Si tratta dell’uccisione deliberata di civili, ostacolando i soccorsi e lasciandoli morire sotto le macerie, a dimostrazione dell’intenzione di Israele di annientare ciò che resta della società palestinese nell’ambito del Genocidio in corso.
Fonte: English version
Dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani – 18 maggio 2025
Immagine di copertina: I danni all’Ospedale Europeo di Khan Younis a seguito di un attacco aereo israeliano del 13 maggio 2025. (BBC)
Territorio Palestinese – L’attacco da parte dell’esercito israeliano alle squadre di soccorso e ai paramedici durante le operazioni di evacuazione dei feriti e di recupero dei sopravvissuti intrappolati sotto le macerie a Khan Younis, nella striscia di Gaza meridionale, costituisce un Crimine di Guerra Composito. Si tratta dell’uccisione deliberata di civili, ostacolando i soccorsi e lasciandoli morire sotto le macerie, a dimostrazione dell’intenzione di Israele di annientare ciò che resta della società palestinese nell’ambito del Genocidio in corso.
Queste azioni costituiscono una grave violazione del Diritto Internazionale Umanitario, in particolare dei principi che impongono la piena protezione dei feriti, la garanzia del loro diritto all’evacuazione e alle cure, e l’accesso sicuro e senza ostacoli alle squadre di soccorso. Questa condotta è inscindibile dal più ampio schema di abusi commessi da Israele a Gaza, che dimostra la chiara intenzione di distruggere la popolazione palestinese con mezzi sistematici: Uccisioni di Massa, assedio, Carestia, sfollamenti forzati, distruzione delle infrastrutture e grave negazione di beni di prima necessità.
Secondo la documentazione raccolta sul campo, la sera di martedì 13 maggio 2025, aerei da guerra israeliani hanno bombardato l’abitazione a più piani di Abdul Karim al-Afghani, situata a Est di Khan Younis. L’edificio, che ospitava almeno 24 persone, la maggior parte donne e bambini, è stato colpito da intense fasce di fuoco che hanno preso di mira l’Ospedale Europeo di Gaza e l’area circostante. L’abitazione si trova a circa 500 metri a Nord-ovest dell’Ospedale.
In seguito al bombardamento, le squadre della Protezione Civile sono giunte sul posto per recuperare i corpi e cercare sopravvissuti. Le riprese mostrano i soccorritori che chiamavano per localizzare qualcuno ancora vivo. Si è udita la voce di una bambina che implorava aiuto. Mentre un soccorritore si dirigeva verso il punto in cui si era sentito il rumore, gli aerei da guerra israeliani hanno improvvisamente colpito di nuovo lo stesso punto, prendendo di mira l’edificio e le squadre di soccorso. L’attacco ha ferito due membri della Protezione Civile, mentre altri sono riusciti a salvarsi per un pelo. La squadra è stata costretta a ritirarsi, senza riuscire a soccorrere la bambina che aveva gridato aiuto.
Il giorno successivo, gli abitanti del quartiere di Al-Afghani hanno lanciato appelli urgenti per l’evacuazione e il soccorso, mentre gli aerei israeliani continuavano a colpire chiunque si avvicinasse alla zona, che si trattasse di civili disarmati o di soccorritori.
Il personale sul campo dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo ha documentato il recupero di 11 corpi di una sola famiglia il primo giorno, tra gli oltre 35 civili uccisi negli attacchi. Tuttavia, le squadre di soccorso sono state costrette a ritirarsi poiché almeno 14 membri della famiglia, tra cui 9 donne e bambini, erano rimasti intrappolati sotto le macerie. I continui attacchi aerei hanno reso impossibile raggiungerli o prestargli soccorso.
Le forze israeliane hanno deliberatamente bloccato ogni tentativo dei soccorritori e dei familiari delle vittime di tornare o anche solo di avvicinarsi al sito.
I ripetuti attacchi alle squadre di soccorso e di ricerca e soccorso possono essere interpretati solo come una decisione deliberata di giustiziare coloro che sono ancora vivi sotto le macerie e di ostacolare ogni sforzo di soccorso. Questo rappresenta un esempio lampante di sistematica Uccisione di Massa e di un chiaro intento di Sterminare i civili, non solo attraverso i bombardamenti, ma anche negando loro ogni possibilità di sopravvivenza.
I bombardamenti aerei israeliani hanno intrappolato i sopravvissuti rimasti in un’abitazione vicina, impedendo loro di lasciare la zona in una totale mancanza di cibo, acqua e cure mediche. Questa situazione li condanna a una morte lenta e inevitabile sotto assedio e bombardamenti.
Impedire alle squadre di ricerca e soccorso di raggiungere i feriti, uno schema ripetuto centinaia di volte negli ultimi 19 mesi, insieme all’Uccisione deliberata di civili feriti e intrappolati, nonché al prendere di mira individui feriti non pericolosi lasciati morire dissanguati sotto le macerie, costituisce Crimini di Guerra e Crimini contro l’Umanità. Questi atti fanno parte di un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile di Gaza e contribuiscono al Genocidio in corso perpetrato da Israele dal 7 ottobre 2023.
La comunità internazionale deve schierare urgentemente squadre e meccanismi specializzati per sgomberare i detriti dalle case e dagli edifici bombardati, salvare coloro che sono ancora vivi sotto le macerie e recuperare i corpi delle migliaia di persone morte dall’inizio del Genocidio.
Tutti gli Stati, individualmente e collettivamente, devono adempiere alle proprie responsabilità legali adottando misure urgenti per fermare il Genocidio nella Striscia di Gaza, attuando misure efficaci per proteggere i civili palestinesi; garantendo il rispetto da parte di Israele del Diritto Internazionale e delle decisioni della Corte Internazionale di Giustizia; e chiedendo conto a Israele dei suoi Crimini contro i palestinesi. La Corte Penale Internazionale deve accelerare le sue indagini, emettere mandati di arresto contro i funzionari israeliani coinvolti in Crimini internazionali a Gaza e riconoscere formalmente questi atti come Genocidio.
La comunità internazionale deve inoltre imporre sanzioni economiche, diplomatiche e militari a Israele per le sue sistematiche e gravi violazioni del Diritto Internazionale. Tali sanzioni dovrebbero includere un embargo sulle armi; la fine di ogni sostegno politico, finanziario e militare; il congelamento dei beni dei funzionari coinvolti in Crimini contro i palestinesi; l’imposizione di divieti di viaggio; e la sospensione dei privilegi commerciali e degli accordi bilaterali che garantiscono a Israele benefici economici che ne consentono la prosecuzione dei Crimini.
I Paesi con tribunali a giurisdizione universale devono emettere mandati di arresto per i vertici politici e militari israeliani coinvolti in Genocidio e avviare procedimenti legali, anche in contumacia, per adempiere al loro obbligo giuridico internazionale di perseguire i Crimini gravi e combattere l’impunità.
Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto
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