La follia di una guerra con l’Iran

Israele e i suoi alleati neoconservatori negli Stati Uniti hanno a lungo tentato di scatenare una guerra con l’Iran, una guerra che né Israele né gli Stati Uniti possono vincere e che genererà una feroce reazione negativa.

Fonte: English version

Di Chris Hedges – 13 giugno 2025

I neoconservatori che hanno orchestrato le disastrose guerre in Afghanistan, Iraq, Siria e Libia, e che non sono mai stati ritenuti responsabili dello spreco dissoluto di 8.000 miliardi di dollari (6.922 miliardi di euro) dei contribuenti, nonché dei 69 miliardi di dollari (59,7 miliardi di euro) sperperati in Ucraina, sembrano destinati a trascinarci in un altro fiasco militare con l’Iran.

L’Iran non è l’Iraq. L’Iran non è l’Afghanistan. L’Iran non è il Libano. L’Iran non è la Libia. L’Iran non è la Siria. L’Iran non è lo Yemen. L’Iran è il diciassettesimo Paese più grande del mondo, con una superficie equivalente alle dimensioni dell’Europa Occidentale. Ha una popolazione di quasi 90 milioni di abitanti, 10 volte più di Israele, e le sue risorse militari, così come le alleanze con Cina e Russia, lo rendono un avversario formidabile.

L’Iran ha lanciato oggi attacchi di rappresaglia contro Israele a seguito di ondate di attacchi israeliani che hanno colpito impianti nucleari e ucciso diversi alti comandanti militari iraniani e sei scienziati nucleari. Ci sono state decine di esplosioni all’orizzonte a Tel Aviv e Gerusalemme. Esistono riprese video di almeno una grande esplosione al suolo a Tel Aviv, apparentemente causata da un attacco missilistico, e segnalazioni di altre esplosioni in una mezza dozzina di siti a Tel Aviv e dintorni.

“La nostra vendetta è appena iniziata, pagheranno a caro prezzo per aver ucciso i nostri comandanti, scienziati e personale”, ha dichiarato un alto funzionario iraniano. Il funzionario ha aggiunto: “Nessun luogo in Israele sarà sicuro, la nostra vendetta sarà dolorosa”.

“Pensano che sarà una guerra facile”, mi ha detto Alastair Crooke, ex diplomatico britannico e membro dei servizi segreti britannici dell’MI6, che ha trascorso decenni in Medio Oriente, parlando dei neoconservatori, quando l’ho intervistato. “Vogliono riaffermare il potere e la supremazia americana. Credono che ogni tanto sbattere un piccolo Paese contro un muro e distruggerlo sia un buon modo per raggiungere questo obiettivo”.

Questi neoconservatori, legati alla dirigenza israeliana di Benjamin Netanyahu, ha proseguito, “non tollereranno alcuna potenza rivale, alcuna sfida alla supremazia e alla grandezza americana”. Creeranno fatti sul campo, una guerra tra Israele e Iran, che “trascineranno Trump in una guerra con l’Iran”.

Sebbene l’aviazione militare iraniana sia debole, con molti dei suoi aerei da combattimento vecchi di decenni, è ben fornita di batterie di difesa aerea russe e missili antinave cinesi, oltre a mine e artiglieria costiera. Può bloccare lo Stretto di Hormuz, il più importante punto di passaggio petrolifero al mondo, che facilita il transito del 20% delle riserve mondiali di petrolio. Ciò raddoppierebbe o triplicherebbe il prezzo del petrolio e devasterebbe l’economia globale. L’Iran dispone di un vasto arsenale di missili balistici che può scatenare contro Israele, così come contro le installazioni militari americane nella Regione. Sebbene le ondate iniziali possano essere intercettate, attacchi ripetuti esaurirebbero rapidamente le riserve di difesa aerea israeliane e statunitensi.

Israele non è equipaggiato per sopportare una guerra di logoramento, come gli otto anni di conflitto tra Iran e Iraq, che si sono conclusi, nonostante il sostegno degli Stati Uniti al Regime di Saddam Hussein, con una situazione di stallo, o come i 18 anni di Occupazione israeliana del Libano meridionale, che alla fine lo hanno costretto al ritiro nel maggio 2000, dopo le ripetute perdite subite da Hezbollah.

Quando l’Iran, nell’ambito dell’Operazione Vera Promessa, lanciò oltre 300 missili balistici e da crociera contro siti militari e logistici israeliani il 13 e 14 aprile 2023, in rappresaglia per un attacco israeliano all’ambasciata iraniana a Damasco, gli Stati Uniti ne intercettarono la stragrande maggioranza.

“Israele non può respingere un attacco missilistico iraniano”, mi ha detto John Mearsheimer, laureato a West Point e professore presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Chicago. “Si è in una situazione molto interessante in cui Israele non solo non riesce a vincere queste guerre, ma le ha trasformate in guerre prolungate” in cui “Israele dipende fortemente dagli Stati Uniti”.

“Abbiamo molte risorse in Medio Oriente e nel Mediterraneo orientale, così come in Israele stesso e nel Mar Rosso”, ha detto. “Queste risorse sono progettate per aiutare Israele nelle sue varie guerre. Questo non include solo l’Iran. Include anche gli Houthi. Include Hezbollah. Quindi siamo profondamente coinvolti nell’aiutarli a combattere. Non era così nel 1973 o in qualsiasi momento prima di questa guerra”.

Israele e i suoi alleati neocon credono di poter sradicare con la forza il programma di arricchimento nucleare dell’Iran e decapitare il governo iraniano per installare un Regime clientelare. Che questo sistema di credenze non basato sulla realtà abbia fallito in Afghanistan, Iraq, Siria e Libia, sfugge loro.

Israele, allo stesso tempo, vuole distogliere l’attenzione mondiale dal suo Genocidio e dalla Carestia di Massa a Gaza, nonché dall’accelerata Pulizia Etnica in Cisgiordania. La connessione Internet è stata completamente interrotta a Gaza. La Cisgiordania è stata posta sotto un embargo totale.

“Gli israeliani capiscono che in caso di una conflagrazione generale, la gente non presterà molta attenzione ai palestinesi”, ha detto Mearsheimer. “La gente sarà disposta a concedere a Israele più spazio di quanto farebbe in tempo di pace. Quindi diamo davvero il massimo. Facciamo una conflagrazione generale e il risultato finale sarà che potremo effettuare una Pulizia Etnica, su larga scala, a Gaza e, si spera, anche in Cisgiordania”.

Gli attacchi iraniani alla fine causerebbero centinaia, poi migliaia di morti. L’Iran farà appello ai musulmani Sciiti nella Regione, in quella che la dirigenza iraniana descriverà come una guerra contro lo Sciismo, la seconda branca dell’Islam per importanza. L’Arabia Saudita, che ha condannato gli attacchi all’Iran, conta due milioni di Sciiti che vivono nella provincia orientale, ricca di petrolio. Esistono significative comunità Sciite in Pakistan, Bahrein e Turchia. Gli Sciiti costituiscono la maggioranza in Iraq.

Il governo di Baghdad, a maggioranza Sciita, si schiererà con l’Iran. Lo Yemen continuerà a interrompere il traffico marittimo nel Mar Rosso e a colpire Israele con attacchi con droni. Hezbollah, per quanto paralizzato, rinnoverà gli attacchi contro il Nord di Israele. Ci si aspettano attacchi terroristici contro le basi statunitensi nella Regione e forse persino sul suolo statunitense, nonché un diffuso sabotaggio della produzione petrolifera nel Golfo Persico.

L’Iran avrà presto abbastanza materiale fissile per produrre un’arma nucleare. Una guerra sarà un potente incentivo a costruire una bomba, soprattutto considerando che Israele possiede centinaia di armi nucleari. Se l’Iran dovesse acquisire un’arma nucleare, l’Arabia Saudita sarà la prossima, seguita da Turchia, Iraq ed Egitto. Gli sforzi per arginare la proliferazione nucleare in Medio Oriente svaniranno.

Una guerra, come sottolinea Mearsheimer, consoliderà anche l’alleanza tra Iran, Russia e Cina.

“Gli Stati Uniti hanno spinto Cina, Russia, Corea del Nord e Iran a stringersi molto l’uno contro l’altro”, ha osservato. “Formano un blocco compatto. In gran parte a causa della guerra in Ucraina, russi e cinesi sono stati spinti a unirsi, e dato ciò che sta accadendo in Medio Oriente, iraniani e russi stringeranno ulteriormente i legami. Gli Stati Uniti possono anche aiutare Israele, ma è importante capire che i russi stanno aiutando l’Iran. Non è vantaggioso per l’America avere Cina e Russia strettamente allineate contro Washington. Non è nell’interesse dell’America che Russia e Iran lavorino insieme contro Israele e gli Stati Uniti”.

“C’è sempre la possibilità che, se una guerra si intensifica coinvolgendo l’Iran da una parte e gli Stati Uniti e Israele dall’altra, a un certo punto i russi vengano trascinati in quella guerra, perché ora hanno un interesse personale nel sostenere l’Iran”, ha aggiunto.

Una guerra potrebbe durare mesi, se non anni. Sarà un duello aereo, in gran parte tra aerei e missili israeliani e missili iraniani. Ma per sottomettere l’Iran sarà necessario forse schierare un milione di soldati statunitensi per invadere e occupare il Paese. Un’occupazione dell’Iran si concluderebbe con la stessa umiliante sconfitta subita dagli Stati Uniti in Iraq e Afghanistan.

La fantasia di Israele e dei neoconservatori è di poter piegare l’Iran con attacchi aerei, una versione aggiornata di “Colpisci e Terrorizza”, la campagna di bombardamenti in Iraq del 2003. Ma la quantità di munizioni necessaria, soprattutto per polverizzare gli impianti nucleari sotterranei dell’Iran, sarà enorme. Israele, nella sua decapitazione dei vertici di Hezbollah a Beirut, incluso il Segretario Generale di Hezbollah Hassan Nasrallah, ha dovuto impiegare bombe anti-bunker e Munizioni da Attacco Diretto Congiunto (Joint Direct Attack Munition – JDAM) da 2.000 libbre (900 kg).

“Se si pilotano F-35 con missili JDAM, ognuno di essi pesa circa 14 tonnellate”, ha detto Crooke. “Non è solo questione di peso, ma anche di carburante. Quindi bisogna fare rifornimento forse una volta, poi due, e poi bisogna combattere con i propri aerei per sopprimere le loro difese. Stiamo parlando di prestazioni enormi. L’America sarà in grado di farlo? Gli iraniani hanno diversi sistemi di difesa aerea e ottimi radar, anche oltre l’orizzonte”.

Allora perché andare in guerra con l’Iran? Perché rinunciare a un accordo nucleare che l’Iran non ha violato? Perché demonizzare un governo che è il nemico mortale dei Talebani, insieme ad altri gruppi Takfiri, tra cui al-Qaeda e lo Stato Islamico del Levante (ISIL)? Perché destabilizzare ulteriormente una Regione già pericolosamente instabile?

Generali, politici, servizi segreti, neoconservatori, produttori di armi, cosiddetti esperti, opinionisti famosi e lobbisti israeliani non hanno intenzione di assumersi la colpa di due decenni di fiaschi militari. Hanno bisogno di un capro espiatorio. È l’Iran. Le umilianti sconfitte in Afghanistan e Iraq, gli Stati falliti di Siria e Libia, la proliferazione di gruppi e milizie estremiste, molte delle quali inizialmente addestrate e armate dagli Stati Uniti, insieme ai continui attacchi terroristici in tutto il mondo, devono essere colpa di qualcun altro.

Il caos e l’instabilità che abbiamo scatenato, soprattutto in Iraq e Afghanistan, hanno lasciato l’Iran come il Paese dominante nella Regione. Washington ha rafforzato la sua nemesi. Non ha idea di come invertire la rotta se non attaccandola.

Il Diritto Internazionale, insieme ai diritti di quasi 90 milioni di persone in Iran, viene ignorato, proprio come sono stati ignorati i diritti dei popoli di Afghanistan, Iraq, Libia, Yemen e Siria. Gli iraniani, qualunque cosa pensino della loro dirigenza, non vedono gli Stati Uniti come alleati o liberatori. Non vogliono essere attaccati o occupati. Resisteranno. E noi, e Israele, pagheremo.

Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell’Ufficio per il Medio Oriente e dell’Ufficio balcanico per il giornale. In precedenza ha lavorato all’estero per The Dallas Morning News, The Christian Science Monitor e NPR. È il conduttore dello spettacolo RT America nominato agli Emmy Award On Contact.

Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto 
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