I bambini di Gaza affrontano rischi crescenti di malattie prevenibili, mentre i sistemi sanitari sono al collasso e l’accesso ai vaccini rimane gravemente limitato, ha avvertito l’UNRWA.
Fonte: English version
Di Michael Leonardi – 14 febbraio 2026
Continuano a fornire il sostegno economico e militare necessario a Israele per attuare i suoi Piani Genocidi e le sue Campagne di Pulizia Etnica nella più totale impunità e nel più totale disprezzo del Diritto Internazionale.
La decisione di Israele del 30 dicembre 2025 di revocare le licenze a 37 organizzazioni umanitarie internazionali, vietando loro di fatto di operare a Gaza e in Cisgiordania a partire dal 1° marzo 2026, segna un’agghiacciante recrudescenza nella sua Campagna Genocida, volta a strangolare gli ultimi resti di vita nell’enclave assediata.
L’elenco, pubblicato dal Ministero degli Affari della Diaspora e confermato dal quotidiano israeliano Haaretz, prende di mira gruppi essenziali come Medici Senza Frontiere, Oxfam, Mercy Corps, Save the Children, CARE International, Action Against Hunger, Handicap International e il Consiglio Norvegese per i Rifugiati, pilastri degli aiuti che da decenni forniscono cibo, acqua, assistenza medica, alloggio e supporto psicologico ai 2,3 milioni di abitanti di Gaza.
Con effetto retroattivo al 1° gennaio 2026, il divieto obbliga queste organizzazioni a interrompere le operazioni, evacuare il personale e cedere i beni, pena l’incriminazione ai sensi delle leggi “antiterrorismo” israeliane. Richiedendo dati invasivi sul personale, giuramenti di fedeltà e vietando qualsiasi “delegittimizzazione” di Israele (inclusi resoconti sull’Apartheid o sulla violenza dei coloni), questa misura non riguarda la sicurezza: è un tentativo calcolato di cancellare testimoni, aggravare la Carestia e accelerare l’Annientamento fisico e culturale dei palestinesi.
L’impatto del divieto su Gaza sarà catastrofico, devastando ulteriormente una popolazione già devastata. Con l’espulsione di questi 37 gruppi, Gaza perde il 60% dei suoi ospedali da campo, metà della sua capacità di distribuzione alimentare e servizi vitali per l’igiene, l’alloggio e la protezione dell’infanzia. La Carestia, già trasformata in un’arma dal blocco israeliano dei convogli umanitari, si intensificherà, condannando bambini, anziani, feriti e sfollati a sofferenze ancora maggiori dovute a fame, malattie e traumi. Ciò è in linea con la più ampia politica israeliana di distruzione delle infrastrutture e blocco degli aiuti, tattiche che gli esperti delle Nazioni Unite hanno definito Genocide. Mentre la Corte Internazionale di Giustizia monitora il rispetto dei suoi ordini per prevenire il Genocidio, Israele sfida il mondo accelerando le stesse condizioni, fame, sfollamento, privazioni, che lo definiscono.
In vista dell’attuazione di questo divieto, testimonianze oculari da Gaza riferiscono che i mercati hanno più cibo di quanto ne abbiano avuto dai primi mesi del Genocidio, ma che la distribuzione di questo cibo è ancora un problema enorme. Il timore è che questo non sia altro che un temporaneo stratagemma propagandistico israeliano. Mentre i bombardamenti e le uccisioni si intensificano nuovamente sotto il finto “cessate il fuoco”, gli abitanti di Gaza temono che il 1° marzo segnerà l’inizio di una fase più feroce del Piano Genocida Sionista.
Al centro di questa criminalizzazione c’è l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Impiego dei rifugiati palestinesi (UNRWA), l’ancora di salvezza per gli aiuti di Gaza. Le accuse infondate di Israele, che affermavano che 12 membri del personale dell’UNRWA si erano uniti alle operazioni di Resistenza del 7 ottobre 2023, hanno innescato tagli ai finanziamenti da parte di Stati Uniti, Germania, Svezia e altri, paralizzando le operazioni e aggravando la crisi.
Indagini delle Nazioni Unite e indipendenti hanno smentito le accuse, sostenendo che si basavano su confessioni estorte e prove fabbricate, ma il danno è stato irreparabile: miliardi di dollari tagliati, scuole e cliniche chiuse. Le forze israeliane hanno demolito la sede centrale dell’UNRWA in Cisgiordania in violazione del Diritto Internazionale e hanno bombardato oltre 190 strutture di Gaza dal 2023, uccidendo centinaia di membri del personale e costringendo i sopravvissuti a lasciare le loro case. Non si tratta di antiterrorismo: è la sistematica Cancellazione delle strutture di supporto palestinesi, garantendo che la scarsità e la fame finiscano ciò che le bombe hanno iniziato.
Medici Senza Frontiere (MSF), un pilastro dell’assistenza d’emergenza a Gaza, è stata diffamata dalle autorità israeliane come “terroristi senza frontiere” in una campagna diffamatoria per giustificarne l’espulsione. Il personale di MSF è stato ucciso, le cliniche demolite, eppure Tel Aviv li accusa di dare rifugio ai militanti, rispecchiando la strategia adottata contro l’UNRWA. Ignorando la rigorosa neutralità di MSF, questa diffamazione impedisce che qualcuno possa guardare in modo indipendente al Genocidio. Con MSF e altre 36 organizzazioni umanitarie escluse dal 1° marzo, i vulnerabili di Gaza, bambini, anziani, feriti, disabili, affrontano fame, malattie e disperazione amplificate.
La Complicità occidentale alimenta questo orrore. Stati Uniti ed Europa predicano i diritti umani mentre armano i colpevoli, pongono il veto alle Risoluzioni ONU e tagliano i fondi all’UNRWA a causa delle fragili rivendicazioni di Israele.
Il finto “Consiglio per la Pace” di Trump, una cricca di miliardari, Sionisti e diplomatici compromessi, nega ai palestinesi l’autonomia o l’autodeterminazione, presentandoli come soggetti passivi per una “ricostruzione” senza sovranità. È un teatro imperiale, che estende l’Occupazione come forma di benevolenza. Al 12 febbraio 2026, il consiglio di amministrazione contava 25 Paesi fondatori, con Israele che si è unito l’11 febbraio 2026.
Il consiglio esecutivo include una lista di personaggi loschi come il tecnocrate bulgaro con forti inclinazioni israeliane, Nickolay Mladenov (Direttore Generale), il fanatico Sionista Marco Rubio (Segretario di Stato USA), l’imprenditore immobiliare Sionista Steve Witkoff (Inviato Speciale USA), il proprietario terriero Sionista Jared Kushner, il Criminale di Guerra in Iraq Tony Blair, il convinto Sionista e miliardario Marc Rowan, il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga, il consigliere capo della Casa Bianca e assistente speciale di Stephen Miller, Robert Gabriel Jr., e altri come il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan: una formazione ricca di loschi uomini d’affari, magnati immobiliari e diplomatici, ma priva di voci o responsabilità palestinesi.
Molti dei suddetti personaggi sono apparsi anche nei documenti di Epstein. I critici, inclusi esperti delle Nazioni Unite, definiscono il Consiglio un “club pagare per fare” e un progetto vanitoso di Trump volto a soppiantare le Nazioni Unite e ad aggirare il Diritto Internazionale, con un requisito di donazione di 1 miliardo di dollari (842,4 milioni di euro) per l’adesione e ampi poteri per Trump come “presidente a vita”.
La Complicità delle potenze occidentali nel Genocidio si estende alla calunnia contro coloro che lo denunciano. La Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani dei palestinesi, Francesca Albanese, è stata incessantemente diffamata, nuovamente sotto attacco questa settimana, con la Francia che ha condannato le sue dichiarazioni come “scandalose” e una “vergogna” per aver definito la struttura di potere internazionale che ha permesso questo Genocidio “un nemico comune dell’Umanità”, accuse basate su bugie e distorsioni che mirano a screditare il suo lavoro di documentazione delle violazioni commesse da Israele e dalla sua controparte occidentale.
L’ex Ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock, ora Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, incarna questo decadimento morale: ha ripetutamente mascherato il Genocidio di Israele con il linguaggio dell'”autodifesa”, giustificando gli attacchi contro siti civili sostenendo che perderebbero protezione se “Hamas si nascondesse dietro di loro”, una palese violazione del Diritto Internazionale Umanitario che giustifica i Crimini di Guerra mentre predica la responsabilità altrove. Il suo mandato come Ministro degli Esteri ha visto la Germania armare Israele, tagliare i fondi all’UNRWA sulla base di affermazioni inventate e reprimere le voci filo-palestinesi con zelo Maccartista; la sua ascesa a un incarico di alto rango all’ONU non fa che aggravare il tradimento degli stessi principi che l’Assemblea Generale dovrebbe sostenere.
L’imminente scadenza del 1° marzo per il divieto di aiuti umanitari da parte di Israele sarà catastrofica, compromettendo ulteriormente una popolazione già devastata. Le potenze occidentali continuano la loro Complicità, assistendo o partecipando attivamente alle manipolazioni della narrativa Sionista.
Continuano a fornire il sostegno economico e militare necessario a Israele per attuare i suoi Piani Genocidi e le sue Campagne di Pulizia Etnica nella più totale impunità e nel più totale disprezzo del Diritto Internazionale. Come ha ribadito Francesca Albanese: “L’Umanità in tutto il mondo si è mobilitata e continua a mobilitarsi contro questo devastante sistema coloniale e il nostro movimento collettivo e rivoluzionario deve sollevarsi e prevalere per un futuro vivibile e giusto per i palestinesi e per l’Umanità nel suo complesso”.
Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto
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