Una svolta diplomatica criticata dall’Unione Africana, che ha affermato che potrebbe avere “implicazioni di vasta portata per la pace e la stabilità in tutto il continente”.
Fonte: English version
Di William Christou – 27 dicembre 2025
Israele è diventato il primo Paese a riconoscere il Somaliland come Stato sovrano, una svolta nella sua ricerca di riconoscimento internazionale da quando ha dichiarato l’indipendenza dalla Somalia 34 anni fa.
Il Ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha annunciato venerdì che Israele e il Somaliland hanno firmato un accordo che stabilisce piene relazioni diplomatiche, che includerebbe l’apertura di ambasciate e la nomina di ambasciatori.
Il riconoscimento rappresenta un momento storico per il Somaliland, che ha dichiarato la propria indipendenza dalla Somalia nel 1991 ma che fino ad ora non era stato riconosciuto da nessuno Stato membro delle Nazioni Unite. Il Somaliland controlla l’estremità Nord-Occidentale della Somalia, dove gestisce uno Stato di fatto, e confina con Gibuti a Nord-Ovest e con l’Etiopia a Ovest e a Sud.
L’Ufficio del Primo Ministro israeliano ha affermato che la dichiarazione era “nello spirito” degli Accordi di Abramo, una serie di accordi di normalizzazione tra Israele e principalmente Stati arabi firmati nel 2020.
Ha pubblicato un video di Benjamin Netanyahu che parla in videochiamata con il Presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, in cui lo invita a visitare Israele e descrive l’amicizia tra i due Paesi come “storica”. Abdullahi ha affermato che sarebbe “lieto di essere a Gerusalemme il prima possibile”.
Donald Trump ha dichiarato di essere contrario al riconoscimento del Somaliland da parte degli Stati Uniti in un’intervista al New York Post pubblicata venerdì, aggiungendo: “Qualcuno sa cos’è veramente il Somaliland?”.
L’amministrazione statunitense sarebbe divisa sul riconoscimento del Somaliland, con alcuni che temono che una simile mossa possa mettere a repentaglio la cooperazione militare con la Somalia. Gli Stati Uniti hanno truppe dispiegate lì, dove sostengono le forze somale nella loro lotta contro il movimento islamista al-Shabaab.
Il Ministero degli Esteri somalo ha dichiarato in una nota che la decisione rappresenta un “attacco deliberato” alla sua sovranità che minerebbe la pace nella Regione, un sentimento condiviso dall’Unione Africana (UA).
L’UA ha affermato di “respingere fermamente” la mossa di Israele, avvertendo: “Qualsiasi tentativo di minare l’unità, la sovranità e l’integrità territoriale della Somalia rischia di creare un pericoloso precedente con implicazioni di vasta portata per la pace e la stabilità in tutto il continente”.
Il capo dell’organismo panafricano, Mahamoud Ali Youssouf, ha affermato che il Somaliland “rimane parte integrante della Repubblica Federale di Somalia”, che è membro dell’Unione Africana.
La mossa di Israele è stata condannata anche da Egitto e Turchia, che hanno dichiarato in una nota: “Questa iniziativa di Israele, in linea con la sua politica espansionistica e con i suoi sforzi per impedire il riconoscimento di uno Stato palestinese, costituisce un’interferenza palese negli affari interni della Somalia”.
Sa’ar ha affermato che il riconoscimento è arrivato dopo un anno di colloqui tra i due Paesi e di aver incaricato il Ministero degli Esteri israeliano di “istituzionalizzare immediatamente i legami tra i due Paesi”.
Gli analisti israeliani hanno affermato che il riconoscimento dello Stato separatista potrebbe essere nell’interesse strategico di Israele, data la vicinanza del Somaliland allo Yemen, dove Israele ha condotto estesi attacchi aerei contro i ribelli Houthi negli ultimi due anni.
Un rapporto di novembre dell’Istituto per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale, un centro di ricerca israeliano, affermava: “Il territorio del Somaliland potrebbe fungere da base avanzata per molteplici missioni: monitoraggio di spionaggio sugli Houthi e sui loro sforzi di armamento; supporto logistico al governo legittimo dello Yemen nella sua guerra contro di loro; e piattaforma per operazioni dirette contro gli Houthi”.
Le autorità del Somaliland ospitano già una base militare gestita dagli Emirati Arabi Uniti a Berbera, che dispone di un porto militare e di una pista di atterraggio per aerei da combattimento e da trasporto. Gli analisti hanno suggerito che la base sia un elemento chiave della campagna anti-Houthi degli Emirati Arabi Uniti in Yemen.
Il Presidente del Somaliland ha rivelato a maggio che funzionari militari statunitensi, tra cui l’ufficiale di grado più alto nel Corno d’Africa, avevano visitato il Somaliland e che un’altra delegazione statunitense sarebbe arrivata presto. “È questione di tempo. Non se, ma quando e chi guiderà il riconoscimento del Somaliland”, ha dichiarato Abdullahi.
Il Progetto 2025, pubblicato nel 2023 e che si ritiene abbia guidato gran parte della dottrina della seconda amministrazione di Donald Trump, chiedeva il riconoscimento del Somaliland come “protezione contro il deterioramento della posizione degli Stati Uniti a Gibuti”, dove l’influenza cinese è in crescita.
Lo scorso agosto, il Senatore repubblicano del Texas Ted Cruz ha scritto a Trump chiedendogli di riconoscere il Somaliland. Cruz ha affermato che il Somaliland era un alleato di Israele e che aveva espresso sostegno agli accordi di Abramo.
Il Somaliland ha una popolazione di poco più di 6,2 milioni di abitanti. Lo Stato separatista ha un sistema democratico che ha visto pacifici trasferimenti di potere, sebbene l’organizzazione no-profit Freedom House con sede a Washington abbia notato una “erosione dei diritti politici e dello spazio civico” negli ultimi anni, con giornalisti e oppositori che subiscono repressioni da parte delle autorità.
Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto
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