Un sondaggio mostra che la convinzione israeliana che i palestinesi debbano essere sradicati non è più un’opinione marginale.

Un recente sondaggio mostra che la maggioranza degli ebrei israeliani concorda sul fatto che esista un’incarnazione attuale degli “Amaleciti”, la nazione nemica biblica il cui comandamento divino era di sradicarla, e che tale incarnazione si applichi anche ai palestinesi di oggi. 

Fonte: English version

Di Jonathan Ofir – 29 maggio 2025

Immagine di copertina: Gli israeliani partecipano alla Marcia della Bandiera in occasione del Giorno di Gerusalemme, il 18 maggio 2023. (Foto: Ilia Yefimovich/dpa tramite ZUMA Press/APAimages)

I riferimenti Genocidi dei dirigenti israeliani agli “Amaleciti”, la nazione nemica biblica che Dio comandò agli israeliti di sradicare fino all’ultimo bambino e all’ultimo bue, continuano a fluire. Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha usato l’eufemismo diverse volte dal 7 ottobre e le sue dichiarazioni sono state attentamente analizzate nel rapporto di Amnesty International sul Genocidio israeliano. Ieri, in occasione del Giorno di Gerusalemme, il Ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich (che ricopre anche un incarico ministeriale nel Ministero della Difesa, diventando di fatto il governatore della Cisgiordania Occupata) ha tenuto un discorso, affermando:

“Siamo benedetti dall’opportunità, grazie a Dio, di assistere a un’espansione dei confini della Terra d’Israele su tutti i fronti. Siamo benedetti dall’opportunità di cancellare il seme degli Amaleciti, un processo che si sta intensificando”.

Alcuni potrebbero essere tentati di credere che queste siano le invettive di pochi estremisti. Ma a quanto pare queste opinioni sono condivise dalla maggioranza degli ebrei israeliani.

Un sondaggio devastante condotto all Università Statale della Pennsylvania a marzo, citato da Haaretz, è attualmente disponibile solo in ebraico. Uno dei risultati del sondaggio mostra che il 65% degli ebrei israeliani concorda sull’esistenza di un’incarnazione odierna degli “Amaleciti”.

C’è una discussione tra i sostenitori di Israele sul fatto che paragonare i palestinesi agli Amaleciti, come hanno fatto Netanyahu e Smotrich, significhi davvero Sterminio. Il sondaggio sembra rispondere affermativamente a questa domanda: il 93% di coloro che credono in questa “reincarnazione” degli Amaleciti risponde anche che “sradicarne la memoria” si applica anche ai palestinesi di oggi.

A un’altra domanda sul Genocidio, questa volta più esplicita sul dettaglio Sterminazionista, il 47% ha risposto positivamente. È stato chiesto loro se sostenessero che l’esercito israeliano agisse come fecero gli israeliti quando conquistarono Gerico sotto la guida di Giosuè, uccidendone tutti gli abitanti.

Ma su un’altra questione, che riguardava specificamente la Pulizia Etnica di Gaza, l’82% ha sostenuto l'”espulsione forzata”, nemmeno eufemisticamente mascherata da “emigrazione volontaria”.

E non finisce qui. Una maggioranza del 56% voleva anche l’espulsione forzata dei cittadini palestinesi da Israele. Per fare un confronto, nel 2003, le percentuali per queste due voci erano rispettivamente del 45% e del 31%.

Pulizia Etnica e Genocidio non sono categorie separate. Come osserva lo studioso del Genocidio Omer Bartov, “esiste una connessione tra le due, perché spesso la Pulizia Etnica si trasforma in Genocidio”. Questo è logico perché quando le persone non scelgono volontariamente di lasciare la terra, il Potere Colonialista può creare condizioni di vita invivibili, progettate per costringerle ad andarsene o, se non possibile, per Sterminarle.

In ogni caso, queste domande e le risposte date dagli ebrei israeliani dimostrano chiaramente una vasta e schiacciante vena eliminazionista nella società israeliana.

Questa vena eliminazionista non è limitata al settore religioso, che è spesso più di destra. È molto diffusa anche tra gli ebrei laici.

Riguardo alla questione dell’espulsione forzata dalla Striscia di Gaza, la percentuale tra i laici è del 70%. Tra i “tradizionalisti” è del 91%, e tra gli ultraortodossi “religiosi”, o Haredi, di un enorme 97%.

Riguardo alla questione dell’espulsione forzata dei cittadini palestinesi di Israele, i quattro gruppi menzionati rispondono positivamente rispettivamente con il 38%, il 65%, il 68% e, di nuovo, un enorme 91%.

Israele sembra avere una tendenza fascista per quanto riguarda le giovani generazioni. Invece di essere tipicamente più progressisti della generazione più anziana, gli ebrei israeliani sotto i 40 anni sono più inclini al Genocidio. Solo il 9% di coloro che hanno meno di 40 anni ha respinto le idee di espulsione e Sterminio che vengono loro presentate. Queste sono le persone che tipicamente compiono azioni come soldati nell’esercito regolare e nella riserva. La scorsa settimana, Netanyahu lo ha detto chiaramente, senza esitazioni e senza ma: il suo obiettivo era la Pulizia Etnica in conformità con il “Piano Trump”, nonostante lo stesso Trump abbia ritrattato le sue dichiarazioni di febbraio, quando aveva affermato che gli Stati Uniti avrebbero “posseduto” Gaza e l’avrebbero trasformata in una “Riviera del Medio Oriente” dopo averne espulso la popolazione.

In una conferenza stampa, Netanyahu ha affermato che la “guerra” sarebbe finita a chiare condizioni che garantiscano la sicurezza di Israele: “Tutti gli ostaggi tornino a casa, Hamas deponga le armi, si dimetta dal potere, la sua dirigenza venga esiliata dalla Striscia. Gaza sia totalmente disarmata e noi mettiamo in atto il Piano Trump”.

Netanyahu ha definito il Piano “rivoluzionario”.

Ma poiché gli obiettivi sono irraggiungibili, ciò che Netanyahu sta realmente sostenendo è un Genocidio puro e semplice, e non c’è nulla di rivoluzionario in questo. È già successo, abbiamo detto “Mai Più”, eppure eccolo qui, sta succedendo di nuovo. Il sondaggio mostra che il problema è molto più grande di quello di Netanyahu. Tutto Israele è un coro gigantesco che grida al Genocidio. Qualcuno lo ascolterà?

Jonathan Ofir è un direttore d’orchestra, musicista, scrittore e blogger israelo-danese, che scrive regolarmente per Mondoweiss.

Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto 
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