Duecento anni e niente è cambiato
Fonte: English version
Di Kobi Niv • Tradotto dall’ebraico da Sol Salbe – 5 Gennaio 2026
Immagine di copertina: Warren Hardin (29° Presidente degli Stati Uniti) con nativi americani alla Casa Bianca (Credit Wikipedia)
Qualsiasi regista degno della sua professione vi dirà che nel cinema, nei film, ciò che conta non è solo ciò che viene mostrato e visto, ma anche ciò che non viene mostrato e visto. Perché la storia, ogni storia, è una combinazione di ciò che viene raccontato e, non meno e forse anche di più, di ciò che non viene raccontato. E questo non vale solo per il cinema e la letteratura, che sono solo specchi della realtà, ma anche per la realtà, persino per la vita stessa.
Così, ad esempio, sui canali televisivi israeliani ci è stato mostrato e abbiamo visto fin dall’inizio della “guerra” – le virgolette sono lì perché quando una parte, senza fare nomi, bombarda ininterrottamente una popolazione indifesa per due anni con carri armati, artiglieria, aerei e missili, questa non è guerra, è annientamento – giorno e notte, ripetutamente, decine di interviste e articoli su ognuno dei nostri 2000 morti e 250 rapiti. Al contrario, nei nostri programmi televisivi ci è stato mostrato a malapena qualche dettaglio sui 20.000 bambini di Gaza che abbiamo ucciso o sulle migliaia di cittadini di Gaza che ancora tratteniamo senza processo. Non c’è da stupirsi, quindi, che la storia che ci raccontiamo su questa “guerra” sia quella che ci è stata mostrata, e quindi non includa minimamente ciò che non ci è stato mostrato.
Ebbene, nella foto che avete davanti, una foto ufficiale diffusa dal governo dello Stato di Israele, potete vedere i partecipanti alla “riunione di lavoro” tra alti funzionari israeliani e statunitensi, in una sala conferenze dell’hotel dove alloggiava il Primo Ministro israeliano Netanyahu, prima del suo incontro con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. In gioco, come abbiamo visto, ci sono il futuro di Gaza, della Cisgiordania, dell’Iran e, naturalmente, il nostro.
E come negli indovinelli illustrati per bambini sui giornali, chiederò anche a voi: “Guardate l’immagine, bambini cresciuti come voi, e ditemi, tutti voi, cosa manca nell’immagine?”
La risposta, ovvero il quadro generale, è chiara: non c’è una sola donna nella foto, cioè nella riunione dei gruppi di lavoro di alto livello di Israele e Stati Uniti, né una sola persona di colore, né un musulmano o un mediorientale. Sono tutti gentiluomini bianchi, vestiti secondo tutte le regole delle classi superiori. Ma questo è solo a prima vista.

Nella foto (ho riconosciuto alcuni dei partecipanti, e le didascalie dei giornali mi hanno identificato le altre) da parte statunitense, il Segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato speciale del Presidente Trump Steven Witkoff, il genero e consigliere del Presidente Trump Jared Kushner e il Segretario alla Guerra (ex Difesa) Pete Hesseth.
Da parte israeliana sono presenti il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, il suo segretario militare (e futuro capo del Mossad) Roman Goffman, l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter e il capo (o capo facente funzioni, i giornali non sono riusciti a mettersi d’accordo sul titolo) del Consiglio per la Sicurezza Nazionale Gil Reich.
Quindi, un momento, non solo non c’era una sola donna o persona di colore in questa riunione di alti funzionari, né dagli Stati Uniti né da Israele, ma la parte israeliana non includeva nemmeno un singolo ebreo mizrahi, nemmeno come rappresentante simbolico o ornamentale (dov’era Idit Silman, davvero?). Tutti gli alti funzionari israeliani qui presenti sono ashkenaziti, proprio come tutti gli americani sono bianchi (a rigor di termini, il Segretario di Stato Rubio non è bianco, è ispanico. Ma se non l’avessi detto, non l’avreste indovinato voi stessi, perché “non è poi così ovvio nel quadro”. Ma il fatto che una delle otto persone presenti all’incontro tra alti funzionari americani e israeliani non sia del tutto bianca non cambia il quadro, per ciò che include e per ciò che esclude).
Nella popolazione di entrambi i Paesi, Stati Uniti e Israele, la percentuale di donne è di poco superiore al 50%, ma tra gli alti funzionari presenti nel quadro è pari a zero, sia in percentuale che in numeri assoluti. Anche la percentuale di ebrei mizrahi tra gli ebrei in Israele è di circa il 50%, e anche qui sono rappresentati a zero. E certamente nessuno dei cittadini arabi di Israele, che costituiscono il 2% della popolazione israeliana, esattamente come la percentuale di ispanici negli Stati Uniti, è qui.
Ma aspettate, c’è di più: due, ovvero il 25% degli otto partecipanti fotografati nella discussione, Witkoff e Kushner, possiedono una fortuna di oltre mezzo miliardo di dollari. E qual è la percentuale reale di coloro che possiedono tali immaginari sacchi di denaro tra tutte le persone sulla Terra? La risposta è: lo 0,0004%.
A quanto pare, negli ultimi duecento anni il mondo è cambiato: libertà, uguaglianza, decolonizzazione, femminismo e quant’altro. Ma qui, i signori bianchi si riuniscono di nuovo e discutono del futuro dei nativi: i palestinesi, gli ebrei mizrahi, gli egiziani, i persiani e tutti “quelli laggiù” in questo Medio Oriente.
Duecento anni e nulla è cambiato.
Traduzione a cura di Grazia Parolari
“Tutti gli esseri senzienti sono moralmente uguali”
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