Camuffamento: come la sinistra israeliana continua a ingannarci con slogan manipolati.

Nell’attuale euforia del “Black Lives Matter” e di tutti gli slogan che ha ispirato, non dimentichiamo che il sionismo è “Supremazia Ebraica”.

Fonte: English Version

Rima Najjar – 7 giugno 2020

Immagine di copertina: manifestazione israeliana contro il piano di annessione della Cisgiordania

Per raggiungere i cuori e le menti degli americani, la sinistra sionista israeliana sta manipolando il movimento Black Lives Matter. Gli slogan e le immagini dei manifestanti che giungono da Tel Aviv continuano a ingannare il mondo attraverso un’improvvisa ed egoista  preoccupazione per le vite dei palestinesi.

Due slogan circolano nella sinistra sionista israeliana: “Jewish and democratic’ and ‘Palestine Lives Matter”. Questi slogan sono, in poche parole, una contraddizione in termini, ideati per imbiancare la natura razzista del sionismo.

Quando i suprematisti bianchi degli Stati Uniti adottarono lo slogan “All Lives Matter”, tutti capirono  velocemente che il suo uso era inteso a denigrare lo slogan “Black Lives Matter”. Anche l’abbraccio sionista di “Palestinian Lives Matter” è una denigrazione. Improvvisamente le vite palestinesi contano, ma solo per timore che l’imminente annessione di parti della Cisgiordania significhi la fine del sionismo e consenta al mondo di comprendere la vera natura suprematista dello Stato che nel profondo è: “only Jewish lives matter”.

Per essere veramente filo-palestinesi, bisogna essere anti-israeliani, anti-sionisti. Questi manifestanti si aggrappano, cinicamente o per delusione, all’idea che essere “ebrei e democratici” è possibile, che negare l’uguaglianza dei palestinesi e tornare alla loro patria rubata è una questione di “sopravvivenza” nazionale ebraica.

È la solita  storia piena di menzogne, o la cosiddetta “narrativa” che i sionisti sono a lungo  riusciti a imporre al mondo, mimetizzando la natura suprematista ebraica e razzista del sionismo e negando la devastazione che la fondazione sul suolo palestinese di questo Stato ebraico ha provocato ai palestinesi. Ora che i loro leader sono in prima linea con i loro piani razzisti e con la loro ideologia suprematista, non negano più, e si scusano persino, ma continuano a mentire.

Commentando su Facebook, Ronnie Barkan dice dei manifestanti:

“Non hanno manifestato contro il sionismo, molti di loro sono fascisti e sionisti!, semplicemente non gradiscono la “minaccia demografica” nel perdere, con la possibile annessione, la loro amata maggioranza etnica nel loro amato Stato razzista . La sinistra, quella anti-sionista e umanista, in quella manifestazione  era numericamente  da minima a insignificante. La stragrande maggioranza era composta dai “sionisti liberali” di cui sopra, che temono l’idea di uguali diritti tra i circa 20 milioni di figli e figlie di questa terra”.

A difesa dell’euforia del momento, Christopher Ben Kushka commenta:

“Jonathan Ofir ha  spiegato dettagliatamente perché una larga parte di quella dimostrazione era problematica (per dirla in parole povere). “Non riusciamo a respirare dal 1948” (per il tuo stesso muro) e “Nakba dal 1948 – abolire il sionismo” e “Israele non è democrazia ma uno Stato di Apartheid” sono tra le affermazioni più forti che abbia mai  sentito e visto  in una manifestazione israeliana. E il riconoscerlo…  non mi  porta ad acclamarne i leaders per il loro discorso liberista-sionista, per il quale l’occupazione è una seccatura di cui liberarsi per poter vivere il loro stile di vita edonista.

Nel 1964, in un saggio intitolato “La logica sionista”, Malcolm X offrì agli americani un duro attacco al sionismo  spiegando come si tingesse di religiosità messianica e come fosse fondamentalmente una nuova forma di colonialismo presentato sotto mentite spoglie che minacciava non solo i Palestinesi, ma anche i nuovi Paesi africani indipendenti che avevano accettato gli aiuti israeliani.

Scrisse: :

“I sionisti israeliani sono convinti di aver  mascherato con successo il loro nuovo tipo di colonialismo. Il loro colonialismo sembra essere più “benevolo”, più “filantropico”, un sistema con il quale governano facendo semplicemente in modo che le loro potenziali vittime accettino le loro amichevoli offerte di “aiuto” economico e altri doni allettanti  che sbandierano davanti alle nazioni africane di recente indipendenza e le cui economie stanno incontrando grandi difficoltà. Durante il diciannovesimo secolo, quando le masse in Africa erano in gran parte analfabete, era facile per gli imperialisti europei governarle con “forza e paura”, ma nell’attuale era di illuminazione, le masse africane si stanno risvegliando ed è impossibile tenerle sotto controllo con i metodi antiquati del 19 ° secolo”.

Nel 1970, il Committee for Black Americans for Truth about the Middle East   (Comitato dei neri americani per la verità sul Medio Oriente) pubblicò sul New York Times un “Appello dei neri americani contro il sostegno degli Stati Uniti al governo sionista di Israele”. In esso affermavano: “Stiamo con il popolo palestinese nei loro sforzi per preservare la loro rivoluzione e ci opponiamo al tentativo dell’imperialismo americano, aiutato dai sionisti e dai reazionari arabi, che vorrebbe distruggerla. “.

Aggiungendo: “Il sionismo è un’ideologia razzista e reazionaria che giustifica l’espulsione del popolo palestinese dalle proprie case e dalle proprie terre e che tenta di arruolare al servizio dell’imperialismo le masse ebraiche di Israele e di altrove per frenare la rivoluzione del Medio Oriente”.

Nell’attuale euforia del “Black Lives Matter” e di tutti gli slogan che ha ispirato, non dimentichiamo che il sionismo è “Supremazia Ebraica”.

Rima Najjar è una palestinese la cui famiglia da parte di padre proviene dal villaggio evacuato con la forza di Lifta, nella periferia occidentale di Gerusalemme,  e la cui famiglia da parte di madre è di Ijzim, a sud di Haifa. È un’attivista, ricercatrice e professoressa in pensione di letteratura inglese dell’Università di  Al-Quds , nella Cisgiordania occupata.

 

Trad: Grazia Parolari “contro ogni specismo, contro ogni schiavitù” –Invictapalestina.org

 

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