La polizia sta valutando i filmati dell’esibizione del trio rap per “determinare se siano stati commessi reati”.
Fonte: English version
di Robyn Vinter e Jamie Grierson, 28 giugno 2025
Immagine di copertina: : Naoise Ó Cairealláin, noto come Moglai Bap a sinistra, e Liam Óg Ó hAnnaidh, noto come Mo Chara, si esibiscono a Glastonbury. Fotografia: David Levene/The Guardian
Sabato pomeriggio, a Glastonbury, i Kneecap hanno tenuto un concerto a sfondo politico, guidando la folla in canti di “Fuck Keir Starmer!”.
I Kneecap,sabato pomeriggio a Glastonbury, hanno iniziato un concerto carico di impegno politico guidando la folla in cori di “Fuck Keir Starmer!”.
Il gruppo rap irlandese è salito sul palco alle 16:00 per il suo concerto controverso, criticato dal primo ministro britannico come non “appropriato”.
Il commento del premier è arrivato dopo che il membro della band Liam Óg Ó hAnnaidh, noto come Mo Chara, è stato accusato di reato di terrorismo per aver sorretto una bandiera di Hezbollah durante un concerto a Londra lo scorso novembre.
“Conosciamo il colonialismo e capiamo quanto sia importante sostenersi a vicenda a livello internazionale”, ha detto Ó hAnnaidh a proposito del sostegno della band alla popolazione di Gaza, che ha sofferto per mano dell’esercito israeliano e per la mancanza di aiuti.
Più tardi, sabato, un portavoce della polizia di Avon e Somerset ha dichiarato che la polizia stava valutando i commenti fatti dai Kneecap durante il loro concerto.
Ha dichiarato al Guardian: “Siamo a conoscenza dei commenti fatti dagli artisti sul palco del West Holts al festival di Glastonbury questo pomeriggio.
“Le prove video saranno valutate dagli agenti per determinare se siano stati commessi reati che richiedano un’indagine penale”.
Durante l’esibizione dei Kneecap, una distesa di almeno 200 bandiere palestinesi ha reso difficile alle telecamere riprendere chiaramente il palco dall’interno della folla.

“L’ editor della BBC avrà un bel da fare”, ha scherzato Chara, riferendosi alle bandiere. In precedenza, l’emittente aveva confermato che non sarebbe stata in grado di supportare uno streaming in diretta dell’esibizione.
L’emittente non ha ancora confermato quando il filmato sarà disponibile su iPlayer.
Gli utenti dell’app di Glastonbury hanno ricevuto una notifica quasi un’ora prima dell’esibizione della band, in cui si diceva che il palco di West Holts era chiuso. Ma gli spettatori sono entrati 20 minuti prima dell’inizio del concerto.
Lo spettacolo si è aperto con spezzoni di telegiornali e di vari programmi televisivi, con politici e commentatori che sostenevano che il gruppo dovrebbe essere bandito e che aveva “evitato la giustizia per troppo tempo”.
La folla ha fischiato Sharon Osborne che li ha definiti “una band patetica”.
“A Glastonbury sono un uomo libero!” ha gridato Ó hAnnaidh, tra gli applausi della folla.
“Se qualcuno cade, dovete rialzarlo. Dobbiamo proteggerci l’un l’altro”, ha aggiunto.
Il gruppo, che rappa in inglese e in irlandese, si è esibito in un energetico set che comprendeva Your Sniffer Dogs Are Shite, Get Your Brits Out e Fine Art davanti a un fondale con la scritta “Free Palestine”, intervallata da altre frasi tra cui “Fuck Badenoch”, in riferimento al leader del partito Tory.
La folla ha cantato: “Mo Chara libero, Mo Chara libero, Mo Chara libero!”.
“Mo Chara è tornato in tribunale per un’accusa di terrorismo inventata”, ha detto Móglaí Bap, noto anche come Naoise Ó Cairealláin.
“Non è la prima volta che si verifica un errore giudiziario per un irlandese nel sistema penale britannico”, ha dichiarato.
Ó hAnnaidh con atteggiamento di sfida, ha affermanto che la sua situazione nei tribunali non è nulla in confronto alle sofferenze del popolo palestinese. Il gruppo ha esortato la gente a presentarsi per sostenere Ó hAnnaidh al suo prossimo appuntamento in tribunale presso la corte dei magistrati di Westminster.
“Voglio ringraziare la famiglia Eavis [organizzatori di Glastonbury]”, ha aggiunto Ó hAnnaidh, per aver “tenuto duro” di fronte alle critiche.
Interrogata mercoledì sulle polemiche, l’organizzatrice Emily Eavis ha dichiarato: “Quest’anno ci sono stati molti argomenti molto accesi, ma noi rimaniamo una piattaforma per molti, molti artisti da tutto il mondo e, sapete, tutti sono i benvenuti qui”.
In numerose occasioni, il trio ha intonato “Fuck Keir Starmer!”, con la folla che rispondeva appassionatamente. La folla ha anche intonato lo slogan repubblicano irlandese “tiocfaidh ár lá”, che si traduce in “il nostro giorno arriverà”.
La band ha scherzato con la folla chiedendo: “Qualcuno andrà a vedere Rod Stewart domani?”.
Il rocker ottantenne è stato criticato prima della sua esibizione sul Pyramid stage per aver detto che secondo lui il pubblico dovrebbe dare “una possibilità” a Nigel Farage.
Descrivendolo come Rod the Prod, Ó hAnnaidh ha detto: “ Insomma, quell’uomo è più vecchio di Israele”.
Paloma Faith, musicista e conferenziera, era tra il pubblico per l’esibizione di Kneecap.
Ha dichiarato al Guardian: “Molte persone vengono demonizzate perché c’è una grande paura del terrorismo. Capisco questa paura, ma non credo che i Kneecap abbiano nulla a che fare con questo. Loro si occupano dell’anima e del cuore della libertà delle persone.
“Non conosco nessuno a cui piaccia vedere bambini uccisi su scala così vasta per qualsiasi motivo e credo che [i Kneecap] sostengano questo. È chiaro che provengono dalla prospettiva di una comunità emarginata per mano del colonialismo britannico”.
L’autrice ha detto che gli artisti che si esprimono sui diritti umani sono preoccupati di essere citati in modo sbagliato dalla stampa o che le loro parole vengano estrapolate dal contesto, in un momento in cui gli attivisti pacifici sono sempre più attaccati dai governi.
Ha aggiunto: “Tutti sono un po’ spaventati ora. La gente va in prigione per cose che non sono percepite come violente. Sono tempi spaventosi”.
La notizia arriva dopo che il Ministro degli Interni, Yvette Cooper, ha dichiarato lunedì che il gruppo filo-palestinese Palestine Action sarebbe stato messo al bando in base alle leggi antiterrorismo.
Se approvata in parlamento con una votazione la prossima settimana, questa decisione renderebbe illegale l’adesione e il sostegno al gruppo, punibili con una pena detentiva in base alle leggi antiterrorismo.
Sul palco, i Kneecap hanno ribadito il loro sostegno al gruppo e il membro della band JJ Ó Dochartaigh, noto come DJ Próvaí, indossava una maglietta di Palestine Action sotto una tuta rossa associata al gruppo mentre surfava tra la folla.
Traduzione a cura di: Simonetta Lambertini
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