Nurit Peled: l’intellettuale israeliana che denuncia il razzismo e l’occupazione.

Articolo pubblicato per la prima volta nel 2015 su AnnurTV.

Nurit Peled Elhanan è nata a Gerusalemme nel 1949. Suo padre era Mattiyahu Peled: un generale ritiratosi dall’esercito israeliano che prese parte all’invasione dei territori palestinesi nel 1967, ma che in seguito si convertì al pacifismo e alla lotta contro la occupazione israeliana.

La madre di Nurit, Zika Katznelson, era figlia di Avraham Katznelson: uno dei 37 firmatari della dichiarazione di indipendenza di Israele nonchè uno dei fondatori dello Stato di Israele.

Attualmente Nurit insegna Educazione del Linguaggio presso l’Università di Tel Aviv. I suoi studi vertono principalmente sul razzismo diffuso nel sistema educativo israeliano e diretto, principalmente, contro i palestinesi.

In questo senso, Peled-Elhanan ha sempre manifestato apertamente la sua opposizione riguardo l’occupazione israeliana in Cisgiordania e a Gaza.

Quando il 4 settembre 1997 la figlia quattordicenne rimase vittima di un attentato palestinese, Nurit Peled incolpò l’oppressione israeliana come causa indiretta della sua morte, dicendo:

“Quando è morta mia figlia, non ho ceduto alla disperazione e ho pronunciato un discorso che ha avuto molta risonanza, dato che era incentrato sulla responsabilità di una politica miope che si ostina a non riconoscere i diritti degli altri e che fomenta l’odio e i conflitti.”

La posizione di Nurit Peled sulla politica del regime israeliano è molto chiara. Basta ricordare le sue seguenti dichiarazioni:

“Non c’è democrazia quando metà della popolazione vive in uno stato di semi schiavitù. Questa non è una democrazia, ma un’etnocrazia : una situazione in cui un gruppo etnico dominante discrimina il resto della popolazione. Gli arabi non sono cittadini con pieni diritti, sono discriminati dalla legge. Non hanno il diritto di costruirsi una casa, ci sono 60’000 persone che non hanno accesso ai servizi di base come l’educazione o la luce; non hanno il diritto di sposarsi con i palestinesi della Cisgiordania; non possono accedere a una grande varietà di lavori perché non hanno la possibilità di spostarsi e viaggiare; non hanno nemmeno il diritto di respirare… tutto ciò è come una dittatura militare in cui gli uni godono di privilegi a discapito degli altri.

Anche tra noi c’è discriminazione: nei confronti degli ebrei etiopi, degli ebrei arabi o degli ebrei orientali.

È tutta una menzogna: non c’è nessuna democrazia. Esiste solo un sionismo razzista e fascista.”

Nurit Peled ha scritto il libro La Palestina nei libri di testo in Israele: ideologia e propaganda nell’educazione, pubblicato nel novembre 2011, che parla della storia di parte e del razzismo anti-arabo dei libri di testo israeliani.

In questa importante opera, l’autrice denuncia la modalità in cui tali libri presentano i palestinesi. Questi ultimi vengono infatti “disumanizzati” con l’obiettivo di instillare nei giovani studenti israeliani una base di pregiudizi che permetterà loro di agire nei confronti del “nemico” in modo crudele e insensibile durante il servizio militare obbligatorio del regime israeliano.

“Il fine è quello di formare soldati disposti a torturare e uccidere mentre pensano che stanno facendo la cosa migliore per la loro nazione”, afferma Peled.

Secondo l’intellettuale israeliana, nei libri adottati nelle scuole israeliane:

“i palestinesi non sono mai rappresentati come esseri umani. Non vi è alcuna fotografia di un palestinese che mostri il suo volto. Li vediamo solo mascherati o in altre situazioni di minaccia per gli ebrei.”

Invece, dall’occidente parlano di libri palestinesi che presumibilmente demonizzano gli ebrei. Nurit dice però che:

“I libri di testo scolastici palestinesi sono molto rigidi, molto censurati… è interessante ciò che viene raccontato in essi, perché gli israeliani non vengono mai visti come il nemico. I nemici sono i britannici, l’Europa, perché furono loro a dare il via al colonialismo. Israele ha un ruolo marginale: esso non è altro che una continuazione del colonialismo europeo. Non è dunque Israele “la grande forza in assoluto”, ma l’Europa.”

Così come Amira Hass, (vedi: http://bit.ly/1MYtcQ5) Nurit possiede una visione totalmente contraria a quella che promuove il sionismo pur essendo nata nei territori controllati da Israele.

Nurit Peled osa anche denunciare la politica oppressiva del sionismo.

Senza andare oltre, in uno dei momenti più duri della sua vita, quando sua figlia morì a causa di un attentato palestinese, lei attribuì la responsabilità a Netanyahu indirizzandogli le seguenti parole: <<è stata la tua politica di occupazione ad aver ucciso mia figlia.>>

 

Trad. Miriam Zatari – Invictapalestina.org

Fonte: http://annurtv.com/sitio/nurit-peled-la-academica-israeli-que-denuncia-el-racismo-y-la-ocupacion/

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