anni fa, è alla fine.

Lo status dei profughi palestinesi deve essere risolto a norma del diritto del ritorno e Gerusalemme Est deve essere la capitale dello Stato palestinese. Dobbiamo abbattere il muro, aprire la frontiera, liberare i detenuti palestinesi e rimuovere gli insediamenti israeliani in modo che il terreno può essere restituito al suo originale proprietario palestinese.

La pace è possibile solo se si abbraccia la giustizia. Se il mondo concede al popolo palestinese i diritti umani ci sarà sicuramente la pace in Medio Oriente.

Da parte di tutto il popolo di Gaza vi ringraziamo, nostri amici in tutto il mondo, per la vostra costante preghiera e in particolare per il sostegno di cui abbiamo urgente bisogno e ci auguriamo possa arrivare al più presto.

Ringraziamo Sua Santità Papa Benedetto XVI per la sua posizione nel chiedere la pace in Medio Oriente e per il suo generoso sostegno ai poveri di Gaza. E dobbiamo ringraziare tutti i vescovi, sacerdoti, pastori, monaci e monache in tutto il mondo affinchè ci ricordino nelle loro preghiere.

A nome di ogni cittadino di Gaza, condividiamo le vostre preghiere e diciamo al mondo: "Da ora in poi, nessuno mi causi problemi, perché io reco sul mio corpo i segni di Gesù. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia col vostro spirito, fratelli. Amen. "(Gal 6,17-18)

Vostro,
Padre Manuel Musallam
Pastore della Chiesa cattolica-Gaza
20 gennaio 2009