Israele intensifica l’uso di droni quadricotteri per terrorizzare e colpire i civili a Gaza , con suoni terrificanti e incursioni nelle abitazioni

Sono stati documentati diversi episodi in cui i droni quadricotteri sono stati utilizzati per diffondere suoni inquietanti e angoscianti, deliberatamente volti a seminare il panico tra i civili.

Fonte: English version

Dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani – 1° giugno 2025  

Territorio Palestinese – Negli ultimi giorni, l’Esercito di Occupazione Israeliano ha intensificato l’uso di droni quadricotteri come strumenti di intimidazione psicologica, sorveglianza e Uccisioni Dirette, in particolare nelle aree in cui i civili hanno cercato rifugio dopo essere stati sfollati forzatamente dal Nord di Gaza. Questo schema sistematico sembra mirare a privare le zone di sfollamento di ogni senso di sicurezza e a trasformarle in trappole mortali.

Sono stati documentati diversi episodi in cui i droni quadricotteri sono stati utilizzati per diffondere suoni inquietanti e angoscianti, deliberatamente volti a seminare il panico tra i civili. In altri casi, i droni quadricotteri sono entrati in case affollate di notte, sospesi in aria nelle stanze, hanno filmato famiglie addormentate e poi sono usciti dalle finestre, lasciando dietro di sé un profondo trauma psicologico.

Questi incidenti non si sono verificati vicino a zone di combattimento o aree designate per l’evacuazione. Piuttosto, si sono verificati in quartieri densamente popolati, tra gli ultimi spazi rimasti per i civili a Gaza, come il Sud di Al-Rimal e il centro di Gaza. Si tratta di aree limitate, ora affollate da centinaia di migliaia di sfollati, costretti a fuggire dopo che le forze israeliane hanno preso il controllo di quasi il 75% della Striscia di Gaza.

Diffondere paura e adescare vittime

Il personale sul campo dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo ha documentato i frequenti voli a bassa quota dei droni quadricotteri israeliani, che si libravano deliberatamente fuori dalle finestre, nei corridoi dei rifugi e sopra le tende degli sfollati. I droni volteggiavano lentamente prima di trasmettere suoni inquietanti, specificamente progettati per terrorizzare e sfinire psicologicamente i civili.

Tra questi, i suoni di cani che aggrediscono i bambini, le urla terrificanti di bambini sofferenti, le grida disperate degli anziani e le urla di dolore delle donne, oltre al suono costante delle sirene delle ambulanze, progettato per suggerire che si stessero verificando Massacri nelle vicinanze.

Non si trattava di rumori casuali. Piuttosto, facevano parte di una tattica deliberata e articolata, volta a esaurire mentalmente i civili, spingerli alla fuga e, allo stesso tempo, attirarli in trappole mortali. I droni trasmettono suoni altamente specifici, volti a evocare una paura primordiale, spingendo i civili terrorizzati ad avvicinarsi a finestre, balconi o ad abbandonare le tende, in cerca di chiarezza o di una via di fuga. Non appena ne appare uno, il drone può aprire il fuoco, trasformando una semplice reazione umana in un Atto Omicida Calcolato. Il drone quadricottero diventa un’arma sia psicologica che fisica.

Mohammed Salameh, residente ad Al-Rimal, nella Striscia di Gaza centrale, ha dichiarato: “Circa due giorni fa, verso l’una di notte, abbiamo iniziato a sentire suoni terrificanti: cani che attaccavano i bambini, le urla dei bambini, interrotte dal pianto di una donna anziana, poi di nuovo il rumore di bambini che venivano sbranati. È durato diversi minuti. All’inizio non siamo riusciti a identificare la fonte e siamo quasi andati alle finestre per controllare. Ma all’ultimo momento, ci siamo resi conto che il suono si stava avvicinando e allontanando. Poi l’abbiamo visto: un drone quadricottero che volteggiava proprio fuori dalla finestra”.

Ha aggiunto: “Questi droni ci hanno condizionato a non rispondere alle grida di aiuto perché semplicemente non riusciamo a capire se si tratti di una vera emergenza o di una trappola progettata per attirarci e farci sparare. Siamo paralizzati dal dubbio e dalla paura”.

In diversi casi, i droni quadricotteri hanno invaso abitazioni civili, tende e rifugi per sfollati, sfruttando la distruzione della maggior parte delle finestre. Entravano nelle camere da letto di notte, sorvolavano le famiglie addormentate, le registravano e se ne andavano.

Una donna di Gaza (di cui non riveliamo il nome per motivi di sicurezza) ha raccontato: “Dormivo con i miei figli in un appartamento in affitto nel Sud di Al-Rimal dopo che la nostra casa era stata distrutta. Le finestre erano rotte, quindi le abbiamo chiuse con teli di plastica. Quella notte, avevo sollevato un angolo per far entrare un po’ d’aria. Mentre eravamo sdraiati a terra al buio, ho sentito l’inconfondibile suono di un drone. Ho aperto gli occhi e l’ho visto librarsi sopra di noi. Sono andata nel panico, ma sono rimasta immobile e ho sussurrato la Shahada (dichiarazione di fede nell’Islam), aspettandomi che sparasse. Ho continuato a sbattere le palpebre, e lui è rimasto lì, probabilmente a filmarci, prima di uscire dalla stessa finestra”.

Ha concluso: “Anche se non ha sparato, la paura era insopportabile. Ora temo di addormentarmi. Temo il buio, le finestre, le porte, qualsiasi apertura verso l’esterno. Non mi sento più al sicuro. In qualsiasi momento, questi droni possono invadere le nostre case, filmarci o semplicemente aprire il fuoco”.

In diverse testimonianze documentate, i palestinesi hanno riferito che i suoni inquietanti emessi dai droni quadricotteri israeliani durante la notte li terrorizzano “più dei bombardamenti stessi”, diventando una fonte di terrore “più della paura della morte”. La presenza costante di questi droni alimenta una sensazione incessante di essere osservati, mantenendo le persone in un perenne stato di ansia e tensione nel mezzo di un Genocidio in corso che, negli ultimi 19 mesi, le ha private di qualsiasi senso di sicurezza.

 Conseguenze psicologiche e fisiche a lungo termine

Nonostante la devastante realtà dei bombardamenti aerei israeliani che sganciano migliaia di tonnellate di esplosivo e impongono una politica di fame sistematica, l’uso di droni quadricotteri come strumenti di terrore, sia attraverso il loro rumore inquietante, gli spari, lo sgancio di granate o l’intrusione nei rifugi di notte mentre i civili dormono, ha inflitto gravi traumi psicologici. Queste tattiche hanno danneggiato profondamente la salute mentale sia individuale che collettiva, esacerbando la paura cronica nella popolazione, in particolare donne e bambini.

L’esposizione ripetuta ai suoni improvvisi e inquietanti dei droni, insieme alle fragorose esplosioni dei missili israeliani e dei dispositivi robotici manomessi, innesca una costante sovrastimolazione del sistema nervoso. Questo lascia i sopravvissuti in uno stato di perenne allerta e paura, prosciugando le loro energie fisiche ed emotive molto tempo dopo la fine dei bombardamenti diretti.

La presenza persistente dei droni nelle ore notturne, la loro vicinanza a finestre e tetti e l’emissione di suoni inquietanti e spaventosi generano una persistente sensazione di pericolo imminente. Questo terrore si insinua in ogni frangente della vita quotidiana, scatenando episodi di panico tra individui e intere comunità, soprattutto nelle aree sovraffollate, nei rifugi, nelle tende per sfollati, nei mercati e nei punti di distribuzione degli aiuti, dove non c’è alcun posto dove nascondersi o fuggire.

Crollo psicologico sempre più profondo

L’incessante stress psicologico sperimentato per lunghe ore ogni giorno si manifesta in un grave deterioramento neurologico e mentale in varie forme: insonnia cronica, incubi ricorrenti, improvvisi crolli emotivi, incapacità di concentrazione, comportamenti aggressivi e cicli di profonda depressione o completo intorpidimento emotivo. Questi effetti sono particolarmente pronunciati tra i gruppi più vulnerabili: bambini, donne e anziani.

L’intera popolazione di Gaza vive ora in un costante stato di paura preventiva, che ha un grave impatto sulle loro attività quotidiane e sulla loro stabilità mentale. Si registra un marcato aumento di sintomi psicologici allarmanti, in particolare tra i bambini, tra cui enuresi notturna, attacchi di panico, pianto incontrollabile e disturbi del linguaggio e della comunicazione.

L’ambiente uditivo angosciante creato da questi droni quadricotteri ha effetti particolarmente dannosi su bambini e adolescenti, compromettendo la loro capacità di concentrazione, ostacolando lo sviluppo emotivo e portando a disturbi comportamentali ed educativi. Sta alimentando una generazione gravata da traumi psicologici e sociali a lungo termine.

Le donne, soprattutto le madri, sono profondamente colpite dal loro opprimente senso di impotenza nel proteggere i propri figli dal terrore persistente. Questo provoca un profondo disagio psicologico. Insieme al collasso dei servizi sanitari e alla malnutrizione cronica, questo stress ha contribuito a un preoccupante aumento degli aborti spontanei. Si è registrato un aumento del 300% delle perdite di gravidanza dall’inizio del Genocidio, un indicatore allarmante del peso cumulativo fisico e psicologico sulle donne che vivono sotto assedio e aggressioni costanti.

Uno strumento sistematico di genocidio

L’uso di droni quadricotteri da parte dell’esercito israeliano per intimidire e colpire direttamente i civili non è casuale, ma fa parte di uno schema documentato e ripetuto. Solo nell’aprile 2024, tali droni sono stati utilizzati nel campo profughi di Nuseirat e in numerose altre occasioni in tutta la Striscia.

Dopo aver preso illegalmente il controllo di fatto di vaste aree di Gaza e aver emesso ordini di sfollamento forzato che interessavano circa due terzi del territorio, l’esercito israeliano non si è limitato a espropriare i palestinesi delle loro case. Li ha inseguiti persino nella stretta striscia di terra dove sono stati trasferiti forzatamente, attraverso continui bombardamenti, Uccisioni di Massa e terrore psicologico, incluso l’impiego quotidiano di droni come forma di sorveglianza e controllo oppressivo, invadendo ogni aspetto della vita civile e perseguitando gli sfollati nel sonno, nei loro rifugi temporanei.

Queste pratiche fanno parte di una strategia sistematica e coordinata di Genocidio. L’esercito israeliano impiega metodi immorali e Disumani contro la popolazione civile di Gaza, causando danni fisici e mentali duraturi, nell’ambito di un deliberato tentativo di distruggere il popolo palestinese come gruppo nazionale.

Le Forze di Occupazione Israeliane hanno deliberatamente riadattato vari tipi di droni, compresi quelli originariamente progettati per la sorveglianza e la ricognizione, trasformandoli in strumenti offensivi. Questi droni vengono inizialmente impiegati per raccogliere informazioni, poi utilizzati per compiere atti di intimidazione e colpire direttamente obiettivi civili, in palese e grave violazione del diritto internazionale.

Sebbene i droni non siano intrinsecamente classificati come armi proibite dal Diritto Internazionale, il loro utilizzo è pienamente soggetto alle norme del Diritto Internazionale Umanitario che disciplinano la condotta delle ostilità. Come qualsiasi altro metodo di guerra, il loro impiego in un conflitto armato deve rispettare principi fondamentali, in particolare la distinzione tra obiettivi civili e militari, la proporzionalità nell’uso della forza e l’obbligo di adottare tutte le precauzioni possibili per evitare o ridurre al minimo i danni ai civili prima di lanciare un attacco.

I droni “quadricotteri”, una classe di droni sviluppata dalle industrie militari israeliane, sono caratterizzati da dimensioni compatte (tipicamente inferiori a un metro di diametro), quattro rotori, facilità di programmazione e controllo elettronico remoto. Sono dotati di diverse funzionalità tattiche.

La giustificazione principale per l’uso dei droni nei conflitti armati, come riconosciuto dalle norme internazionali, è la riduzione al minimo delle vittime civili. Queste tecnologie offrono capacità avanzate non presenti in molti sistemi d’arma convenzionali, come la videosorveglianza in tempo reale, l’osservazione continua, il puntamento preciso e la capacità di tracciare bersagli in movimento con velocità e flessibilità.

Tuttavia, proprio queste capacità smascherano l’uso deliberato di droni da parte di Israele per colpire i civili palestinesi nella Striscia di Gaza. La maggior parte delle uccisioni è avvenuta in aree aperte, dove combattenti e civili potevano essere facilmente distinti. I droni spesso si soffermavano sulla scena del Crimine abbastanza a lungo da raccogliere informazioni accurate sulla situazione sul campo. Inoltre, l’uso di munizioni di precisione a bassa quota e a corto raggio suggerisce che queste uccisioni siano state compiute con piena consapevolezza e intenzione, non come danni collaterali o come risultato di un errore di valutazione.

L’uso deliberato di droni per emettere suoni terrificanti al fine di intimidire la popolazione civile costituisce una grave violazione dell’Articolo 33 della Quarta Convenzione di Ginevra, che proibisce le Punizioni Collettive e gli atti di terrore contro i civili. Queste pratiche, che infliggono profondi traumi psicologici, rientrano tra i mezzi e i metodi di guerra proibiti dal Diritto Internazionale Umanitario, in quanto colpiscono direttamente il benessere mentale ed emotivo dei civili.

Questo schema sistematico di violenza psicologica fa parte di una politica più ampia che si estende oltre la soglia dei Crimini di Guerra o dei Crimini contro l’Umanità, toccando il cuore stesso del Crimine di Genocidio, come definito dall’Articolo 2 della Convenzione per la prevenzione e la repressione del Crimine di Genocidio. Nello specifico, il Paragrafo (b) criminalizza “il causare gravi danni fisici o mentali ai membri del gruppo”, mentre il Paragrafo (c) proibisce “l’infliggere deliberatamente condizioni di vita volte a provocarne la distruzione fisica, totale o parziale”.

L’uso dei droni in questo modo, come strumenti per terrorizzare la popolazione, indebolirne la resilienza psicologica e frantumare il senso di sicurezza, fa parte di una più ampia Campagna di Uccisioni di Massa, embargo soffocante, fame deliberata e impoverimento forzato. Questi atti riflettono chiaramente l’intento di distruggere il popolo palestinese di Gaza come gruppo distinto.

Tutti gli Stati, individualmente e collettivamente, devono rispettare i propri obblighi legali e agire con urgenza per porre fine al Genocidio in corso a Gaza con tutti i mezzi necessari. Ciò include l’adozione di misure efficaci per proteggere i civili palestinesi, garantire il rispetto da parte di Israele del Diritto Internazionale e delle sentenze della Corte Internazionale di Giustizia e garantire la responsabilità per i Crimini commessi contro il popolo palestinese.

La comunità internazionale deve imporre sanzioni economiche, diplomatiche, militari e relative agli armamenti contro Israele in risposta alle sue sistematiche e gravi violazioni del Diritto Internazionale. Ciò include un embargo completo su armi, pezzi di ricambio, attrezzature e prodotti a duplice uso; la sospensione di ogni cooperazione politica, finanziaria, militare, di spionaggio e di sicurezza; congelare i beni dei funzionari politici e militari implicati in Crimini contro i palestinesi; applicare divieti di viaggio; interrompere le operazioni delle società militari e di sicurezza israeliane sui mercati internazionali; congelare i loro beni finanziari; e sospendere gli accordi bilaterali e le preferenze commerciali che avvantaggiano economicamente Israele e ne consentono la continua perpetrazione di Crimini.

Gli Stati con giurisdizione universale devono emettere mandati di arresto per i funzionari politici e militari israeliani coinvolti nel Crimine di Genocidio e avviare procedimenti legali per perseguirli, adempiendo alle proprie responsabilità legali internazionali per punire gravi violazioni e porre fine all’impunità.

Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto 
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