La famiglia Benetton a un passo dall’unirsi ai Macrì nell’affare dei pedaggi

In Argentina la storia dei Benetton è associata a gravi conflitti con le comunità indigene per il possesso della terra. In Patagonia, Luciano e suo fratello Carlo possiedono dal 1991 circa 900.000 ettari attraverso la società Compañía de Tierras Sud Argentino S.A.

16 maggio 2017

Alla Borsa di Buenos Aires, le azioni di Autopista del Sol (AUSO) sono aumentate del 2% nell’ultimo mese, mentre quelle del Grupo Concesionario del Oeste (OEST) sono cresciute del 13%. (Infographics: ámbito.com)
La Benetton cerca di avere il business dei pedaggi in Europa, America e Asia.

Attraverso la società italiana Atlantia, la holding di famiglia fondata da Luciano Benetton, ha offerto 16.450 milioni di euro per acquistare la concessionaria di autostrade multinazionale Abertis, che gestisce in Argentina la Panamericana e l’Acceso Oeste. Se l’offerta verrà accettata, la Benetton diventerà partner dei Macrì nell’affare dei pedaggi.

L’offerta di pubblico acquisto che Atlantia ha lanciato su Abertis ha scosso il mondo dei mercati in Spagna. La gestione delle autostrade è controllata da La Caixa, attraverso Criteria. Secondo fonti del settore, gestisce più di 8.600 chilometri di strade ad alta velocità in tre continenti, compreso il 60% della rete spagnola.
Se l’operazione si concretizzerà, il nuovo colosso avrà un valore di 36.000 milioni di euro, con un utile lordo di esercizio di circa 6.600 milioni di euro e il controllo di circa 14.095 chilometri di autostrada in 15 paesi come Brasile, Cile, India e Polonia.

Secondo il prospetto dell’OPA a cui ámbito.com ha avuto accesso (vedi documento alla fine della nota), l’offerta ammonta al 100% del capitale sociale e si può accettare contante a 16,50 euro per ogni azione di Abertis oppure Azioni Speciali di Atlantia a 0,697 euro per ogni azione del venditore, che non potranno essere vendute fino al 15 febbraio 2019. Sarà consentita anche una combinazione di entrambe le possibilità, con dei massimali.

Fonti di La Caixa-Criteria, che è la principale azionista con il 22,25% della torta, hanno confermato a Europa Press di avere ricevuto la proposta e hanno anticipato che “la valuteranno con calma, in modo dettagliato e senza fretta”.

• Partner

In Argentina, Abertis controlla le concessionarie Autopistas del Sol S.A. (119 km di Panamericana e General Paz) e Grupo Concesionario del Oeste (56 km della Bs.As.-Luján). I principali partner degli spagnoli sono l’italiana Impregilo (19.82%), Natal Investment (7,12%) e Sideco (7%) dei Macrì. ACS e DYCASA, anch’esse spagnole, sono investitori di minoranza, con rispettivamente una quota del 2,68% e una del 1,75%. Il 30,04% di Ausol è quotato alla Borsa di Buenos Aires. L’Acceso Oeste è gestito al 100% da Abertis Infraestructura S.A.
Lo sbarco di Benetton nell’affare dei pedaggi con la famiglia del presidente non è casuale. Il governo di Cambiemos ha avviato lo scorso anno trattative per rinnovare i contratti di concessione delle autostrade. Quella di Ausol scade nel 2020. Le aziende sperano che la direzione di Macrì metta fine alla situazione di “ingiustizia” permanente che si è determinata durante il kirchnerismo: le tariffe congelate.

Le imprese private sostengono che per 12 anni hanno subito pesanti perdite per il congelamento dei prezzi e intendono procedere ad una ricomposizione delle tariffe. Come anticipo che questo “oltraggio” non si verificherà durante il mandato di Macrì, lo scorso febbraio il potere governativo ha autorizzato a Abertis e Sideco un aumentodei pedaggi tra il 60% e il 100% sulla Panamericana e Acceso Oeste.

Un altro vantaggio concesso dal Governo alle due concessionarie è stato un permesso speciale per adottare un sistema di integrazione organizzativa in entrambe le società che consenta di “ridurre i costi e rendere più efficienti i sistemi”. Dopo una riunione congiunta dei direttivi, sono state inviate note alla Borsa di Buenos Aires e agli azionisti in cui si chiarisce che l’integrazione consiste nella collaborazione reciproca tra i team gestionali e tecnici di entrambe le società “allo scopo di sommare le esperienze e le conoscenze delle rispettive risorse e quindi volgerle ad un migliore sviluppo dei contratti di concessione di opere pubbliche che li legano allo Stato Nazionale”.

I manager di Ausol e GCO parlano di condividere “sinergia” con gli stessi “partner” per ottenere migliori “benefici” per le concessioni, il concessionario, gli utenti e gli azionisti stessi. La validità della collaborazione arriva fino al 31 dicembre 2018, anche se può essere prorogata.
Di fronte a un possibile scenario di “conflitto di interessi” che l’Ufficio anti-corruzione dovrebbe chiarire, da Sideco qualche giorno fa si è lasciato intendere il proposito di vendere il proprio 7% di quote in autostrade. Tuttavia, questa cessione azionaria ancora non si è verificata, o almeno ancora non ne è stata informata la CNV.

Si richiama lo studio tecnico che l’Organismo di controllo delle concessioni stradali (OCCOVI) ha inviato all’Ufficio nazionale di controllo (AGN), in cui si afferma che l’aumento tariffario decretato da Macrì non ha alcuna base economica. La relazione n. 8.719 del OCCOVI firmata dal controllore finanziario di Ausol, Laura Andino, sostiene che la concessionaria di Albertis, Sideco & co., ha ampiamente coperto i propri costi operativi prima dell’incremento dei pedaggi. Come dato illuminante, BAE ha mostrato che il margine medio lordo (EBITDA del 58,2%) è tra i più alti del paese.

• Non partner

Nel mondo la storia dei Benetton è associata all’industria tessile, alla moda, ai profumi e alle campagne pubblicitarie più provocanti. Da quando Luciano fondò “Fratelli Benetton” nel 1965 l’umile famiglia di Ponzano, un piccolo paese in provincia di Treviso, ha continuato ad espandersi e crescere nel mondo degli affari.

I suoi negozi e i suoi colori elettrici sono riconosciuti a livello internazionale. Ha saputo con un maglione di lana conquistarsi i principali mercati d’Europa e Stati Uniti. Oggi sponsorizza una scuderia di Formula 1 e utilizza Edizione, il braccio finanziario dei Benettons, per diversificare le attività. Dal 2003 controlla i pedaggi autostradali nel vecchio continente e nel 2006 aveva già cercato di fondersi con Abertis, ma il governo italiano del socialista Romano Prodi lo impedì. Nel 2015 hanno fatturato 11.445 milioni di euro e solo il 10% è venuto dal settore tessile. Del totale, circa 6.515 milioni sono entrati dall’Italia, 1.712 milioni dal resto d’Europa e 2.807 milioni dall’America.

In Argentina la storia dei Benetton è associata a gravi conflitti con le comunità indigene per il possesso della terra. In Patagonia, Luciano e suo fratello Carlo possiedono dal 1991 circa 900.000 ettari attraverso la società Compañía de Tierras Sud Argentino S.A. La società possiede un territorio conteso dal 1891, dopo il genocidio noto come “Campaña del Desierto”, che portò alla distruzione delle proprietà indigene, e all’uccisione di migliaia di persone del Sud tra il 1878 e il 1885.

Per questo motivo, i popoli originari li accusano di usurpazione e chiedono la restituzione delle terre ancestrali. I Benetton assicurano che quando arrivarono sul suolo argentino non c’erano rivendicazioni per il possesso della terra e contrattaccano con denunce di occupazione illegale. I fratelli stranieri dicono di essere impegnati nella produzione di lana per il loro impero tessile e che i mapuche commettono numerosi atti di violenza contro la proprietà, come incendi, furto di bestiame, tagli di recinzioni e spari intimidatori.

In 26 anni di sfruttamento agricolo la tensione tra proprietari terrieri e abitanti dei villaggi ha causato diversi episodi di violenza. L’ultimo risale allo scorso gennaio e ha lasciato 14 feriti, quando la gendarmeria sparando ha cacciato le famiglie della comunità Pu Lof, a Cushamen, Chubut, per liberare i binari di La Trochita, un treno sul quale agli abitanti indigeni è vietato viaggiare. A 80 anni appena compiuti, Luciano Benetton ha ceduto il comando ‘dell’impero’ a suo figlio Alessandro e vive a Villa Minelli, un lussuoso palazzo italiano del XVII secolo, restaurato.

 

traduzione Simonetta Lambertini – invictapalestina.org
fonte: http://www.ambito.com/883081-la-familia-benetton-a-un-paso-de-asociarse-a-los-macri-en-el-negocio-de-los-peajes

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