La seconda azienda tecnologica al mondo ha appena acquisito una nuova azienda israeliana legata all’esercito che utilizza “micromovimenti della pelle del viso” per anticipare ciò che gli utenti diranno prima che parlino.
Fonte: English version
¡Do Not Panic!- 15 febbraio 2026
Il gigante tecnologico Apple ha pagato silenziosamente quasi 2 miliardi di dollari (1,7 miliardi di euro) per un’azienda tecnologica di “pre-parlato” i cui dipendenti hanno aiutato Israele a commettere un Genocidio a Gaza.
Nel secondo più grande accordo della sua storia, Apple ha pagato questa somma per un’azienda che non ha un prodotto, non ha alcun fatturato e il cui sito Web è una singola pagina contenente 15 parole.
L’azienda, Q.ai, sta sviluppando sensori che mappano i movimenti impercettibili di un volto umano per determinare le parole che qualcuno sta pensando prima che vengano pronunciate. Lo chiamano “parlato silenzioso” o “pre-parlato”, e sembra essere esattamente tanto sinistro quanto sembra.
Q.ai è stata fondata da Aviad Maizels, Avi Barliya e Yonatan Wexler, che hanno affinato le loro competenze testando tecnologie di Apartheid sui palestinesi. Maizels è un ex comandante dell’Unità 81, la divisione dell’IDF che costruisce le armi informatiche offensive di Israele. Barliya, secondo il suo profilo LinkedIn, era un ufficiale dello spionaggio dell’aeronautica militare israeliana, mentre Wexler è un ex agente dell’Unità 8200.
Assunzioni da Apple per il genocidio
In un post sul blog che annunciava l’accordo, Tom Hulme, dirigente di Google Ventures, uno dei primi investitori dell’azienda, ha rivelato che il 30% degli oltre 100 dipendenti di Q.ai è stato chiamato a partecipare al Genocidio di Gaza.
Questa ammissione significa che decine di persone implicate in atti di Genocidio che hanno prestato servizio sotto il comando politico di Yoav Gallant, un Criminale di Guerra incriminato dalla Corte Penale Internazionale, sono ora dipendenti Apple.
Dovrebbe essere uno scandalo enorme. La più grande azienda degli Stati Uniti, uno dei nomi più riconoscibili al mondo, ha incorporato nel suo personale decine di persone che hanno prestato servizio militare durante il periodo in cui ha commesso il Genocidio, secondo tutti i più acclamati esperti di diritti umani al mondo.
Ma ogni singolo articolo convenzionale che ha riportato la notizia dell’accordo, da Reuters al Financial Times, ha ignorato questo fatto. La copertura mediatica tradizionale ha ignorato anche una serie di altri elementi estremamente convincenti della storia, tra cui la natura dell’accordo e la tecnologia stessa.
Apple ha pagato due miliardi di dollari per qualcosa che sembra a malapena esistere.
Il sito Web di Q.ai è composto da sole 15 parole. Per scoprire esattamente cosa fa l’azienda, bisogna guardare oltre i comunicati stampa, ai brevetti che Q.ai e i suoi fondatori hanno depositato.
E questi brevetti sembrano trame tratte dai più cupi futuri distopici.
Rilevare il linguaggio silenzioso
Un brevetto descrive una tecnologia in grado di “determinare lo stato emotivo di un individuo in base ai micromovimenti della pelle del viso”. Lo stesso brevetto afferma che la tecnologia potrebbe essere utilizzata “per identificare un utente in base alla frequenza cardiaca e respiratoria”. Un altro brevetto afferma che il programma di Q.ai “sintetizza il linguaggio in risposta alle parole pronunciate silenziosamente dal soggetto del test”.
La tecnologia di Q.ai è incentrata sul “linguaggio silenzioso”.
L’idea è che prima di pronunciare le parole e muovere la bocca per emettere suoni, il nostro cervello ha già inviato segnali ai muscoli della gola e del viso per determinare cosa diremo. Q.ai afferma di aver inventato sensori a infrarossi in grado di rilevare questi micromovimenti pre-parlato.
In un documento si parla di un “dispositivo di rilevamento configurato per adattarsi all’orecchio di un utente, con una testina ottica che rileva la luce riflessa dal viso e invia un segnale in risposta. Un circuito di elaborazione elabora il segnale per generare un risultato vocale”.
I blogger tecnologici hanno ipotizzato che Apple abbia acquisito l’azienda per consentire il controllo non verbale di un iPhone e di altri dispositivi tramite i suoi auricolari AirPods o gli occhiali intelligenti. Un diagramma annotato allegato al brevetto mostra una persona che indossa occhiali e un auricolare integrato con la tecnologia.
Apple non è estranea all’adozione delle tecnologie dell’Apartheid israeliano e, infatti, ha una profonda familiarità con Maizels stesso.
Nel 2013, Apple ha acquistato la prima azienda di Maizels, PrimeSense, che sviluppava la tecnologia di rilevamento 3D. La tecnologia PrimeSense è poi diventata la base del sistema Face ID di Apple sui suoi nuovi modelli di iPhone e iPad.
Tuttavia, due miliardi di dollari per una tecnologia inesistente e un’azienda nata tre anni fa sono una cifra senza precedenti. Ciò che non è senza precedenti, tuttavia, è che un gigante tecnologico statunitense paghi troppo per un’azienda israeliana.
Tecnologia israeliana sopravvalutata
L’anno scorso, Google ha acquistato l’azienda israeliana di sicurezza informatica Wiz per 32 miliardi di dollari (27 miliardi di euro), cifra che, pari a 64 volte il fatturato annuo di Wiz, è stata ampiamente considerata gonfiata e di gran lunga superiore al rapporto vendite/valore di aziende simili.
A questo prezzo, tuttavia, Israele ha ricevuto un’enorme manna fiscale di 5 miliardi di dollari (4,2 miliardi di euro). All’epoca, i Sionisti si vantavano che avrebbe aiutato il Paese ad acquistare più aerei da guerra e missili per commettere un Genocidio.
L’accordo per Q.ai, sebbene molto più piccolo, genererà comunque un introito fiscale significativo per l’economia israeliana in difficoltà.
E Israele è fondamentale per Apple.
L’azienda ha un grande plesso di ricerca e sviluppo nel Paese, il secondo più grande al di fuori degli Stati Uniti, in cui vengono convogliati un gran numero di laureati delle Unità 8200 e 81. L’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, è un fervente Sionista, ha visitato Israele in numerose occasioni e nel 2018 ha ricevuto un premio dal gruppo di pressione Sionista ADL (Lega Anti-Diffamazione) per i suoi sforzi nel censurare i discorsi anti-israeliani. Apple ha mantenuto questa promessa negli ultimi due anni, licenziando personale per aver espresso opinioni pro-Palestina e anti-Genocidio. Cook non ha mai parlato di Gaza.
Il prezzo da pagare per un’azienda fantasma con pochi brevetti, quindi, è tanto politico quanto tecnologico.
Ciò non significa che la tecnologia di Q.ai non verrà commercializzata per applicazioni di consumo. Probabilmente lo sarà. E se la tecnologia verrà realizzata, le implicazioni per la riservatezza e la raccolta dati saranno spaventose.
Così come le applicazioni militari e per la sicurezza dello Stato.
Un futuro pre-crimine
Pochi giorni dopo l’accordo con Q.ai, il responsabile delle neurotecnologie presso la direzione israeliana per la ricerca e lo sviluppo della difesa, l’equivalente nazionale del programma DARPA statunitense, ha rilasciato la sua prima intervista in assoluto ai media israeliani. Nell’intervista ha fatto riferimento a Q.ai e ha affermato che l’esercito israeliano sta lavorando a una tecnologia simile. Gli Stati Uniti hanno un progetto DARPA noto come Silent Talk (Parlato Silenzioso), che sta anche lavorando allo sviluppo di tecnologie di rilevamento pre-parlato e di controllo non verbale.
Una volta sviluppata la tecnologia e stabilito che il pre-parlato è una funzione biologica umana legittima, quanto sarà prossimo il pre-crimine?
Considerati i frenetici sforzi a cui abbiamo assistito per mettere a tacere e criminalizzare le critiche a Israele con il pretesto dell’antisemitismo, si può facilmente immaginare un futuro in cui la tecnologia di rilevamento pre-parlato verrà implementata per identificare potenziali critici di Israele. O degli Stati Uniti. O dell’Europa. O dell’imperialismo in generale.
Si può immaginare fin da ora: “In base al nostro rilevatore di pre-parlato, abbiamo stabilito che stavi per dire qualcosa di odioso, antisemita o antiamericano e pertanto sei in arresto”.
Le tecnologie più distopiche continuano a fuoriuscire da Israele. E continuano a fuoriuscire perché Israele è autorizzato dagli Stati Uniti e dall’Europa a mantenere un Sistema di Apartheid basato su tecnologie di controllo invasive e autoritarie.
Non sorprende quindi che i creatori di Q.ai siano veterani dello Stato di Sicurezza Militare Genocida di Israele, o che la più grande azienda degli Stati Uniti consideri queste tecnologie essenziali per il futuro della sua Intelligenza Artificiale.
¡Do Not Panic! (¡Non Fatevi Prendere dal Panico!) è un progetto giornalistico che si occupa di malattie, ecologia, tecnologia, potere, impero, capitalismo e società.
Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto
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