CALABRIA – PALESTINA

L’Ulivo testimonia il profondo legame dei calabresi e dei palestinesi con la propria terra

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In Calabria ci sono ben 33 varietà locali di piante, che insieme a quelle della Puglia coprono il 70% della produzione totale italiana.

Chi percorrendo l'autostrada Salerno Reggio Calabria non si è mai fermato alla stazione di servizio di Rosarno difficilmente può dire di sapere cos'è un ulivo. L'intera zona, per chilometri tutto attorno, ne è piena, ma non di ulivi "qualsiasi" bensì di piante immense, imponenti, di una solennità che trova un equivalente umano solo nelle più grandiose cattedrali dell'occidente o nei più splendidi templi dell'oriente. Non è esagerato affermare che l'ulivo è per il paesaggio mediterraneo ciò che la sequoia è per le foreste del Nord America. Bene, c'era da dubitare che anche questo elemento della nostra ricchezza naturalistica divenisse oggetto di selvaggia predazione? Non c'era da dubitarne. E così è. continua su http://www.promiseland.it/view.php?id=792

Nella Piana è, infatti, possibile acquistare, direttamente o per commissione, o, addirittura, tramite Internet, ulivi che vengono sradicati dal loro terreno originario che li ha visti crescere e moltiplicare per più di 150 anni di storia. la Confederazione italiana agricoltori scrive: […] scempio “selvaggio” di queste maestose piante ultracentenarie, memoria storica e simbolo identificativo della civiltà calabrese, che spesso vengono strappate alla terra dagli stessi proprietari finendo più “semplicemente” per essere fatte a pezzi e rivendute a tronchi, al miglior offerente come legna da ardere o da utilizzare per usi industriali vecchia storia quella della “tratta” degli ulivi secolari in Calabria nella Piana di Gioia Tauro negli ultimi anni. Continua su http://www.teatronaturale.it/articolo/2957.html


In Palestina (foto: Ulivo secolare in Palestina) quasi la metà delle famiglie palestinesi in Cisgiordania vive sotto la soglia della povertà e il tasso di disoccupazione supera il 27%. Nella Striscia di Gaza i dati sono anche peggiori. La coltivazione e la raccolta delle olive rappresenta il 22% della produzione agricola dei Territori occupati e coinvolge direttamente migliaia di persone, dai raccoglitori ai lavoratori delle macine, ai trasportatori e ai venditori di olio. È stato calcolato che gli ostacoli posti tra gli agricoltori palestinesi e i campi coltivati sono oltre 500, cui si aggiungono tutte le complicazioni legate al tracciato del Muro, che oggi passa per 700 chilometri di lunghezza e non è ancora terminato. Quando sarà completo, su nove milioni di alberi di ulivo censiti nei Territori occupati, un milione sarà irraggiungibile. Fonte: http://it.peacereporter.net/articolo/6706/

In Palestina durante la raccolta delle olive spesso c'è una presenza internazionale che fa da deterrente e dà protezione ai palestinesi dagli attacchi da parte dei coloni israeliani. Secondo le statistiche del Jerusalem Land Centre, oltre 1 milione e mezzo di ulivi è stato sradicato in Palestina (Cisgiordania e Gaza) dall’esercito israeliano e dai coloni tra il 2000 e il 2008. Forse un giorno agronomi calabresi ripianteranno in Palestina gli ulivi sradicati dall’esercito israeliano.