L’Osservatorio Euro-Mediterraneo condanna inequivocabilmente l’uso improprio delle leggi sulla sicurezza nazionale come strumento per punire i difensori dei diritti umani anziché proteggere i diritti e le libertà fondamentali.
Fonte: English version
Dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani – 16 novembre 2025
Ginevra – La detenzione da parte delle autorità canadesi del Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo, il Professor Richard Falk, e di sua moglie, la Professoressa Hilal Elver, al loro arrivo all’aeroporto di Toronto, e il loro interrogatorio per sospetto di minaccia alla sicurezza nazionale, sono profondamente scioccanti.
L’Osservatorio Euro-Mediterraneo condanna fermamente la detenzione arbitraria del suo Presidente del Consiglio di Amministrazione ed ex Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati (2008-2014), e di sua moglie, ex Relatore Speciale sul diritto al cibo. L’incidente costituisce una flagrante violazione dei principi internazionali sulla libertà di espressione, sulla libertà di movimento e sulla protezione degli accademici e dei difensori dei diritti umani, come affermato negli strumenti fondamentali del Diritto Internazionale dei Diritti Umani, in particolare nel Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici.
Giovedì 14 novembre, le autorità canadesi hanno arrestato la coppia all’aeroporto internazionale di Toronto Pearson. Li hanno interrogati con l’accusa di rappresentare “una minaccia alla sicurezza nazionale per il Canada” a causa della loro partecipazione al Tribunale Palestinese sulla Responsabilità Canadese, che esamina il ruolo del governo canadese nel sostenere gravi crimini e violazioni commessi nella Striscia di Gaza.
Il personale di sicurezza ha scortato Falk e sua moglie in una sala per gli interrogatori dopo aver confiscato i loro passaporti e lo ha interrogato approfonditamente sul suo impegno per i diritti umani, inclusa la sua partecipazione all’evento del tribunale di Ottawa, le sue attività relative al conflitto israelo-palestinese e le sue opinioni su Israele. Sono stati rilasciati dopo quattro ore di interrogatorio e autorizzati a entrare nel Paese.
Trattare un esperto riconosciuto a livello internazionale, con un curriculum accademico di tutto rispetto e contributi significativi allo sviluppo del diritto internazionale, come una “minaccia alla sicurezza nazionale” riflette una pericolosa tendenza a sopprimere le voci dei diritti umani e del mondo accademico che condannano il Genocidio israeliano a Gaza, che ha ucciso oltre 70.000 palestinesi, la maggior parte dei quali bambini e donne, dall’ottobre 2023. Dimostra inoltre un preoccupante disprezzo per gli obblighi internazionali del Canada in materia di protezione della libertà di espressione, della ricerca accademica e del lavoro in materia di diritti umani.
L’Osservatorio Euro-Mediterraneo condanna inequivocabilmente l’uso improprio delle leggi sulla sicurezza nazionale come strumento per punire i difensori dei diritti umani anziché proteggere i diritti e le libertà fondamentali. Queste pratiche si verificano mentre il Canada continua a svolgere un ruolo centrale nel fornire a Israele tecnologia ed equipaggiamento militare, nonostante le crescenti accuse internazionali di Complicità nel Genocidio di Gaza.
Il Tribunale Palestinese per la Responsabilità del Canada, tenutosi a Ottawa il 15 e 16 novembre, intende denunciare il ruolo del governo canadese nel finanziare e facilitare le violazioni israeliane, tra cui il traffico di armi per un valore di decine di milioni di dollari canadesi all’anno prima della sospensione parziale annunciata nel 2024, in un contesto di forti segnali che varie forme di sostegno militare diretto e indiretto continuano a fluire.
L’incidente riflette un modello più ampio di persecuzione sistematica di coloro che difendono i diritti dei palestinesi in molti Paesi occidentali, dove sistemi di sicurezza, meccanismi di sorveglianza e procedure di immigrazione vengono utilizzati per mettere a tacere le legittime critiche ai Crimini israeliani e per criminalizzare la difesa dei diritti umani che chiede l’assunzione di responsabilità per il Genocidio a Gaza.
Ciò avviene nel contesto di crescenti campagne di molestie sistematiche e diffamazioni contro funzionari e personale dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo, a seguito della documentazione, da parte dell’organizzazione, di Genocidio e gravi violazioni commesse dall’esercito israeliano a Gaza. Negli ultimi due anni, diversi funzionari e membri del personale, tra cui il Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo, il Dottor Ramy Abdu, sono stati oggetto di molestie organizzate, tentativi di diffamazione e tentativi volti a dissuaderli dal portare avanti il loro lavoro in materia di diritti umani. Queste pratiche non possono mettere a tacere la verità; al contrario, rivelano la profondità della Complicità internazionale nei Crimini israeliani contro il popolo palestinese, incluso il Genocidio.
Il governo canadese deve presentare pubbliche scuse formali al Professor Richard Falk e alla Professoressa Hilal Elver per la loro umiliante detenzione, risarcirli moralmente e materialmente per il danno subito e adottare misure efficaci per garantire che tali pratiche non si ripetano.
Inoltre, è necessario avviare un’indagine indipendente e trasparente sui motivi della detenzione e sullo svolgimento dell’interrogatorio, che comprenda la piena divulgazione di qualsiasi influenza esterna da parte di gruppi di pressione filo-israeliani o di governi stranieri. I risultati devono essere resi pubblici e tutti coloro che hanno abusato dei poteri in materia di sicurezza o immigrazione devono essere ritenuti responsabili.
L’Osservatorio Euro-Mediterraneo invita il governo canadese a porre immediatamente fine a ogni forma di cooperazione politica, economica, militare e di sicurezza con Israele, incluso il divieto di esportazione e riesportazione di armi e componenti a duplice uso o a uso militare, e la revoca di tutte le licenze di esportazione esistenti. Ciò è essenziale dato il grave rischio che tali materiali possano essere utilizzati per commettere Crimini di Guerra, Crimini Contro l’Umanità e Genocidio a Gaza e in tutto il Territorio Palestinese Occupato, in linea con l’obbligo del Canada di prevenire il Genocidio e di non aiutarlo o favorirlo.
Le autorità canadesi devono rispettare e proteggere la libertà di espressione, la ricerca accademica e il lavoro per i diritti umani, e devono cessare di utilizzare i sistemi di sicurezza e immigrazione per perseguitare o limitare i difensori dei diritti umani per il loro lavoro relativo ai territori palestinesi. Devono inoltre garantire che tali individui possano entrare nel Paese, muoversi liberamente e svolgere il proprio lavoro senza subire molestie o intimidazioni.
La comunità internazionale, compresi i parlamenti nazionali e le istituzioni accademiche e per i diritti umani, deve sostenere il “Tribunale Palestinese per la Responsabilità del Canada” e altre iniziative popolari e legali volte a ritenere responsabili gli Stati coinvolti nel sostegno ai Crimini commessi a Gaza. Deve inoltre impegnarsi a costruire reti di solidarietà transfrontaliere che forniscano un ambiente sicuro per accademici e difensori dei diritti umani e impediscano che vengano perseguiti, che venga loro negato il permesso di viaggio o che subiscano molestie giudiziarie o amministrative per il loro legittimo lavoro di documentazione dei Crimini e di richiesta di giustizia.
Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto
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