Il James Bond sionista? Come un agente del Mossad ha aiutato un brutale dittatore a mantenere il potere

Documenti declassificati del Ministero degli Esteri fanno luce sui legami segreti intessuti da un uomo d’affari israeliano e agente del Mossad con la dittatura militare che  governò Panama per 20 anni.

Fonte: english version

Eitay Mack – 25 marzo 2021

Foto di copertina: credit panamàamerica.com

Hugo Spadafora fu rapito in pieno giorno nel settembre 1985. Medico locale in una piccola città nella parte orientale di Panama, il Dottor Spadafora era da tempo nel mirino del regime militare per le feroci critiche che osava rivolgergli. Lo spietato capo del regime, il Generale Manuel Noriega,  ordinò che Spadafora fosse rapito e torturato a morte; parti del suo corpo senza testa  furono trovate a marcire in un sacco dell’ufficio postale. I segni delle torture che aveva subito erano chiaramente evidenti. La sua testa non è mai stata trovata.

Tuttavia, alcuni direbbero che la famiglia Spadafora è stata fortunata. A differenza della lunga lista di oppositori della giunta militare a Panama che erano “scomparsi”, almeno avevano un corpo da seppellire. La tortura, i rapimenti, gli omicidi e le sparizioni erano parte integrante della realtà quotidiana a Panama sin dal colpo di stato militare dell’ottobre 1968. Il dittatoriale regime mantenne il potere fino a quando non fu abbandonato dal suo protettore americano. Quando Noriega si rifiutò di cedere il potere, gli Stati Uniti invasero Panama e lo destituirono con la forza. Era la fine del 1989.

La dittatura a Panama in effetti è durata per 22 anni grazie al sostegno americano, ma gli Stati Uniti non sono stati l’unico paese che ha sostenuto il brutale governo militare panamense. Anche Israele aveva interessi strategici nel paese centroamericano e mantenne stretti legami con il governo, ignorando sistematicamente le sue violazioni dei diritti umani e la sua radicata corruzione.

Ancora oggi, la maggior parte dei fatti sui rapporti americani e israeliani con la giunta panamense rimangono sconosciuti. L’esercito degli Stati Uniti è in possesso di un archivio di migliaia di fascicoli di documenti classificati relativi al Generale Noriega. Da parte israeliana, anche i relativi documenti del Mossad riguardanti quel periodo rimangono inaccessibili al pubblico. Quello che è chiaro è che all’epoca sia Israele che gli Stati Uniti avevano interessi politici e strategici legati non solo a Panama e al suo famoso canale, ma a tutto il Centro e Sud America. Un esempio di ciò è l’affare Iran-Contra della metà degli anni ’80, durante il quale Noriega aiutò gli Stati Uniti e Israele ad armare le forze ribelli che cercavano di rovesciare il governo socialista in Nicaragua.

Documenti del Ministero degli Esteri recentemente declassificati dagli Archivi di Stato israeliani fanno luce sui legami che Israele ha mantenuto con i dispotici governanti di Panama. I numerosi fascicoli includono rapporti dell’ambasciata israeliana a Panama City, che aggiornano il Ministero a Gerusalemme sugli sviluppi locali. Quali erano esattamente gli interessi di Israele a Panama? I documenti non lo dicono. Ciò che mettono in chiaro in modo inequivocabile è che i legami militari e politici di Israele con Panama sono stati condotti durante i decenni in questione dal Mossad, con la totale estraneità del ministero degli Esteri.

Pertanto, molti dei fascicoli presentano una figura centrale: Michael “Mike” Harari, l’agente speciale del Mossad che  istituì l’unità di assassinio dell’agenzia di spionaggio e venne soprannominato il “James Bond Sionista” dai giornalisti israeliani. Harari mantenne stretti rapporti con i capi della giunta militare a Panama mentre era al potere. Poco prima della sua morte nel 2014, Harari  dichiarò in un’intervista al giornalista Ronen Bergman che Noriega era stato per molto tempo un collaboratore al servizio dell’apparato della difesa israeliana.

Harari si congedò ufficialmente dal Mossad nel 1980, ma continuò a operare a Panama anche molto tempo dopo: in apparenza, era un uomo d’affari con stretti legami con il regime che servì come eminenza grigia per l’uomo forte Noriega, ma parallelamente continuò ad agire a Panama per conto del Mossad. I documenti rivelano che l’ambasciata a Panama City era furiosa per il doppio ruolo che ha svolto. A volte semplicemente non sapevano cosa lo guidasse: agiva per conto dello Stato di Israele o promuoveva i propri interessi commerciali?

Il materiale autorizzato per la pubblicazione negli ultimi mesi descrive i mezzi che Harari  usava per aiutare Noriega a mantenere il potere. Emerge che l’agente nato a Tel Aviv era un protagonista di spicco in un piano politico volto a ribaltare un’elezione a favore del suo cliente panamense. Come parte di questo complotto, Harari distribuì un libro inventato che accusava il rivale di Noriega, il dottor Arnulfo Arias, di aver perpetrato un massacro della comunità ebraica del paese. Harari era percepito come una figura così importante a Panama che durante gli ultimi anni del regime militare, Washington chiese che Israele lo allontanasse dal paese. Gli americani erano convinti che solo liberando il paese da Harari, sarebbe stato possibile porre fine al governo di Noriega, e apparentemente non esitaronoa minacciare Israele per raggiungere tale obiettivo.

Foto: Il generale Noriega lascia il palazzo presidenziale dell’Eliseo a Parigi dopo un incontro con il presidente francese Francois Mitterrand, 19 giugno 1984. Credito: Herve Merliac / ASSOCIATED PRESS

I cablogrammi contenuti nei fascicoli recentemente declassificati inviati dall’ambasciata a Panama City durante gli anni della dittatura dipingono un vivido ritratto del regime dittatoriale. Rivelano un ciclo continuo di violazioni dei diritti umani, corruzione, proteste popolari e feroce repressione del dissenso. In un cablogramma datato 25 novembre 1969, un anno dopo che il colpo di stato militare guidato da Omar Torrijos portò i militari al potere per la prima volta, l’ambasciata informò il Ministero degli Esteri di una nuova legge appena emanata. “Il governo può arrestare una persona senza un ordine del tribunale”, scriveva l’ambasciatore Yehiel Eilsar, aggiungendo: “Agli individui è vietato esprimere critiche negative al governo, a un ministro o a un funzionario”. Un cablogramma del 21 ottobre 1970 rivela che gli studenti politicamente attivi delle Università e delle scuole superiori venivano espulsi; inoltre, all’interno della Guardia Nazionale di Panama era stata istituita un’unità segreta per la sicurezza e lo spionaggio. Poche settimane dopo si leggeva: “Non c’è dubbio che la rete della Guardia Nazionale venga schierata per ogni evento, attività, spettacolo o attività civile, a volte apertamente, a volte segretamente”.

Nel maggio 1971, Eilsar iniziò a informare Gerusalemme sul rapimento e la scomparsa di un sacerdote locale, Hector Gallego Herrera, un episodio che suscitò proteste tra la popolazione e la Chiesa cattolica. Eilsar non aveva dubbi su chi ci fosse dietro il rapimento: il Colonnello Noriega, allora capo della polizia segreta. “Il Colonnello Noriega è noto per essere ambizioso, astuto e intelligente, e una persona a cui piace fare le cose di propria iniziativa, come rapire padre Gallego”, scrisse successivamente l’ambasciatore quello stesso anno.

Le attività di Noriega e Torrijos all’epoca non influenzarono le loro normali relazioni con Israele. Un documento biografico su Noriega redatto dal Ministero degli Esteri documenta che ha seguito un corso di intelligence e difesa in Israele, oltre a un addestramento nei paracadutisti. Secondo cablogrammi inviati dall’ambasciata a Panama City, i due funzionari si recarono in Israele in varie occasioni. Nel maggio 1970, Torrijos, che era di fatto alla guida del paese ma non fu mai ufficialmente nominato presidente, fece una visita ufficiale, seguito pochi mesi dopo da Noriega. Quest’ultimo visitò Israele anche nel 1984. Yitzhak Rabin, l’ex capo di gabinetto, all’epoca parlamentare Laburista, si recò a Panama e incontrò Noriega nel dicembre 1983; il Ministro degli Esteri Yitzhak Shamir lo incontrò lì un anno dopo.

Dopo la morte di Torrijos in un misterioso incidente aereo nel luglio 1981, scoppiò una lotta per il comando della Guardia Nazionale, da cui Noriega uscì vittorioso. Cercò di rafforzare ulteriormente la sua posizione nominando un presidente fantoccio di nome Nicolas Ardito Barletta, che sarebbe stato eletto con le elezioni del 1984.

Tuttavia,  emerse un grosso ostacolo a quel piano: Arias, il capo dell’opposizione, che era stato presidente tre volte prima del colpo di stato militare. Arias era estremamente popolare ed era percepito come l’unica persona che poteva  porre fine della giunta militare. Tutte le previsioni suggerivano che avrebbe vinto le elezioni.

La valutazione offerta dall’ambasciata israeliana a Panama era che il Generale Noriega non avrebbe accettato una vittoria di Arias. Un cablogramma del 15 marzo 1984, inviato dall’ambasciatore Yosef Hassin, citava: “Pochissimi commentatori credono nell’esistenza di un’elezione libera e senza brogli. Tutti credono che il Generale Noriega farà tutto il possibile per impedire l’elezione di un Presidente non di suo gradimento, compreso un colpo di stato o la falsificazione dei risultati elettorali “.

Che è quello che successe: l’uomo forte agì per liquidare politicamente il suo rivale per mezzo di una campagna di prevaricazione e diffamazione, aiutato in quell’impresa nientemeno che dall’uomo del Mossad apparentemente non più in servizio, Mike Harari.

Mike Harari. L’assistente del sottosegretario di Stato americano gli raccomandò di lasciare Panama, aggiungendo: “Per il bene di Israele, quella persona dovrebbe andarsene immediatamente”. Credito: David Bachar

Dai documenti del Ministero degli Esteri non è chiaro quando Harari arrivò a Panama. Il primo cablogramma che lo menziona è datato 25 luglio 1980. Scritto dall’ambasciatore di allora, Chanan Olami, riguardo all’attività filo-palestinese a Panama, cita: “Mike Harari del Mossad può esserci di aiuto grazie ai suoi legami con Torrijos.”

Harari viene menzionato una seconda volta da Olami in una corrispondenza a Gerusalemme, nell’agosto 1983, in cui riferisce sulla cerimonia in cui Noriega divenne Capo della Guardia Nazionale: “Nel curriculum del Generale Noriega, che fu letto alla cerimonia e distribuito al pubblico, si legge che ha frequentato corsi in Israele, e tra i suoi ospiti privati ​​invitati dall’estero, uno di quelli presentati al pubblico era il Generale israeliano Mike Harari”.

Il piano escogitato da Harari e Noriega per sconfiggere Arias è descritto dettagliatamente nei cablogrammi inviati dall’ambasciatore Hassin. Al centro c’è la pubblicazione e la distribuzione di un libro intitolato “Olocausto a Panama”, che inventava un capitolo nel passato del candidato alla presidenza Arias. Secondo il libro, il capo dell’opposizione aveva ordinato l’omicidio di ebrei di origine tedesca immigrati a Panama durante il suo primo mandato come presidente, nel 1941.

La pubblicazione e la distribuzione del libro furono finanziate dalla Guardia Nazionale e, secondo l’ambasciatore israeliano, “i diritti di distribuzione del libro sono stati acquisiti da Mike Harari”. Le copie del libro  vennero conservate nella sede dell’ambasciata israeliana a Panama, senza l’autorizzazione dell’ambasciatore, mentre Harari attendeva “il via libera dell’esercito per iniziare a distribuirle al pubblico”.

Sebbene le accuse del libro fossero false, attingevano a un periodo oscuro nel passato di Arias. Negli anni ’30 servì come ambasciatore di Panama nell’Italia di Mussolini. Era affascinato dal fascismo e simpatizzante del regime nazista. In seguito emerse che il Ministero degli Esteri di Gerusalemme  aveva sorvolato su questo fatto. “Per quanto ne sappiamo, Arias era davvero un inviato in Europa durante il periodo del nazismo e, come molti altri della stessa classe (come l’argentino Juan Perón), era solidale con il regime”, scrisse Herzl Inbar, direttore dell’ufficio latinoamericano del Ministero degli Esteri, nel marzo 1983. “Tuttavia, non siamo a conoscenza di dichiarazioni o azioni antisemite e anti-israeliane durante la sua attività politica a Panama”.

La stessa versione è stata sostenuta dalla comunità ebraica di Panama. Dopo un incontro che Arias  tenne durante la sua campagna per la presidenza con i rappresentanti della comunità, quest’ultimo ebbe la sensazione che questo fosse stato “un evento storico ormai remoto quando il nazionalismo estremo era di moda. Ma ora non nutre sentimenti antiebraici e desidera essere vicino a loro augurandogli ogni bene”, scrisse Hassin il 14 marzo 1984.

L’ambasciatore riferì in un cablogramma un mese dopo che l’ampia distribuzione del libro aveva lo scopo non solo di dissuadere la piccola comunità ebraica di 5.000 anime e altri dal sostenere Arias, ma di mettere in moto “una campagna allarmista contro la sua politica razzista. Secondo la quale, espellerà tutti i cinesi, i neri, gli ebrei e gli indiani da Panama”.

Arnulfo Arias. Credito: Ralph K. Skinner / AP

La montatura ebbe successo: “Olocausto a Panama” suscitò titoli sensazionali e venne ampiamente seguito da tutti i media locali. In un cablogramma inviato a Gerusalemme  datato 5 aprile 1984, Hassin osservò: “La stampa è piena di titoli e descrizioni dettagliate dello spargimento di sangue ebraico e dell’omicidio di bambini ebrei da parte di Arnulfo Arias”.

La storia inventata, aggiunse, stava causando molta frustrazione nella comunità ebraica: “C’è rabbia e imbarazzo tra gli ebrei perché vengono strumentalizzati in una questione che a loro avviso è fabbricata nella forma e nel contenuto. Una petizione con 50 firme di ebrei della comunità dichiara che non c’è mai stato antisemitismo, discriminazione o omicidio di ebrei a Panama, e che non hanno informazioni o prove sulla vicenda”.

Hassin non solo accettò le vigorose smentite di Arias di qualsiasi coinvolgimento personale nel presunto genocidio, ma era anche convinto che nessuna atrocità del genere fosse mai avvenuta.

“È vero che c’era una comunità svizzero-tedesca nella regione di Chiriqui nella Panama occidentale, di cui non è chiaro se fosse interamente, in parte o per niente composta da ebrei”, scrisse l’ambasciatore il 26 aprile. “Non si sa cosa sia successo loro nel tempo, se sono tornati in Europa, sono morti di malattia, sono stati assassinati o si siano trasferiti in altre città di Panama”.

L’elezione si svolse il 6 maggio. Il 22 maggio, Hassin  riferì di aver sentito domande secondo cui: “Se tutte le accuse contro Arias sono documentate nel libro, perché il governo di Panama non lo processa per omicidio, e perché il governo di Israele non chiede la sua condanna?”

L’ambasciatore era molto preoccupato per le possibili implicazioni della vicenda nelle relazioni Israele-Panama. “Perché è stato necessario innanzitutto consentire a un privato uomo d’affari, che possiede anche lo status di ufficiale di Stato, di coinvolgere l’ambasciata in una materia il cui unico scopo era l’intervento in un’elezione nazionale?”, scrisse in un cablogramma. “L’episodio potrebbe mettere l’ambasciata e Israele in una posizione scomoda e causarci complicazioni”, affermò in un altro cablogramma. “Arias potrebbe vincere le elezioni, e quando verrà a sapere che un uomo d’affari israeliano ha contribuito alla campagna contro la sua elezione a presidente, non ne usciremo bene”. In un altro cablogramma aggiunse: “Sarà molto difficile riparare al danno che è stato fatto”.

Successivamente l’inviato israeliano apprese che questo non era l’unico coinvolgimento di Harari nelle elezioni. Come parte della campagna, Harari aveva anche promesso a Noriega che una foresta sarebbe stata piantata in Israele in memoria del Generale Torrijos. Hassin era oltraggiato. “Non conosco nessun altro paese che abbia commemorato Torrijos”, scrisse. “È chiaro che le donazioni raccolte per la ‘Foresta di Torrijos’ con l’intercessione di Harari non sono il risultato di un’amicizia spontanea per Israele, ma avvengono sulla scia di un ordine esplicito di Noriega”. (Non è ancora chiaro se la foresta sia mai stata piantata.)

Per Hassin era evidente che uno dei maggiori beneficiari degli sforzi di ingerenza non era altro che lo stesso Harari, “l’uomo d’affari che possiede lo status di ufficiale di Stato”, come aveva detto. “Nel frattempo, solo Israele, un paese straniero, ha preso posizione nella campagna elettorale”, scrisse in un cablogramma dell’aprile 1984, aggiungendo ironicamente: “Al contrario dei danni che la “Foresta di Torrijos” e il libro “Olocausto a Panama” ci causerà, almeno garantiremo rapporti personali eccellenti tra un generale panamense e un generale “israeliano”. ”

Un carro armato americano a Panama City, 1987. Credito: AP / Borea Robert

Nonostante le critiche mosse dall’ambasciatore, è evidente dalle sue osservazioni che riteneva che l’intervento nelle elezioni non fosse un’iniziativa personale di Harari ma una mossa deliberata da parte di Israele. “L’esercitazione forestale era superflua secondo me”, ha osservato. “Spero solo che siate guidati da considerazioni governative di cui non sono a conoscenza e di cui non ho bisogno di sapere, e che i frutti della foresta di Torrijos siano già stati raccolti o lo saranno presto. Se è così, ritiro le mie critiche e chiedo perdono a tutti coloro che operano con successo nell’ombra”.

Ma gli stratagemmi non funzionarono : Arias vinse le elezioni del maggio 1984 con una piccola maggioranza. Tuttavia, il candidato di Noriega fu dichiarato vincitore. Era chiaro a Israele, agli Stati Uniti e alla comunità internazionale che i risultati erano stati falsificati.

In un rapporto dell’11 settembre 1984, che riassume il suo mandato a Panama, l’inviato Hassin ha descritto il completamento dell’acquisizione del paese da parte di Noriega. “Il centro del potere nel paese è l’esercito, e all’interno dell’esercito la persona al comando è il generale Noriega”, scrisse. “Ci sono istituzioni e organizzazioni, sindacati e uffici, un’Assemblea Nazionale e un Consiglio Legislativo, ma la loro importanza è trascurabile”.

Hassin ha anche affrontato le attività problematiche di Harari: “Un funzionario della sicurezza israeliana sta mantenendo stretti rapporti con il capo dell’esercito, in materia di sicurezza e anche nel quadro degli affari privati”, ha riferito. “Quel personaggio israeliano ha un monopolio esclusivo dei rapporti d’affari con il governo panamense e l’ambasciata non è informata sulla natura dei suoi affari. Questo individuo funge anche da collegamento diretto con Israele su questioni politiche e diplomatiche, nel contesto dei suoi legami con funzionari e ufficiali panamensi”.

Il brutale omicidio del Dottor Hugo Spadafora provocò ondate di sdegno in tutta Panama e innescò ampie proteste contro le autorità al potere. L’opposizione si rafforzò e ci furono crescenti richieste di rimozione dall’incarico di Noriega. Allo stesso tempo, anche l’oppressione e la tortura vennero intensificate, la censura della stampa aumentò e le manifestazioni furono vietate.

Il successivo ambasciatore israeliano a Panama, Shaul Kariv,  osservò in un rapporto che riassume il suo mandato dal 1984 al 1988, che le relazioni di Israele con Panama erano “infauste, e persino problematiche, se si tiene conto che queste relazioni sono condotte con un regime corrotto che è odiato da gran parte del popolo di Panama, o più precisamente, con un dittatore militare la cui destituzione è richiesta da gran parte della nazione”.

In questo periodo aumentarono anche le tensioni tra Stati Uniti e Panama: l’Amministrazione di Ronald Reagan avviò un’azione per destituire Noriega. Il Dipartimento di Stato iniziò ad accusare il dittatore di impegnarsi in pratiche di corruzione, violazione dei diritti umani, traffico di droga e trasferimento della tecnologia americana nelle mani dei cubani. Il Senato degli Stati Uniti approvò una risoluzione che invitava Noriega a dimettersi e nel luglio 1987 l’Amministrazione annunciò che avrebbe sospeso gli aiuti militari a Panama.

Una protesta antigovernativa a Panama City dopo un tentativo di colpo di stato è stata sventato dal presidente Noriega, il 16 marzo 1988. Credito: Diana Smith / AP

Ma Noriega, aggrappato al potere, rifiutò di dimettersi. Anche qui, Harari svolse un ruolo significativo. Il 7 agosto 1987, un documento da Panama fu trasmesso all’ambasciata israeliana a Washington. Il documento delineava un piano interno volto a mantenere Noriega al potere. Tra gli altri elementi, il piano prevedeva la repressione dei raduni e delle manifestazioni schierando l’esercito; diffondere voci sulle intenzioni di arrestare o addirittura uccidere i capi dell’opposizione e gli uomini d’affari a Panama e all’estero; l’intensificazione dell’attività delle milizie per generare un clima di terrore; aggirare le sanzioni economiche dell’amministrazione Reagan facendo pressioni dirette sui politici americani; e rafforzando il controllo sui media e i giornalisti panamensi.

Gli americani, dal canto loro, erano convinti che il documento “non fosse frutto dell’ingegno di Noriega ma di Mike Harari”. Credevano che Harari stesse lavorando per preservare ad ogni costo il governo di Noriega, ed erano determinati a espellere gli israeliani dal paese.

Il 6 luglio 1987, il Segretario di Stato Aggiunto degli Stati Uniti Elliot Abrams incontrò Oded Eran, un rappresentante israeliano a Washington. La successiva conclusione del Ministero degli Esteri fu inequivocabile: “Gli americani vogliono interrompere i rapporti tra Noriega e Mike Harari”. Secondo la sintesi dell’incontro trasmessa da Yitzhak Shefi, che ha fatto parte del Ministero degli Esteri dell’America Latina, Abrams ha raccomandato ad Harari di lasciare Panama, aggiungendo: “Per il bene di Israele, quell’uomo dovrebbe andarsene immediatamente”.

Shefi colse dall’incontro che “gli americani erano convinti che il contributo di Harari alla posizione di Noriega fosse fondamentale e che “eliminarlo” avrebbe accelerato la caduta del generale e abbreviato in modo significativo gli spasimi del regime al potere”. Il 29 luglio, lo stesso Shefi parlò con Harari e scoprì che non era intimidito dagli avvertimenti degli americani. “Mike stesso si identifica con il governo e con Noriega”, ha scritto il funzionario. “Non intende abbandonare il suo amico proprio in questo periodo critico”.

Nel marzo 1988, il Vice Assistente Segretario di Stato Aggiunto Bill Walker incontrò il Generale Noriega. L’incontro ebbe luogo a casa di Harari e un cablogramma datato 22 marzo racconta l’accaduto. Walker suggerì a Noriega di trasferirsi in Spagna e promise che gli Stati Uniti non avrebbero chiesto la sua estradizione e che la sua famiglia non avrebbe subito conseguenze. Il cablogramma afferma che Noriega in una conversazione respinse questa proposta “con una retorica che è andata avanti per circa quattro ore e che può essere riassunta come: ‘Andate al diavolo'”.

Un cablogramma inviato a Gerusalemme dall’ambasciata israeliana a Washington il 14 settembre 1988 dichiarava: “Un panamense che ha stretti legami con l’opposizione a Panama e che lavora per suo conto a Washington, ha rivolto la mia attenzione a ciò che egli considera un grave danno causato a Israele dall’attività di Harari a Panama. Sostiene che l’opposizione attribuisce le azioni di Harari a Israele e che le relazioni di Israele con Panama saranno seriamente compromesse se e quando ci sarà un cambio di governo”.

Nel maggio 1989 si tennero a Panama nuove elezione presidenziali. Il candidato dell’opposizione vinse; Noriega  dichiarò nulle le elezioni. Il 20 dicembre 1989, gli Stati Uniti invasero Panama. Noriega fu arrestato e successivamente condannato per traffico di droga, riciclaggio di denaro e altri reati. Trascorse il resto della sua vita nelle carceri di Stati Uniti, Francia e Panama, fino alla sua morte nel maggio 2017.

Harari, fuggito da Panama per Israele poco prima dell’invasione americana, morì nel 2014 all’età di 87 anni. Le persone che lo elogiarono hanno ricordato le sue gesta eroiche in varie operazioni speciali in tutto il mondo, tra cui atti di vendetta contro i palestinesi dopo il massacro degli Atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco del 1972 e il salvataggio degli ostaggi nell’operazione Entebbe del 1976. I documenti declassificati del Ministero degli Esteri non descrivono, tuttavia, i servizi forniti da Harari al Generale Noriega, a parte quelli relativi alle elezioni del 1984. Ma la richiesta molto insolita degli Stati Uniti di rimuovere un agente del Mossad da un paese straniero indica che quei servizi erano di grande importanza. La natura completa dell’attività di Harari a Panama diventerà chiara solo quando il Mossad e la censura militare israeliana consentiranno di rendere pubblici maggiori dettagli. Nessuno si illude che ciò accadrà presto.

Eitay Mack è un avvocato dedito a smascherare e fermare i rapporti dello Stato di Israele con le dittature.

Traduzione: Beniamino Rocchetto – Invictapalestina.org