“Questa non è solo una crisi umanitaria. È una politica deliberata. E i governi che sostengono Israele o rimangono in silenzio sono complici”
Fonte: English version
Quds editing team – 20 Luglio 2025
Nei pronto soccorso di Gaza, i medici si trovano ora ad affrontare un’ondata di pazienti che soffrono non per le ferite, ma per la fame. Il Ministero della Salute ha confermato che un numero senza precedenti di persone, dai neonati agli anziani, arriva in ospedale in condizioni di estrema stanchezza a causa della fame.
La causa non è la siccità o un disastro naturale. È il risultato diretto del blocco totale imposto da Israele, giunto al 139° giorno consecutivo. E il bilancio delle vittime è in aumento.
Finora, 69 bambini sono morti per malnutrizione. Altri 620 pazienti sono morti per mancanza di cibo e medicine. Dietro ogni numero c’è un processo lento e doloroso che priva il corpo umano della vita, un passo alla volta.
Il crollo del corpo: un collasso in quattro fasi
Fase uno: la fame prende il sopravvento.
Nelle prime 48 ore senza cibo, il corpo consuma lo zucchero immagazzinato (glicogeno) nel fegato e nei muscoli. I morsi della fame colpiscono duramente. Ci si sente ansiosi, irritabili e frastornati. Si hanno crampi allo stomaco. Si può avere difficoltà a concentrarsi. L’energia svanisce rapidamente e persino camminare diventa un’impresa. I bambini urlano per il disagio o ammutoliscono per la stanchezza.
Fase due: i muscoli si sciolgono, l’immunità crolla.
Dopo pochi giorni, il corpo passa alla modalità sopravvivenza. Inizia a scomporre i grassi in chetoni per ottenere energia. Ma quando i grassi scarseggiano, i muscoli diventano il bersaglio successivo. Si inizia a perdere forza. Il sistema immunitario si indebolisce. Le piccole infezioni diventano pericolose. Si ha freddo, anche quando fa caldo. Anche le attività più semplici, come stare in piedi o pensare, diventano più difficili.
Fase tre: i tuoi organi faticano a tenere il passo
Dopo settimane, il tuo corpo deperisce. Sembri scheletrico. La tua pelle diventa secca e fragile. Alcune parti del corpo, come la pancia o i piedi, potrebbero gonfiarsi a causa della perdita di proteine. La frequenza cardiaca diminuisce. Fegato e reni rallentano. La tua mente diventa annebbiata. Potresti dimenticare dove ti trovi. Alcuni iniziano ad avere allucinazioni. Non riconosci più la tua voce o le persone intorno a te.
Fase quattro: lo spegnimento definitivo
Alla fine, il tuo corpo si arrende. Non senti più la fame. Deglutire diventa impossibile. Potresti perdere conoscenza o entrare in coma. I tuoi organi (cuore, polmoni, fegato) iniziano a cedere. La morte spesso sopraggiunge silenziosamente, non per la fame in sé, ma per uno spegnimento definitivo e irreversibile.
I numeri di Gaza che dovrebbero allarmare il mondo
Oltre al crescente numero delle vittime, l’ufficio stampa governativo di Gaza ha diffuso oggi cifre impressionanti:
Sono 650.000 i bambini che rischiano di morire di fame e malnutrizione.
Negli ultimi 139 giorni è stato impedito l’ingresso a Gaza di 76.450 camion carichi di aiuti e carburante .
42 cucine di beneficenza e 57 centri di aiuto sono stati presi di mira direttamente dalle forze israeliane.
877 persone sono state uccise nei pressi dei “centri di aiuto” americano-israeliani.
Anche 12.500 malati di cancro e 60.000 donne incinte rischiano la fame, senza accesso alle cure o al cibo.
Una carestia provocata dall’uomo, un fallimento globale
La fame non è solo fisica. Distrugge dignità, memoria e speranza. A Gaza, si aggiunge il trauma dello sfollamento, dei bombardamenti e dell’abbandono da parte della comunità internazionale.
“Questa non è solo una crisi umanitaria”, ha dichiarato l’Ufficio Stampa del Governo. “È una politica deliberata. E i governi che sostengono Israele o rimangono in silenzio sono complici”
L’ufficio ha chiesto un’azione globale immediata: aprire i valichi, togliere l’assedio e consentire l’ingresso illimitato di aiuti umanitari a Gaza prima che si perdano altre vite.
Ma oggi l’assedio permane. E ogni ora che passa avvicina Gaza a una carestia che il mondo potrebbe fermare, ma non l’ha fatto.
Traduzione a cura di Grazia Parolari
“Tutti gli esseri senzienti sono moralmente uguali”
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