Gerusalemme avverte della pressione israeliana a distruggere Al-Aqsa e costruire il “Terzo Tempio”

ll governatorato di Gerusalemme afferma che gruppi estremisti ebraici stanno agendo con il sostegno ufficiale del governo per distruggere la moschea di al-Aqsa.

Fonte: English version

MENA – 29 Ottobre 2025

Immagine di copertina: Gruppi ebraici estremisti, con il crescente sostegno del governo israeliano, stanno cercando di distruggere la moschea di al-Aqsa [Getty]

Il governatorato di Gerusalemme ha lanciato l’allarme circa le azioni sempre più aperte e accelerate dei gruppi estremisti ebraici che, a suo dire, stanno lavorando metodicamente per prendere di mira e infine distruggere la moschea di Al-Aqsa , sostituendola con il cosiddetto “Terzo Tempio”.

In una dichiarazione rilasciata mercoledì, il governatorato ha affermato che le attività pubbliche di questi gruppi sono diventate “un progetto coloniale organizzato” guidato e sostenuto da attori politici e religiosi all’interno dell’establishment israeliano , con l’obiettivo di imporre “la piena sovranità sulla moschea di Al-Aqsa e di costruire al suo posto il presunto Terzo Tempio”.

Nella dichiarazione si sottolinea che ciò che viene attualmente mostrato attraverso “preparativi, rituali e azioni concrete” non è più un semplice sogno o mito religioso, ma un “progetto coloniale coordinato” con il sostegno istituzionale.

Secondo il governatorato, i “gruppi estremisti del Terzo Tempio” stanno intensificando apertamente le loro attività attraverso istituzioni religiose ed educative, in particolare la scuola Yeshivat Har Habayit, che ha recentemente diffuso dei video che mostrano “i preparativi per la costruzione del presunto Terzo Tempio”.

Tra queste rientrano “l’addestramento dei sacerdoti a offrire sacrifici animali, il confezionamento  dei loro indumenti speciali e la creazione di modelli architettonici che rappresentino il presunto Terzo Tempio”, misure che, secondo il documento, mirano a preparare l’opinione pubblica “ad accettare l’idea di una costruzione sulle rovine della moschea di Al-Aqsa”.

Il governatorato ha collegato questi sforzi alla retorica in corso del ministro della sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, che, ha affermato, “sta correndo contro il tempo per imporre un piano di divisione temporale e spaziale nella moschea”.

Ha avvertito che la propaganda estremista condivisa sui social media e sui media affiliati ai coloni ora “incita apertamente alla demolizione della moschea di Al-Aqsa o della Cupola della Roccia per costruire il presunto Tempio”, pubblicando video e disegni che “descrivono il processo di costruzione”.

Alcune riprese, aggiunge la dichiarazione, mostrano “progetti dettagliati per il nuovo tempio”, riflettendo l’opinione diffusa tra questi gruppi secondo cui il progetto “è una realtà in fase di attuazione piuttosto che un’idea simbolica o storica”.

Il governatorato ha affermato che questi movimenti “non possono essere considerati separatamente dal sostegno ufficiale che ricevono dal governo israeliano”, citando “finanziamenti diretti e copertura politica” da parte di ministri e funzionari estremisti, tra cui Ben Gvir, il ministro delle finanze Bezalel Smotrich e gli ex membri della Knesset Moshe Feiglin e Yehuda Glick.

Il governatorato ha affermato che le attività dei gruppi del Tempio fanno parte di un “piano coloniale globale” per cambiare la realtà religiosa, politica e legale di Gerusalemme. La dichiarazione accusa Israele di voler “sequestrare terre di dotazione, confiscare case palestinesi, costruire false tombe ebraiche intorno ad Al-Aqsa e giudaizzare il carattere arabo, islamico e cristiano della città”.

Ha avvertito che ignorare questi sviluppi o trattarli come routine “è un grave errore che potrebbe portare a conseguenze catastrofiche che inciderebbero sulla sicurezza e sulla stabilità dell’intera regione”.

La dichiarazione sollecita un’azione urgente da parte dei paesi arabi e islamici, nonché della comunità internazionale in generale, per fare pressione su Israele affinché ponga fine alle sue violazioni e rispetti l’attuale status quo storico e giuridico della moschea di Al-Aqsa.

Traduzione a cura di Grazia Parolari 
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Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto 
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