Negli ultimi giorni, le Forze di Occupazione Israeliane hanno intensificato i loro attacchi in diverse aree della Striscia di Gaza, distruggendo sistematicamente ciò che resta di abitazioni e infrastrutture civili e commettendo Uccisioni di Massa della popolazione.
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Dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani – 17 maggio 2025
Territorio Palestinese – Israele ha intensificato la sua Campagna Genocida a Gaza attraverso uno degli attacchi più estesi e letali dall’inizio della sua offensiva, commettendo Massacri e adottando una politica di Terra Bruciata che prevede la distruzione totale dei quartieri e delle infrastrutture rimanenti.
Questo approccio segue uno schema sostenuto per oltre 19 mesi, caratterizzato da Uccisioni di Massa, Carestia e la Distruzione sistematica di tutti i mezzi di sopravvivenza, con il deliberato attacco ai civili palestinesi nelle loro case, rifugi e strutture vitali, il tutto finalizzato a Cancellare la società palestinese a Gaza ed eliminare qualsiasi prospettiva di un suo ritorno o di una ricostruzione.
Negli ultimi giorni, le Forze di Occupazione Israeliane hanno intensificato i loro attacchi in diverse aree della Striscia di Gaza, distruggendo sistematicamente ciò che resta di abitazioni e infrastrutture civili e commettendo Uccisioni di Massa della popolazione. Ciò fa parte di una politica volta a distruggere ogni aspetto della vita, spopolare l’area e impedire la sopravvivenza dei suoi residenti, un preludio all’imposizione di una realtà Coloniale con la forza, basata sulla Cancellazione della popolazione nativa e sull’annessione di fatto del territorio a Israele, in grave violazione del Diritto Internazionale, incluso il divieto di annettere territori con la forza.
Il personale sul campo dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo ha documentato l’Uccisione di oltre 115 palestinesi nel solo Governatorato di Gaza settentrionale in meno di 12 ore dall’alba di venerdì. Le vittime sono state uccise in seguito ad attacchi aerei israeliani su almeno 10 abitazioni residenziali a Tel al-Zaatar a Jabalia e nel quartiere di Al-Salatin a Beit Lahia.
Queste case sono state bombardate e completamente distrutte con i residenti al loro interno, causando la morte di decine di civili, tra cui donne e bambini, in quella che equivale a una serie di Uccisioni di Massa che riflette un modello crescente di violenza sistematica contro i civili nella Striscia.
Più della metà delle vittime rimane intrappolata sotto le macerie, poiché le squadre di soccorso e della Protezione Civile non sono in grado di raggiungerle a causa della mancanza di risorse e attrezzature. Nel frattempo, decine di corpi e feriti hanno invaso i corridoi dell’Ospedale Indonesiano e dell’Ospedale Al-Awda, evidenziando il completo collasso del sistema sanitario di Gaza.
Sono state segnalate incursioni limitate delle forze di terra israeliane da due direzioni, a Nord di Beit Lahia e a Est di Jabalia, sotto l’artiglieria pesante e la copertura aerea. Cresce la preoccupazione che queste operazioni terrestri possano espandersi, esponendo centinaia di migliaia di civili, che già vivono in tende sotto continui bombardamenti, fame e violenza quotidiana, a un rischio ancora maggiore.
Inoltre, l’artiglieria israeliana ha preso di mira i civili palestinesi che cercavano di fuggire e cercare riparo a seguito di ripetute ondate di bombardamenti. Questi attacchi hanno causato l’Uccisione di 10 persone nella zona di Al-Dur al-Gharbi a Beit Lahia e di altre 8 nella zona di Azbet Abd Rabbo a Jabalia.
Negli ultimi due giorni, le forze israeliane hanno sistematicamente distrutto un gran numero di edifici residenziali parzialmente danneggiati nel Nord di Gaza, in quella che sembra essere la continuazione di una vasta Campagna volta a Cancellare intere aree urbane, prendendo di mira specificamente i centri abitati civili.
Negli ultimi giorni, l’esercito israeliano ha adottato una politica di Terra Bruciata a Est di Khan Younis, continuando al contempo la distruzione di interi quartieri di Rafah. Anche appaltatori civili israeliani hanno preso parte a questa operazione, a dimostrazione di un’intenzione deliberata di Cancellare la città dalla mappa.
Questi sviluppi rappresentano l’attuazione pratica delle recenti dichiarazioni del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in cui ha dichiarato: “Continueremo a distruggere le case di Gaza finché i palestinesi non avranno più un riparo e non resterà loro altro che andarsene. L’unico problema è trovare Paesi disposti ad accoglierli”.
Questa dichiarazione costituisce una chiara ammissione da parte della massima autorità politica israeliana dell’intenzione di sradicare un’intera popolazione, un’intenzione che ora si sta realizzando sul campo attraverso la distruzione sistematica di ogni mezzo di sopravvivenza.
I recenti Massacri, in particolare a Khan Younis e nel Nord di Gaza, segnano una pericolosa recrudescenza negli attacchi ai civili. Israele sta dispiegando una potenza di fuoco schiacciante e indiscriminata senza giustificazione né presenza di combattimenti attivi, il che indica chiaramente che i civili stessi sono i bersagli diretti, una grave violazione del Diritto Internazionale.
La diffusa Politica di Distruzione attuata da Israele non può essere classificata come finalizzata al perseguimento di alcun legittimo obiettivo militare. Piuttosto, costituisce parte di un approccio deliberato e sistematico al Genocidio, volto a smantellare la società palestinese a Gaza, fisicamente e demograficamente, privandola dei mezzi per sopravvivere, eliminandola completamente e impedendone qualsiasi futuro ritorno.
La comunità internazionale deve agire con urgenza per porre fine a questo Genocidio in corso, avviare indagini approfondite sui Crimini commessi e adottare misure efficaci per garantire la protezione dei civili e porre fine alla cultura dell’impunità che ha incoraggiato Israele a commettere gravi violazioni senza renderne conto.
La comunità internazionale deve imporre sanzioni economiche, diplomatiche e militari a Israele per le sue sistematiche e gravi violazioni del Diritto Internazionale. Ciò include il divieto di esportazione di armi o beni a duplice uso verso Israele, il divieto di acquisto di tali beni da Israele, l’interruzione di ogni forma di sostegno e cooperazione politica, finanziaria e militare, il congelamento dei beni finanziari dei funzionari coinvolti in Crimini contro i palestinesi, l’imposizione di divieti di viaggio nei loro confronti e la sospensione dei privilegi commerciali e degli accordi bilaterali che garantiscono a Israele vantaggi economici che gli consentono di continuare a commettere Crimini contro il popolo palestinese.
Gli Stati devono inoltre avviare indagini penali sulle società israeliane e internazionali coinvolte nella fornitura all’esercito israeliano di armi e attrezzature pesanti utilizzate per compiere atti di Genocidio. Tra queste, bulldozer, sistemi di sorveglianza e programmi spia utilizzati per tracciare e colpire i civili. Gli investimenti pubblici e privati in queste società devono essere ritirati e le società stesse devono essere inserite in una lista nera a livello nazionale e internazionale.
Gli Stati con leggi a giurisdizione universale devono emettere mandati di arresto per i funzionari politici e militari israeliani implicati nel Crimine di Genocidio e avviare procedimenti legali, anche in contumacia, in base ai loro obblighi giuridici internazionali di perseguire tali Crimini e combattere l’impunità.
È necessario istituire un meccanismo internazionale indipendente per preservare le prove relative al Crimine di Genocidio a Gaza. Tale organismo dovrebbe documentare e salvaguardare le prove digitali, le immagini satellitari e le testimonianze delle vittime e dei sopravvissuti da utilizzare dinanzi agli organi giudiziari internazionali, in particolare la Corte Penale Internazionale.
La Corte Penale Internazionale deve accelerare le proprie indagini ed emettere mandati di arresto per i funzionari israeliani responsabili dei Crimini internazionali commessi nella Striscia di Gaza. Deve riconoscere e trattare le azioni di Israele come atti di Genocidio senza equivoci. Gli Stati membri dello Statuto di Roma devono essere rammentati dei loro obblighi giuridici di cooperare pienamente con la Corte, garantire l’esecuzione dei suoi mandati di arresto, assicurare i responsabili alla giustizia internazionale e porre fine al ciclo di impunità.
Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto
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