L’AP minaccia di tagliare gli accordi sulla sicurezza con Israele se il blocco di Gaza viene revocato

L’Autorità palestinese (AP) ha minacciato la fine della severa cooperazione sulla sicurezza con Israele se il blocco della Striscia di Gaza verrà rimosso, secondo il ‘Palestine Information Centre’ – FOTO: Palestinesi organizzano una manifestazione per chiedere l’abolizione del blocco a Gaza il 1° aprile 2018 [Agenzia Mustafa Hassona / Anadolu]

25 maggio 2018

Citando fonti mediatiche ebraiche, il sito di notizie ha riferito che il capo dei servizi segreti dell’intelligence Majed Faraj ha inviato una lettera al suo omologo israeliano Nadav Argaman mettendolo in guardia contro qualsiasi azione che possa contribuire ad alleviare la sofferenza della popolazione a Gaza.

L’avvertimento sarebbe arrivato dopo che erano emerse notizie secondo cui Egitto e Qatar avrebbero aiutato a mediare una tregua di lungo periodo tra Israele e Hamas che avrebbe allentato il blocco, giunto all’undicesimo anno.

Si ritiene che tale piano sia dannoso per gli interessi dell’Autorità Palestinese, che cerca di fare pressione su Hamas perché consegni il controllo della Striscia dopo la fallita trattativa di riconciliazione alla fine dell’anno scorso.

Un possibile accordo, secondo i media israeliani, vedrebbe Tel Aviv richiedere una completa cessazione di lancio di missili e costruzione di tunnel, oltre al rispetto del perimetro di sicurezza alla barriera di Gaza e una soluzione per quanto riguarda i prigionieri di guerra israeliani detenuti a Gaza.

In cambio, Israele ridurrà sostanzialmente le restrizioni ai valichi di frontiera di Gaza, incluso permettere l’ingresso di beni e servizi nell’enclave impoverita, a condizione che non vengano utilizzati per potenziare l’ala armata di Hamas. Anche l’Egitto ridurrà le restrizioni al valico di Rafah con Gaza e aprirà il confine più frequentemente.

I colloqui tra le fazioni palestinesi negli ultimi mesi si sono bloccati. Sebbene Fatah e Hamas abbiano firmato un accordo al Cairo in ottobre, nel tentativo di far avanzare gli sforzi di riconciliazione e ripristinare l’autorità governativa dell’Ap a Gaza, non sono riusciti a fare progressi all’indomani del riconoscimento da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di Gerusalemme come capitale di Israele.

Le relazioni sono ulteriormente calate in seguito al tentato omicidio, durante un viaggio a Gaza a marzo, del primo ministro dell’Ap Rami Hamdallah, del quale l’Autorità Palestinese ha accusato Hamas, che a sua volta ha negato qualsiasi coinvolgimento. I tre uomini identificati da Hamas come sospettati coinvolti nell’attentato sono stati successivamente uccisi in uno scontro a fuoco con le sue forze a Gaza il 22 marzo.

All’inizio di questo mese l’AP ha tagliato gli stipendi dei suoi dipendenti pubblici nella Striscia di un ulteriore 20%, causando una protesta diffusa. E’ una questione che si trascina da tempo, lo scorso anno il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha tagliato gli stipendi di Gaza del 30%. L’anno scorso ha anche ridotto il numero del personale dell’AP a Gaza da 60.000, ordinando il pensionamento anticipato di quasi un terzo degli impiegati.

I funzionari dell’Autorità Palestinese hanno detto che quelle mosse avevano lo scopo di costringere Hamas a rinunciare al controllo di Gaza. Tuttavia, in seguito alla notizia che anche i prigionieri palestinesi avevano subito tagli nelle loro rimesse, l’Autorità Palestinese ha dato la colpa del ladrocinio a problemi tecnici.

 

Traduzione: Simonetta Lambertini – Invictapalestina.org

Fonte: https://www.middleeastmonitor.com/20180525-pa-threatens-to-cut-security-ties-with-israel-if-gaza-blockade-lifted/

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