Le pratiche israeliane non sono violazioni isolate, ma parte di una politica sistematica volta a smantellare la struttura sociale della Striscia di Gaza e ad ampliare l’impunità esternalizzando la violenza ad attori esterni e locali.
Fonte: English Version
Dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani – 10 giugno 2025
Territorio Palestinese – Le forze israeliane stanno impiegando una banda armata locale coinvolta nel furto di aiuti, insieme a mercenari stranieri di una società di sicurezza privata statunitense, per uccidere civili palestinesi affamati vicino ai centri di distribuzione di cibo a Rafah. Questi gruppi hanno anche il compito di seminare il caos e contribuire alla distruzione sistematica di servizi essenziali e mezzi di sussistenza nella Striscia di Gaza.
La squadra sul campo dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo ha documentato le forze israeliane, insieme ai membri di una banda armata da loro formata, aprire il fuoco su centinaia di civili che cercavano di raggiungere un centro di distribuzione di aiuti istituito dall’esercito a ovest di Rafah. Finora sono stati uccisi quattordici palestinesi, a dimostrazione del ruolo di queste bande nell’attuazione di una politica di Uccisioni di Massa.
Il nostro personale ha verificato le testimonianze di oltre 12 testimoni, molti dei quali sono rimasti feriti durante le violenze di lunedì mattina nella zona di Al-Alam a ovest di Rafah, mentre i civili cercavano di ottenere aiuti alimentari.
Secondo le testimonianze, una folla di civili affamati si è diretta nella zona dopo aver ricevuto la notizia di una consegna di aiuti. Sono stati accolti da veicoli militari blindati a quattro ruote motrici con a bordo uomini armati in uniforme con un’insegna che includeva la scritta “Servizio Antiterrorismo Palestinese” e una bandiera palestinese. Questa uniforme è specifica di una banda armata formata da Yaser Abu Shabab, che opera in diretto coordinamento con le forze israeliane e controlla determinate aree.
Nel frattempo, i membri della banda hanno ordinato ai civili di mettersi in fila, per poi intimare loro bruscamente di disperdersi, sostenendo che non ci sarebbero stati aiuti quel giorno. Spinta dalla fame e dalla disperazione, la folla ha proseguito verso il centro di distribuzione, solo per essere accolta da una raffica di colpi d’arma da fuoco esplosi dalla banda comandata da Israele, che ha causato vittime civili. Quando il fratello di un ferito si è opposto alla sparatoria, è statoanche lui colpito a distanza ravvicinata e probabilmente ucciso sul colpo.
Con l’aumentare della tensione e la perdita del controllo da parte della banda armata, i suoi membri si sono ritirati verso le posizioni militari israeliane. Le forze israeliane sono quindi interventue, unendosi a loro nella sparatoria e con veicoli militari, droni quadricotteri ed elicotteri Apache. L’assalto ha disperso e la folla con la forza e ha ucciso almeno 14 civili e feriti decine.
L’Osservatorio Euro-Mediterraneo ha ricevuto informazioni attendibili secondo cui un mercenario straniero impiegato dalla società di sicurezza statunitense che sovrintendeva al centro di distribuzione degli aiuti ha sparato e ucciso e un civile. Anche i gas lacrimogeni sono stati ripetutamente utilizzati per disperdere i richiedenti aiuti.
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha esplicitamente riconosciuto la formazione di una milizia tribale armata nota come “Banda Abu Shabab” per svolgere missioni di combattimento nella Striscia di Gaza. I nostri dati indicano che questa banda è anche coinvolta nel saccheggio di aiuti umanitari, compresi i camion delle Nazioni Unite, attraverso rapine a mano armata condotte sotto la protezione di droni quadricotteri israeliani. La refurtiva viene poi trasportata nelle aree controllate da Israele e venduta a prezzi esorbitanti.
Il ripetuto coinvolgimento di questa banda armata è profondamente allarmante, in quanto apre deliberatamente il fuoco su folle di civili presso i centri di distribuzione degli aiuti umanitari e lungo i percorsi dei convogli alimentari, causando morti e feriti, anche tra donne e bambini, in scene raccapriccianti che rivelano la trasformazione della crisi alimentare da parte di Israele in uno strumento sistematico per Uccisioni di Massa.
I membri della società di sicurezza privata statunitense che opera all’interno dei centri di distribuzione degli aiuti umanitari imposti da Israele nella Striscia di Gaza sono impegnati in operazioni di combattimento contro i civili e svolgono missioni sul campo in diretto coordinamento con l’esercito israeliano, che fornisce loro armi, equipaggiamento e ordini operativi diretti.
Data la natura del loro ruolo, la partecipazione a ostilità al di fuori dei loro Paesi d’origine e per conto di una forza militare straniera può qualificarli come “mercenari” ai sensi della Convenzione internazionale del 1989 contro il reclutamento, l’impiego, il finanziamento e l’addestramento dei mercenari, che proibisce esplicitamente tale coinvolgimento.
Inoltre, la “Banda Abu Shabab” è una forza armata irregolare locale creata dall’esercito israeliano, che opera sotto la sua diretta supervisione e riceve supporto logistico e militare. La banda conduce operazioni di sicurezza e sul campo che contribuiscono a rafforzare il controllo sulla popolazione, tra cui la dispersione di folle, il blocco dell’accesso agli aiuti e la commissione di atti di violenza e uccisioni contro i civili.
Sebbene i membri di questo gruppo risiedano nella Striscia di Gaza, la natura del loro coordinamento operativo con l’esercito israeliano rende Israele legalmente responsabile delle loro azioni. In quanto Potenza Occupante, Israele è vincolato dalla Quarta Convenzione di Ginevra a proteggere la popolazione civile e a impedire ai propri agenti di commettere violazioni contro di essa.
L’autorizzazione concessa dalle autorità israeliane ad attori stranieri, inclusi appaltatori militari privati e gruppi armati locali come la “Banda di Abu Shabab”, a operare all’interno della Striscia di Gaza sotto la loro diretta supervisione o in coordinamento con essi non esonera Israele dalla responsabilità legale; anzi, la rafforza e la aggrava.
In base al Diritto Internazionale Umanitario, una Potenza Occupante rimane responsabile di tutti gli atti commessi nei territori sotto il suo effettivo controllo, sia da forze ufficiali che da entità irregolari che agiscono con la sua autorizzazione o con il suo consenso esplicito o tacito.
Tale responsabilità si estende a tutte le gravi violazioni commesse da questi attori, tra cui le esecuzioni extragiudiziali, la deliberata negazione di aiuti umanitari, l’uso della fame come metodo di guerra e l’impiego di mercenari in atti ostili contro la popolazione civile. Inoltre, l’autorizzazione da parte di Israele a gruppi locali di svolgere missioni di sicurezza e di combattimento contro i civili, fornendo loro al contempo armi, supporto aereo e movimenti coordinati, costituisce un pericoloso schema di violazioni di cui Israele è direttamente responsabile.
Le pratiche israeliane non sono violazioni isolate, ma parte di una politica sistematica volta a smantellare la struttura sociale della Striscia di Gaza e ad ampliare l’impunità esternalizzando la violenza ad attori esterni e locali. Ciò richiede un’azione immediata da parte della comunità internazionale per garantire che vengano accertate le responsabilità di questi Crimini gravi e complessi.
È necessario avviare un’indagine internazionale immediata e indipendente sui gravi Crimini commessi dai membri della “Banda di Abu Shabab” e dai mercenari stranieri che collaborano con la società di sicurezza privata statunitense. I responsabili devono essere perseguiti dinnanzi alla magistratura internazionale competente o alle giurisdizioni nazionali, sia attraverso mandati regionali che in base al principio di giurisdizione universale, data la gravità dei Crimini commessi.
L’Osservatorio Euro-Mediterraneo chiede che la società di sicurezza statunitense venga aggiunta alla lista delle entità complici di Crimini internazionali e che venga vietato il suo contratto con qualsiasi agenzia internazionale o governativa. L’Autorità Nazionale Palestinese deve dichiarare in modo chiaro e deciso la propria posizione sulla banda, che ha ripetutamente rivendicato un coordinamento con partiti interni all’Autorità. Deve essere avviata un’indagine interna trasparente per esaminare qualsiasi potenziale coordinamento tra i membri della banda e i funzionari dell’Autorità, e devono essere intraprese azioni legali contro chiunque risulti coinvolto o complice di violazioni contro i civili.
Tutti gli Stati, sia individualmente che collettivamente, devono adempiere alle proprie responsabilità legali adottando misure urgenti per fermare il Genocidio nella Striscia di Gaza, attuando misure efficaci per proteggere i civili palestinesi; garantendo il rispetto da parte di Israele del Diritto Internazionale e delle decisioni della Corte Internazionale di Giustizia; impedendo l’attuazione del Piano di sfollamento forzato israelo-americano; e ritenendo Israele e i suoi alleati più potenti responsabili di tutti i Crimini contro i palestinesi nella Striscia. La Corte Penale Internazionale deve eseguire i mandati di arresto per il Primo Ministro e il Ministro della Difesa israeliani il prima possibile, in conformità con il principio secondo cui non esiste immunità per i Crimini internazionali.
La comunità internazionale deve inoltre imporre sanzioni economiche, diplomatiche e militari a Israele e ai suoi alleati, in particolare agli Stati Uniti, per tali gravi violazioni del Diritto Internazionale. Tali sanzioni dovrebbero includere embarghi sulle armi; il divieto di esportazione e importazione di componenti, attrezzature e beni a duplice uso; la cessazione di ogni sostegno politico, finanziario e militare; il congelamento dei beni dei funzionari coinvolti in Crimini contro i palestinesi e l’imposizione di divieti di viaggio a tali funzionari; la sospensione delle operazioni delle società militari e di sicurezza israeliane e statunitensi sui mercati internazionali e il congelamento dei loro beni; e la sospensione dei privilegi commerciali e degli accordi bilaterali che forniscono a Israele e agli Stati Uniti benefici economici che consentono loro di continuare a commettere Crimini contro il popolo palestinese.
Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto
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