“ Con la Palestina nel cuore- Internazionalismo: accoglienza e solidarietà.”
Data: 20 Agosto 2010
Autore: Ines Sirianni
Il caldo afoso non mi ha impedito di arrivare a Riace. Costeggiando la costa con il treno e assaporando il paesaggio splendido e aspro della zona, accompagnata da due amiche, approdo. Il bar da paese, gli amici pomeridiani della briscola estiva, il mare in lontananza e i murales. Murales narranti Storie , anche quando il volto dipinto è quello di Peppino Impastato che non ha abitato in quei luoghi. Perché Riace è sete di giustizia, lotta, colore, accoglienza. Incontro Alfonso Di Stefano che fa parte di una rete internazionale antirazzista e ha organizzato, supportato da Clara, questo evento “ Con la Palestina nel cuore- Internazionalismo: accoglienza e solidarietà.”
Ancora troppe poche persone. Immagino allora, le danze e i suoni che per tre giorni hanno soffiato vita nuova sul mio paese, Pentone. Note palestinesi e rimembranze paesane. Diverse e uguali, intrecciate nella nostalgia e nella speranza. L’asfalto che sotto i piedi mi sussurrava di antichi legami , di sudore, di emigrazione. Nessun confine tra Calabresi e Palestinesi. Ora a Riace, rappresento e sono InvictaPalestina, sono quei giorni di festa e cultura ,per parlare ancora, finché avremo fiato, della Palestina, di gente, di un’infinita ingiustizia e una perenne responsabilità internazionale, e in ciò rivedo anche la mia terra, bella e amara, la mia gente, accogliente e difficile , l’inquietudine di un popolo.
Un giro per la cittadina ci permette di ammirarla meglio e di arrivare all’antico Palazzo Pinnarò che è il centro di accoglienza e sede dell’associazione Città Futura. Foto di volti originari di Riace, di tradizioni o di nuovi arrivati, momenti di vita, figli di popoli erranti ristorati qui. L’intreccio tra più “mondi” di cui sopra si parlava, è evidente quando al primo piano troviamo un angolo di museo di civiltà contadina e più in là, la stanza di alfabetizzazione per i ragazzi stranieri, le volontarie e i volontari.
Arriva il momento del dibattito. Coordina Alfonso Di Stefano che apre la discussione, ricordando la tragedia del 25 agosto 2009 degli Eritrei superstiti nei mari internazionali, in attesa dei soccorsi, accolti poi a Lampedusa. “Il mare di mezzo” di Del Grande è il libro che testimonia questa sciagura. Di Stefano continua con un interessante excursus sulla questione palestinese dal 1948 all’attuale genocidio e ostruzionismo da parte dello stato sionista di Israele. Solo la storia ci può fare capire quanto la questione palestinese sia stata strumentalizzata, anzi creata dalle potenze occidentali: la Gran Bretagna, durante la Prima guerra mondiale, chiese e sfruttò il supporto degli arabi contro i Turchi. Pur promettendo la nascita in Palestina di uno stato arabo, cercò tuttavia, di accattivarsi anche gli ebrei. Così , con la dichiarazione di Balfour del 1917, promise a questi uno stato autonomo, provocando un’ostilità tra le due popolazioni che in passato, invece, avevano convissuto pacificamente in una terra crogiuolo di etnie . Inoltre la Società delle Nazioni (ipocritamente nata per assicurare la pace) assegnò all'Inghilterra il mandato su quella regione, permettendole il dominio politico. Da qui solo l’inizio di un colonialismo nel colonialismo, quello israeliano assecondato da quello occidentale .Una catena di mancanze politiche fonte di sangue e iniquità.
La stanza degli specchi, dice l’antropologo Lombardi Satriani, è ciò che ci permette di conoscere noi stessi conoscendo l’altro. Ma come entrare in questa stanza? L’informazione è l’unico mezzo che può stimolare la curiosità e aprirci gli occhi. Informazione negata spesso dagli stessi mass media, negata da chi distrugge la Pubblica Istruzione, e se la scuola è in crisi, di conseguenza lo è la società. Ecco dunque il mio intervento e la presentazione del neonato centro di documentazione e di informazione palestinese, in cui si sottolinea l’importanza della conoscenza come lotta e difesa da qualsiasi tipo di ingiustizia e pregiudizio. Inoltre viene specificata l’importanza per noi della donazione di testi e libri anche on-line; il sito, infatti è l’altra risorsa per confrontarsi, apprendere tutti gli appuntamenti che il centro promuove o crea. Concludo evidenziando quella relazione che unisce Calabria e Palestina, un legame fatto di partenze, oblio, incompetenze e de-responsabilizzazioni istituzionali, musiche e colori espressioni di un paesaggio incantevole e straziante, di anime in perenne movimento.
La parola passa a Bassam Saleh . Ricorda l’ospitalità del comune di Riace per 180 palestinesi. Iracheni, Siriani, Giordani, gli hanno girato le spalle ma sono stati accolti dalla Svezia, dal Belgio, dalll’America Latina e dall’Italia. Questa la triste realtà sulle ondate migratorie forzate in seguito all’oppressione a Gaza, alla cosiddetta operazione “piombo fuso”. La voce di Bassam non cela l’orgoglio di un intero popolo che resiste. Spiega gli interessi economici che ruotano intorno al territorio palestinese per via del petrolio, del nuovo colonialismo sionista che sta in mano a quello mondiale. Ecco la verità, il motivo di un’eterna guerra frutto di interessi internazionali che calpestano i più elementari diritti umani. Sei milioni di migranti nel mondo e cinque milioni sotto il controllo di Israele. Le conseguenze di un capitalismo spietato mascherato da false motivazioni religiose.
Interviene il sindaco di Riace Domenico Lucano e Alfredo Tradardi del Movimento di Solidarietà Internazionale. Tradardi sta promuovendo un’iniziativa, ideata in Inghilterra: automobili che da ogni parte dell’Europa , arriveranno nella striscia di Gaza. Ogni regione italiana, quindi si sta organizzando. Un gesto forte e rivoluzionario. Speriamo che la burocrazia e le problematiche delle singole realtà italiane vengano sormontate, all’insegna di una crescita nazionale, non solo benefica per la Palestina.
Mi aspetta il treno, simbolo di dipartite e di situazioni “gattopardesche”. Cambiare affinché nulla cambi. Eppure, mentre ripercorro la costa, vedo solo il bello che riempie gli occhi e il cuore. Il punto di partenza, l’esordio. A Riace, intanto ci si prepara al banchetto e alle danze con i palestinesi.
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