Attacco alla moschea in Egitto: 235 morti in sospetti attacchi dell’ISIS

FOTO – Egiziani passano accanto ai cadaveri dopo un attacco con armi e bombe alla moschea di Rawda, a circa 40 chilometri a ovest della capitale del Sinai settentrionale El-Arish, 24 novembre 2017. STRINGER / AFP

Militanti nel Sinai egiziano fanno esplodere bombe e aprono il fuoco sui fedeli durante le preghiere del venerdì. L’aviazione egiziana colpisce presunti nascondigli dei militanti.

di Jack Khoury, 24 novembre 2017

 

Militanti hanno attaccato una moschea affollata durante le preghiere del venerdì nella penisola del Sinai innescando esplosivi, sventagliando i fedeli con colpi di armi da fuoco e uccidendo circa 235 persone nel più mortale attacco mai avvenuto contro civili egiziani da parte di estremisti islamici.

MENA, un’agenzia di stampa statale, ha riferito che militanti affiliati all’ISIS sono sospettati di aver perpetrato l’attacco che ha preso di mira una moschea frequentata da sufi, membri del movimento mistico dell’Islam, nella città del Sinai settentrionale di Bir al-Abd. I militanti islamici, incluso il ramo locale dell’ISIS, considerano i sufi eretici a causa delle loro interpretazioni meno letterali della fede.

Forze armate egiziane hanno iniziato a condurre attacchi aerei sull’area, hanno riferito fonti di sicurezza e testimoni oculari. Gli attacchi si sono concentrati in diverse zone montuose che circondano la moschea di Al-Rawdah, dove si ritiene che i militanti si nascondano, hanno riferito fonti della sicurezza.

 

Il ramo locale dell’ISIS da anni sta conducendo un’intensa campagna di violenze nel Sinai settentrionale e ha rivendicato attentati mortali contro le chiese della capitale, il Cairo, e in altre città, uccidendo decine di cristiani. Si ritiene inoltre che fosse dietro all’abbattimento di un aereo passeggeri russo in cui nel 2016 rimasero uccise 226 persone.

Ma questo è stato il primo grande attacco militante contro una moschea musulmana e il sorprendente spargimento di sangue ha eclissato qualsiasi attacco passato del suo genere, anche a risalire a una precedente insurrezione militante islamica negli anni ’90.

I militanti hanno aperto il fuoco da quattro fuoristrada sui fedeli all’interno della moschea durante il sermone, bloccando poi le vie di fuga dalla zona facendo esplodere le auto e lasciando i relitti in fiamme a bloccare le strade, hanno riferito tre agenti di polizia sulla scena.

Le vittime, tra cui circa 130 feriti, sono state portate di corsa negli ospedali locali, hanno aggiunto, parlando in condizione di anonimato perché non autorizzati a informare i giornalisti.

Nessuno ha rivendicato la responsabilità immediatamente dopo l’attacco, ma l’ISIS ha colpito più volte i sufi nella zona in passato, in particolare decapitando una figura religiosa sufi di primo piano, lo sceicco cieco Suleiman Abu Heraz, l’anno scorso e postando la foto dell’uccisione online.

Le immagini che circolano sui social media mostrano dozzine di corpi insanguinati, avvolti in lenzuola, stesi sul pavimento della moschea, mentre in si vedono decine di parenti che fanno la fila fuori dall’ospedale mentre le ambulanze corrono avanti e indietro.

Ashraf el-Hefny, un residente, ha detto che molte delle vittime erano operai di una vicina azienda salina venuti per i servizi del venerdì nella moschea che conteneva circa 300 fedeli.

“La popolazione locale ha portato i feriti in ospedale con le proprie auto e camion”, ha detto al telefono.

L’agenzia di stampa statale egiziana ha riportato il bilancio delle vittime, citando “fonti ufficiali”, rivedendo le cifre verso l’alto diverse volte dopo i primi rapporti dei funzionari.

MENA ha riferito che la presidenza egiziana ha dichiarato un periodo di lutto di tre giorni, mentre il presidente Abdel-Fattah al-Sissi ha convocato una riunione ad alto livello di funzionari della sicurezza.

L’aeroporto internazionale del Cairo ha incrementato la sicurezza a seguito dell’attacco, con più soldati e forze armate che hanno pattugliato le sale passeggeri, conducendo ricerche e sistemando checkpoint nei pressi dell’aeroporto.

Condoglianze da parte di Stati sono arrivate in Egitto, inclusi messaggi da Israele, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Russia, Francia e Gran Bretagna che hanno condannato la violenza.

Le forze di sicurezza hanno combattuto contro i militanti nel nord del Sinai per anni, ma gli attacchi fino ad oggi si erano concentrati sui beni militari e di polizia, sebbene omicidi di individui che l’ISIS consideri spie governative o eretici religiosi non siano infrequenti.

Centinaia di soldati e militanti sono stati uccisi nel conflitto, anche se i numeri esatti non sono chiari dato che giornalisti e investigatori indipendenti sono stati banditi dall’area.

L’Egitto sta inoltre affrontando un numero crescente di attacchi da parte dei militanti nel suo deserto occidentale, tra cui un attacco il mese scorso che ha ucciso 16 poliziotti, secondo un conteggio ufficiale emesso dal ministero dell’Interno. Funzionari della sicurezza hanno detto ai giornalisti che decine di altri, inclusi alti ufficiali dell’antiterrorismo, sono morti nell’attacco del 20 ottobre a circa 135 chilometri a sudovest della capitale, il Cairo.

 

Traduzione Simonetta Lambertini – invictapalestina

Fonte: https://www.haaretz.com/middle-east-news/egypt/1.824809?utm_content=%2Fmiddle-east-news%2Fegypt%2F1.824809&utm_medium=email&utm_source=smartfocus&utm_campaign=newsletter-breaking-news

 

 

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