Nel primo mese di amministrazione Trump asseconda Israele

Dite addio alla Palestina

Fonte: English version

Di Philip Giraldi – 13 febbraio 2025

L’amministrazione Trump, in carica da poco più di tre settimane, si è concentrata sulla difesa di Israele. L’invito di Donald Trump al Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu a fargli visita alla Casa Bianca, il primo capo di Stato straniero a essere onorato in quel modo, ha preparato il terreno per una serie di azioni volte a confermare Israele come il “miglior amico e più stretto alleato” dell’America, come spesso viene celebrato sia dal governo che dai media. Trump ha anche deliziato il suo visitatore rivelando un piano degli Stati Uniti per rimuovere completamente i palestinesi da Gaza in modo che il governo statunitense potesse “acquistare” e “possedere” la Striscia per ricostruirla in stile lussuoso, con proprietà che si affacciano sul Mar Mediterraneo emulando la Costa Azzurra che poi sarebbero state vendute a persone “nella zona”, ovvero presumibilmente ricchi israeliani, come Trump ha anche chiarito, nessun abitante di Gaza sarebbe stato autorizzato a tornare a quella che un tempo era la sua casa. Nel frattempo Netanyahu sta facendo Pulizia Etnica degli altri restanti palestinesi in Cisgiordania, il che significa che quella che un tempo era la Palestina sarà presto libera dai palestinesi e i tre milioni e più di nuovi rifugiati saranno eliminati fisicamente o spediti in luoghi sconosciuti. Trump ha indicato che anche tale questione, ovvero le mosse intraprese da Israele per spopolare e poi annettere la Cisgiordania, è oggetto di discussione con il governo Netanyahu.

Trump ha anche autorizzato una spedizione di 1800 devastanti bombe Mark-84 da 2000 libbre (900 kg) per “finire il lavoro” a Gaza, se necessario, e anche, presumibilmente, con i vicini di Hezbollah a Nord in Libano, se dovessero di nuovo alzare la testa. Oltre a ciò, sono in arrivo anche 9 miliardi di dollari (8,6 miliardi di euro) in nuove bombe leggermente più piccole e proiettili di artiglieria, nonché bulldozer Caterpillar blindati, utili per abbattere le case palestinesi e rimuovere detriti e corpi per la costruzione di ville di lusso.

Per concludere in bellezza e per fare un regalo speciale e personale allo stesso Netanyahu, Trump ha anche emesso un ordine esecutivo che impone sanzioni complete alla Corte Penale Internazionale (CPI) e al suo personale per punirla per aver avuto il coraggio di accusare il Primo Ministro di Israele e il suo Ministro della Difesa di Crimini di Guerra a Gaza. L’Ufficio del Primo Ministro Netanyahu ha accolto con favore la mossa e lui ha risposto personalmente a Trump con: “Grazie, Presidente Trump, per il suo audace Ordine esecutivo della CPI. Difenderà l’America e Israele dalla Corte corrotta antiamericana e antisemita che non ha giurisdizione o autorità per impegnarsi in azioni legali contro di noi. La CPI ha condotto una campagna spietata contro Israele come prova generale per un’azione contro l’America. L’ordine esecutivo del Presidente Trump protegge la sovranità di entrambi i Paesi e dei suoi coraggiosi soldati. Grazie, presidente Trump”.

Tuttavia, Trump, la cui ignoranza su chi incolpare per ciò che è accaduto in Medio Oriente negli ultimi settantacinque anni è profonda, sta comunque imparando che non tutto funziona come vorrebbe. Ci sono già indicazioni che il Progetto Gaza Riviera difficilmente si svilupperà per una serie di ragioni, tra cui la riluttanza dei Paesi arabi ad accogliere milioni di nuovi rifugiati e di chi lo finanzia e fornisce sicurezza. Ci sono anche questioni legali, tra cui la questione di chi Trump intende “acquistare” la terra poiché i cittadini di Gaza sono considerati dalla maggior parte del mondo e anche dalle corti internazionali come i proprietari, non Israele, che presumibilmente finirebbe per essere il possessore predefinito attraverso l’Occupazione Militare della proprietà. Quindi è improbabile che “l’Accordo del Millennio” vada a buon fine esattamente come lo ha descritto il Presidente degli Stati Uniti.

In una certa misura, a Trump viene concesso di farla franca con la sua smisurata simpatia per Israele perché un Congresso corrotto dai soldi della Lobby Sionista è, se non altro, più patetico e incline a strisciare davanti a Netanyahu del Presidente. Quindi non c’è praticamente alcun controllo sul suo comportamento quando si tratta di dare a Israele anche più di quanto richieda come tributo. Per evitare che il lettore sia tentato di chiedere, c’è di più, molto di più, e parte di ciò non solo è contrario ai reali interessi degli Stati Uniti, ma in realtà è dannoso per i diritti e le libertà costituzionali esistenti di ogni singolo cittadino americano.

Penso piuttosto che una mossa recente del nuovo Procuratore Generale di Trump, Pamela Jo Bondi, che è stata appena riportata dai media, illustri l’assurdità delle posizioni assunte dai fanatici del “Prima Israele” che hanno occupato la maggior parte delle cariche più alte nel nuovo governo. Prima di assumere la sua posizione, Bondi, pareggiando il primato del suo nuovo capo per i proclami inutili, ha esortato in un’intervista a Newsmax, un’azienda americana di telecomunicazioni, commenti politici e media digitali, poco dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre a Israele, che i funzionari federali diventassero più duri con i manifestanti filo-palestinesi nei plessi universitari. “Francamente, devono essere deportati fuori dal nostro Paese o l’FBI deve interrogarli subito”, ha detto. Ha anche definito l’antisemitismo “dilagante” negli Stati Uniti e ha detto che è “straziante vedere cosa sta succedendo a tutti i nostri amici ebrei in questo Paese”. Pam Bondi sta chiaramente dando seguito alla sua preoccupazione per la sicurezza di Israele. Ora che è effettivamente in carica, uno dei suoi primi atti ufficiali dopo il giuramento di mercoledì è stato quello di istituire una Squadra Investigativa Congiunta dedicata a “indagare sugli autori degli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre e cercare giustizia per le loro vittime”. Bondi ha elaborato la necessità di affrontare “la minaccia in corso posta da Hamas e dai suoi affiliati, sia a livello nazionale che all’estero”, suggerendo che pensa di avere giurisdizione a Gaza.

L’agenda della Squadra Investigativa Congiunta sul 7 ottobre apparentemente non si limiterà a indagare su possibili violenze terroristiche, ma avrà anche il compito di perseguire “violazioni antisemite dei diritti civili” e “altri crimini federali” commessi da presunti “sostenitori del terrorismo di Hamas” a livello nazionale, compresi i plessi universitari statunitensi. Come prevedibile, Michael Masters, amministratore delegato della Rete di Sicurezza Comunitaria (Secure Community Network), che fornisce indicazioni sulla sicurezza alle istituzioni ebraiche negli Stati Uniti, ha detto della Squadra Investigativa Congiunta che: “Questa amministrazione sta prendendo molto, molto seriamente le minacce alla nostra comunità, cosa di cui siamo grati”. Infatti, Masters probabilmente sa bene che “la sua comunità” è già ben accudita dal governo degli Stati Uniti, poiché più del 90% di tutte le sovvenzioni discrezionali per la sicurezza erogate dal Dipartimento della Sicurezza Interna vanno alla comunità ebraica. Mi chiedo di quanto sia lo stipendio di Masters.

La creazione della Squadra Investigativa Congiunta sul 7 ottobre suggerisce che Bondi vede il terrorismo islamista come una minaccia importante e un problema urgente da affrontare, che potrebbe essere facilmente contrastato nel contesto degli Stati Uniti. La Squadra Investigativa Congiunta, che sarà supervisionata dal Vice Procuratore Generale, sarà composta da agenti dell’FBI esperti in indagini sul terrorismo. In particolare, lavorerà anche in collaborazione con le controparti in Israele, il che significa che gli israeliani indagheranno su cittadini e residenti americani.

È interessante notare che un’altra direttiva di Bondi potrebbe comportare un importante sconvolgimento dell’applicazione delle leggi volte a proibire indebite interferenze straniere nel sistema politico americano. Ha limitato la capacità dei pubblici ministeri di presentare accuse relative a violazioni della Legge sulla Registrazione degli Agenti Stranieri (Foreign Agents Registration Act – FARA), una legge che richiede alle persone impegnate nella promozione degli interessi di governi stranieri di rivelare il proprio datore di lavoro e il proprio compenso. Poiché nessun Paese al mondo interferisce nella politica statunitense più di Israele, ciò limiterà la probabilità, ora pari a zero, che gruppi e agenti israeliani saranno mai tenuti a registrarsi. Si ricordi che John F. Kenney stava cercando di costringere uno di questi gruppi a registrarsi poco prima di essere assassinato!

Non sorprende che l’interesse di Bondi per i cosiddetti autori del 7 ottobre, che lei considera falsamente una minaccia contro gli Stati Uniti, sia condiviso dai media statunitensi controllati dalla Lobby Sionista, che continuano a includere in quasi ogni articolo su Gaza una riga su come i “terroristi” di Hamas abbiano attaccato Israele e ucciso 1200 israeliani, descritti come il peggior crimine contro gli ebrei dal cosiddetto Olocausto. Sfortunatamente, il racconto è falso. Circa 500 o più di quelli uccisi sono stati assassinati dall’esercito israeliano quando ha utilizzato carri armati ed elicotteri d’attacco per uccidere qualsiasi cosa si muovesse sul sito in cui si è verificato l’incursione. Di recente, l’ex Ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha ammesso che le forze sotto il suo comando avevano eseguito la cosiddetta Direttiva Annibale per uccidere gli israeliani che altrimenti sarebbero potuti diventare ostaggi per evitare di mettere sotto pressione il governo israeliano affinché corresse dei rischi per liberare i catturati.

Infine, come detto sopra, la preoccupazione per Israele ha portato la nuova amministrazione ad aumentare la pressione su istituti superiori e università per reprimere le manifestazioni pro-palestinesi e/o anti-israeliane nei plessi degli Stati Uniti, minacciando di tagliare i finanziamenti federali per gli istituti che non prendono misure serie per “proteggere gli studenti ebrei” (che sono già il gruppo di studenti più privilegiato nella maggior parte dei grandi istituti). Anche l’Unione Americana per le Libertà Civili (American Civil Liberties Union – ACLU) ha scoperto che l’azione richiesta è unilaterale, osservando che “Il disegno di legge della Legge di Sensibilizzazione sull’Antisemitismo (Anti-Semitism Awareness Act) fa parte di un’inquietante ondata di tentativi guidati dal governo di sopprimere la libertà di parola delle persone che si trovano su un solo lato del dibattito Israele-Palestina. La tendenza si manifesta nei plessi universitari, nei contratti statali e persino nei disegni di legge per modificare la Legge Penale Federale, ma l’impatto è lo stesso: coloro che cercano di protestare, boicottare o criticare in altro modo il governo israeliano vengono messi a tacere”. Coloro che sono contrari al Genocidio vengono invece presi di mira per un’azione amministrativa, che include il divieto di accesso agli edifici del plesso fino all’espulsione dagli istituti stessi e persino la deportazione di coloro che sono stranieri da parte del governo federale, che ora si sta muovendo per privarli dei loro visti da studente e rimpatriarli. Un caso importante attualmente in corso riguarda cosa si dovrebbe fare agli studenti dell’Università di Princeton che vengono processati per reati che si dice siano avvenuti più di un anno fa.

Quindi, la domanda che bisogna porre all’amministrazione di Donald Trump non è “Cos’altro dobbiamo fare per Israele?”, ma piuttosto “Quando finirà tutto?”. Quando Trump inizierà effettivamente a mantenere la promessa di “rendere di nuovo grande l’America?”. Israele ha ricevuto più soldi dei contribuenti di qualsiasi altro Paese, il che fornisce il denaro necessario alla Lobby Sionista per corrompere il Congresso e i candidati presidenziali per assicurarsi che il denaro dei contribuenti americani continui a fluire per riempire le tasche di certa Immondizia Umana come Benjamin Netanyahu. E il denaro e le spedizioni settimanali di armi insieme consentono a Israele di commettere un Genocidio nei confronti dei suoi vicini, cosa che la maggior parte degli americani disapprova, ma come al solito a Washington nessuno ascolta.

Philip Giraldi è un editorialista, commentatore e consulente per la sicurezza americana. È il direttore esecutivo del Consiglio per l’Interesse Nazionale, ruolo che ricopre dal 2010. In precedenza è stato impiegato come agente operativo per la CIA, prima di passare alla consulenza privata.

Traduzione: Beniamino Rocchetto – Invictapalestina.org