Circa due milioni di cittadini, tra cui 880.000 bambini, vivono al di sotto della soglia di povertà in Israele
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Immagine di copertina: Cittadini palestinesi di Israele protestano per l’inazione della polizia nel frenare l’impennata della criminalità violenta il 22 gennaio 2026 (Jalaa Marey/AFP)
Di Mera Aladam 30 gennaio 2026
Secondo un rapporto annuale, i cittadini palestinesi di Israele sono tra i più colpiti dal peggioramento dei tassi di povertà nel Paese.
I risultati pubblicati giovedì dall’Istituto nazionale di assicurazione mostrano che due milioni di persone, tra cui 880.000 bambini (oltre un quarto di tutti i bambini in Israele), nel 2024 vivevano al di sotto della soglia di povertà.
Israele è al secondo posto tra i paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in termini di tassi di povertà infantile, dopo la Costa Rica, con il 28 percento dei bambini considerati poveri.
Il rapporto rileva che anche la disuguaglianza sociale si è aggravata, poiché il 65,1% dei poveri proviene da popolazioni svantaggiate, tra cui la comunità palestinese.
Nel 2024, il 37,6% delle famiglie palestinesi viveva al di sotto della soglia minima. Al secondo posto si collocano le famiglie ebree haredi, con il 32,8%
L’istituto ha evidenziato l’impatto della guerra genocida di Israele su Gaza e l’aumento del costo della vita come alcuni dei principali fattori alla base dell’aumento della povertà tra famiglie, bambini e anziani.
Zvika Cohen, vicedirettore generale dell’istituto, ha affermato che queste questioni hanno “esacerbato il problema, non lo hanno creato”.
“Senza investimenti mirati nei bambini, nelle giovani famiglie e nei servizi sociali, la povertà in Israele continuerà a essere trasmessa di generazione in generazione.”
Nel frattempo, il vicedirettore della ricerca e della pianificazione dell’istituto, Nitza Kassir, ha sottolineato la necessità di una rete di sicurezza sociale per far fronte alla diminuzione dei livelli di reddito, soprattutto dopo la guerra.
Impossibilità ad arrivare a fine mese
Kassir ha sottolineato che l’onere economico per i cittadini israeliani non è uniforme, poiché è “più profondo e più grave nelle popolazioni la cui situazione economica è già difficile”, con la necessità di integrare queste comunità nella forza lavoro e di pagare loro salari equi e adeguati.
Secondo la valutazione annuale, il 27,8 percento delle famiglie in Israele non riesce ad arrivare a fine mese, con i segmenti palestinesi che si classificano costantemente tra i più svantaggiati, dato che circa la metà della comunità non è in grado di coprire tutte le spese mensili.
I dati israeliani mostrano che i cittadini palestinesi devono affrontare condizioni sanitarie ed economiche peggiori
Tra queste rientrano le spese per cure mediche, farmaci da prescrizione e persino pasti caldi.
I cittadini palestinesi di Israele sono i discendenti della popolazione nativa della Palestina, che fu violentemente sfollata dalle milizie sioniste durante la creazione di Israele nel 1948.
Oggi, i cittadini palestinesi di Israele sono più di due milioni, pari al 21 percento della popolazione totale del Paese, che ammonta a 9,8 milioni di persone.
Per decenni hanno sofferto a causa delle leggi e delle pratiche discriminatorie imposte dallo Stato israeliano e da tempo lamentano le difficoltà di accesso agli alloggi e ai servizi pubblici.
Secondo un rapporto del centro legale Adalah pubblicato a novembre, dall’ottobre 2023 Israele ha approvato più di 30 leggi che aggravano il sistema di apartheid e repressione contro i palestinesi.
Le leggi, promulgate tra il 7 ottobre 2023 e il 27 luglio 2025, riguardano una serie di diritti politici e civili, tra cui la libertà di espressione, di protesta e di pensiero, la cittadinanza e la vita familiare, l’uguaglianza e i diritti sociali, nonché i diritti dei detenuti e dei prigionieri.
Traduzione a cura di Grazia Parolari
“Tutti gli esseri senzienti sono moralmente uguali”
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