La “grande opportunità” di Israele di annettere la Cisgiordania

Quello che sta accadendo in Siria serve da modello di cosa aspettarsi in Cisgiordania nei prossimi mesi.

Fonte: English version

Di Ramzy Baroud – 16 dicembre 2024Israele si sta preparando ad annettere la Cisgiordania. L’annessione rappresenterà un importante passo indietro sulla strada verso la libertà palestinese e probabilmente fungerà da catalizzatore per una nuova rivolta palestinese.

Sebbene l’annessione sia all’ordine del giorno israeliano da anni, nelle parole dell’estremista Ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich: Questa volta una “grande opportunità” sta per presentarsi e, dal punto di vista israeliano, non può essere persa.

“Spero che avremo una grande opportunità con la nuova amministrazione statunitense per creare una piena normalizzazione (dell’Occupazione Israeliana)”, avrebbe detto il Ministro alla direzione dell’Amministrazione Civile questo mese.

Questa non è la prima volta che Smotrich, tra gli altri estremisti israeliani, ha fatto il collegamento tra l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca e l’espansione illegale dei confini di Israele.

Due fattori rendono l’estrema destra israeliana ottimista sull’arrivo di Trump. Uno, l’esperienza israeliana durante il primo mandato di Trump, quando ha cambiato unilateralmente la posizione americana sullo status legale degli insediamenti, delle Alture del Golan siriane e di Gerusalemme. E, due, la dichiarazione più recente di Trump in vista delle elezioni statunitensi di novembre.

Israele è “così piccolo” sulla mappa, ha detto Trump, mentre si rivolgeva al gruppo filo-israeliano Stop Antisemitism a un evento ad agosto, chiedendosi: “C’è un modo per ottenere di più?” L’affermazione, assurda per qualsiasi definizione, ha suscitato gioia tra i politici israeliani, che l’hanno interpretata come un via libera per ulteriori annessioni.

Gli obiettivi di espansione coloniale di Israele hanno ricevuto un’altra spinta negli ultimi giorni. Dopo la caduta del governo di Bashar Assad in Siria, ha immediatamente iniziato a invadere ampie fasce del Paese, arrivando fino al Governatorato di Quneitra, a meno di venti chilometri dalla capitale, Damasco.

Quello che sta accadendo in Siria serve da modello di cosa aspettarsi in Cisgiordania nei prossimi mesi.

Israele occupò quasi il 70% delle Alture del Golan siriane nel 1967. Consolidò la sua Occupazione illegale della Regione Araba annettendola formalmente nel 1981 attraverso la cosiddetta Legge sulle Alture del Golan. Quella mossa illegale avvenne poco dopo un’altra annessione illegale, quella della Gerusalemme Est palestinese dell’anno precedente.

Sebbene la Cisgiordania non fosse formalmente annessa a quel tempo, i confini di Gerusalemme Est si sono estesi ben oltre i confini storici della città, inglobando così gran parte della Cisgiordania.

La Cisgiordania, come Gerusalemme Est e le Alture del Golan, è riconosciuta come Territorio Occupato illegalmente ai sensi del Diritto Internazionale. Israele non ha basi legali per mantenere la sua Occupazione, per non parlare di annettere qualsiasi regione palestinese o araba. Gli è consentito farlo, tuttavia, a causa del sostegno degli Stati Uniti e dell’Occidente e del silenzio internazionale.

Ma perché Israele è desideroso di annettere la Cisgiordania ora?

Oltre alla “grande opportunità” legata al ritorno di Trump al potere, Israele ritiene che la sua capacità di sostenere una Guerra Genocida a Gaza negli ultimi 14 mesi senza alcun intervento internazionale renderà l’annessione della Cisgiordania una questione molto meno rilevante nell’agenda globale.

Nonostante la Corte Internazionale di Giustizia abbia emesso a luglio una sentenza decisiva sull’illegalità dell’Occupazione Israeliana, seguita dall’emissione di mandati di arresto contro i principali leader israeliani da parte della Corte Penale Internazionale a novembre, non è stata intrapresa alcuna azione per ritenere Israele responsabile. È improbabile che l’annessione della Cisgiordania cambi la situazione, soprattutto perché Israele conduce le sue guerre e azioni illegali con il diretto supporto degli Stati Uniti.

Alla luce di tutto ciò, l’annessione della Cisgiordania nelle prossime settimane o mesi è una possibilità reale.

Infatti, Smotrich ha già informato “il personale dell’organismo del Ministero della Difesa responsabile degli affari civili israeliani e palestinesi in Cisgiordania” dei suoi piani di “chiudere il dipartimento come parte di una prevista annessione israeliana dell’area”, ha riferito il Times of Israel il 6 dicembre.

Sebbene tale annessione non cambierebbe lo status legale della Cisgiordania, avrebbe conseguenze disastrose per i milioni di palestinesi che ci vivono, poiché l’annessione sarebbe probabilmente seguita da una violenta campagna di Pulizia Etnica, se non nell’intera Cisgiordania, certamente in gran parte di essa.

L’annessione renderebbe anche l’Autorità Nazionale Palestinese, creata in seguito agli Accordi di Oslo per amministrare parti della Cisgiordania in previsione della futura sovranità del popolo palestinese, che non si è mai concretizzata, legalmente irrilevante. L’Autorità Nazionale Palestinese accetterebbe di rimanere funzionale come parte dell’Amministrazione Militare Israeliana di una Cisgiordania appena annessa?

I palestinesi certamente resisteranno, come fanno sempre. La natura della Resistenza si rivelerà cruciale per il successo o il fallimento del piano israeliano. Un’Intifada popolare, ad esempio, metterebbe a dura prova l’esercito israeliano, che probabilmente userebbe un grado di violenza senza precedenti per reprimere i palestinesi. È improbabile che ci riuscirebbe.

Annettere la Cisgiordania in un momento in cui la Palestina e, di fatto, l’intera Regione sono in subbuglio è una ricetta per una guerra perpetua. Dal punto di vista di Smotrich e dei suoi simili, questa è la vera “grande opportunità”, poiché garantirà la loro sopravvivenza politica per gli anni a venire.

Ramzy Baroud è un giornalista e redattore di The Palestine Chronicle. È autore di sei libri. Il suo ultimo libro, curato insieme a Ilan Pappé, è “La Nostra Visione per la Liberazione: Leader Palestinesi Coinvolti e Intellettuali Parlano”. Ramzy Baroud è un ricercatore senior non di ruolo presso il Centro per l’Islam e gli Affari Globali (CIGA), dell’Università Zaim di Istanbul (IZU).

Traduzione: Beniamino Rocchetto – Invictapalestina.org