La Disumanizzazione della società israeliana raggiunge un nuovo minimo storico: i soldati che hanno stuprato in gruppo una prigioniera palestinese di Gaza non solo vengono liberati, ma addirittura celebrati e raccomandati per il ritorno in servizio militare.
Fonte: English version
Immagine di copèertina: Israel Katz (al centro) incontra gli stupratori di Sde Teiman (che indossano mascherine). (Foto: social media)
Di Jonathan Ofir – 18 marzo 2026
Lunedì 16 marzo, il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha incontrato un gruppo di soldati israeliani e si è scusato con loro per il “torto che il sistema ha fatto” nei loro confronti, ordinando alle Forze di Difesa Israeliane (IDF) di reintegrarli immediatamente in servizio.
I soldati in questione erano quelli che avevano violentato in gruppo una prigioniera palestinese a Gaza. Solo una settimana prima dell’incontro di Katz con loro, i soldati erano stati prosciolti dalle accuse dopo che il caso contro di loro era stato archiviato dal nuovo Capo dell’Avvocatura Militare israeliana, il Maggiore Generale Itay Ofir.
“È stata fatta giustizia e questa nube oscura è stata rimossa da voi e dai vostri familiari. Mi congratulo con il nuovo Capo dell’Avvocatura Militare, che, a differenza del suo predecessore, persegue una politica di protezione dei soldati e non dei terroristi”, ha dichiarato Katz lunedì. “Ho dato istruzioni all’apparato di sicurezza e alle Forze di Difesa Israeliane di agire affinché possiate tornare in servizio, come meglio credete e come desiderate, per contribuire e far parte della grande vittoria”.
Katz è stato solo l’ultimo politico israeliano a celebrare gli stupratori accusati. A seguito della chiusura del caso la scorsa settimana, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione di congratulazioni:
“L’accusa di omicidio rituale contro i combattenti della Forza 100, nota come ‘caso Sde Teiman’, che ha diffamato Israele in tutto il mondo su una scala senza precedenti, è giunta al termine”.
“È inconcepibile che ci sia voluto così tanto tempo per archiviare il caso, condotto in modo criminale contro soldati delle Forze di Difesa Israeliane che si sono scontrati con i peggiori dei nostri nemici”.
“Lo Stato di Israele deve dare la caccia ai suoi nemici, non ai suoi eroici combattenti”.
Lo stupro di gruppo ha suscitato scandalo in Israele, perché nell’agosto del 2024 è trapelato un video, ripreso da una telecamera di sorveglianza del famigerato Campo di Tortura di Sde Teiman, parte di una rete di Campi di Tortura documentata dall’organizzazione israeliana B’Tselem nel suo rapporto “Benvenuti all’Inferno”, anch’esso del 2024. Lo stupro di gruppo, anche con l’uso di cani, è parte integrante delle Torture sistematiche a cui questi ostaggi palestinesi sono costretti a subire. Il caso relativo al filmato includeva anche prove forensi di gravi percosse, frattura di una costola, perforazione di un polmone, oltre alla lacerazione del retto con un oggetto appuntito inserito nell’ano del prigioniero.
Ma lo scandalo che ha travolto Israele non è stato causato dall’indignazione pubblica per questo crimine brutale e atroce. No, è stato il fatto che qualcuno abbia cercato di portare alla luce questo crimine.
Si è scoperto che il filmato era stato diffuso all’epoca dall’ex Consigliere Militare Capo, il Generale di Divisione Yifat Tomer-Yerushalmi. Quest’ultima fu arrestata e alla fine decise di dimettersi a novembre. Le sue dimissioni si rivelarono un regalo per l’istitutivo politico israeliano, con il Ministro della Difesa Israel Katz che accelerò la nomina di Itay Ofir al posto vacante. Ofir (che, tra l’altro, non ha alcuna parentela con chi scrive) ha svolto egregiamente il suo compito. Il caso è ora chiuso.
Ofir è un ex soldato combattente della Brigata Givati e riservista della Brigata Negev, oltre ad avere una formazione giuridica. “I soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) devono godere della fiducia del pubblico, e quindi anche l’Ufficio del Procuratore Generale Militare deve godere della fiducia del pubblico”, ha dichiarato Katz durante la cerimonia di insediamento di Ofir. “Affronteremo questa crisi correggendo i gravi errori, imparando la lezione e mettendola in pratica. Solo così potremo ristabilire la fiducia di cui le IDF hanno più bisogno. Sono fiducioso che trasformerete questa grave crisi in un’opportunità per ricostruire e riorganizzare l’Ufficio del Procuratore Generale Militare”.
La giustificazione di Israele per l’archiviazione del caso
È evidente che l'”indagine” su questo crimine sia stata una farsa fin dall’inizio, soprattutto considerando come l’istitutivo abbia celebrato questi stupratori per tutta la durata del caso. Ciononostante, vale la pena esaminare le ragioni legali addotte da Ofir per giustificare la sua decisione.
Il ragionamento di Ofir mette in luce quella che considera una base probatoria insufficiente e quelli che definisce “problemi procedurali” relativi alla gestione del caso, in particolare la sua fuga di notizie e la sua discussione sui media.
Per quanto riguarda la base probatoria, Ofir sottolinea il fatto che il detenuto palestinese che ha subito brutalità si trova ora a Gaza:
“A ottobre, il detenuto è stato rilasciato nella Striscia di Gaza nell’ambito del piano per il rilascio degli israeliani rapiti. Questa nuova circostanza modifica significativamente la base probatoria e rende difficile dimostrare parti importanti dell’accusa”.
Quindi il detenuto si trova ora a Gaza. Ofir sostiene che Israele, che controlla Gaza fin nei minimi dettagli, compresi i certificati di nascita, e può chiamare i cellulari dei palestinesi per avvisarli che la loro casa sta per essere bombardata, non riesce a contattarlo. E sebbene le cartelle cliniche facciano parte del caso da tempo, ora è “difficile” provare le sue affermazioni. Ofir ammette che “da un lato, il materiale probatorio del caso ha presentato un quadro grave e preoccupante riguardo agli imputati”, ma ahimè, “il quadro probatorio è complesso”.
Ofir sostiene inoltre che il video “non rappresenta un quadro inconfutabile delle accuse attribuite agli imputati”. Il fatto che questa prova sia integrata dalla testimonianza della vittima, oltre che dalla cartella clinica, non sembra essere di aiuto.
Riguardo alla questione della diffusione del video, Ofir osserva che “questi eventi” ancora una volta “ledono significativamente il loro diritto a un giusto processo e il senso di giustizia ed equità che devono essere alla base di qualsiasi procedimento penale”.
Si tratta di un tentativo palesemente disperato di proteggere i soldati dalla giustizia. Ironicamente, l’espressione “protezione dalla giustizia” è stata ripetutamente utilizzata nella sentenza, nel senso di proteggere gli imputati dal sistema giudiziario. È esattamente il pensiero che traspare dal messaggio di Katz: i soldati delle Forze di Difesa Israeliane devono essere difesi e protetti, altrimenti si fa il gioco dei terroristi.
Che dire di una società che celebra gli stupratori?
Ma non si tratta solo di una questione legale, bensì sociale. Per comprendere la situazione attuale della società israeliana, è opportuno paragonare questo caso a quello dell’omicidio di Elor Azarya nel 2016, in cui il paramedico-soldato sparò e uccise a bruciapelo un sospetto palestinese già inerme. Come nel caso dello stupro di Sde Teiman, anche il crimine di Azarya fu ripreso in video. Sebbene, secondo i suoi commilitoni, ciò che fece fosse accaduto “molte volte”, il suo ruolo era quello di “mela marcia”, a dimostrazione dell’innocenza del sistema. Il processo ad Azarya fu una farsa e, dopo nove mesi di carcere, tornò a casa accolto come un eroe.
Nell’agosto del 2024, mentre la notizia del caso Sde Teiman sconvolgeva Israele, ero ancora convinto che l’esito sarebbe stato simbolico, simile a quanto accaduto nel caso Azarya: una pacca simbolica sul polso, per ragioni di immagine internazionale. Questa era chiaramente l’intenzione dell’ex Commissario Generale Yifat Tomer-Yerushalmi. Il motivo per cui fece trapelare il video era che riteneva che il caso si sarebbe chiuso senza di esso. Quindi cercò di garantire che venisse fatta giustizia, almeno in apparenza, in un caso così lampante. Ma alla fine la situazione le si ritorse contro, e ora si festeggia il fallimento del suo piano. Gli stupratori, già celebrati da alcuni media come delle celebrità, riceveranno ora un sostegno ancora maggiore per la loro presunta ingiustizia.
La società israeliana sembra essere meno interessata all’immagine internazionale rispetto a prima, nonostante i massicci sforzi di propaganda all’estero. La vena Genocida è così forte da prevalere persino sulla preoccupazione di apparire civile.
Netanyahu sostiene che sia il caso stesso ad aver diffamato Israele. Ma no, Israele si diffama da solo, non può farci niente. In altre parole, la chiusura di questo caso e i commenti che la celebrano mostrano il vero volto di Israele.
Questo invia un messaggio forte a tutti i torturatori israeliani: lo stupro è legale.
Sulla scia del caso Azarya, gli israeliani hanno coniato un’espressione popolare, “effetto Azarya”, a indicare che il processo contro Azarya ha creato un deterrente controproducente, inducendo i soldati a esitare nello sparare ai palestinesi.
Il caso Sde Teiman, a sua volta, ha un altro effetto. La sua chiusura segnala che lo stupro è legale, permesso e forse persino benvenuto, contro quei “crudeli mostri”, come li definisce il Ministro della Difesa Katz. Il predecessore di Katz, Yoav Galant, li aveva definiti “Bestie”. Chiunque avesse la pretesa di perseguire coloro che stuprano questi crudeli e mostruose Bestie, ne subirà le conseguenze.
La Disumanizzazione della società israeliana raggiunge un nuovo minimo storico, e questo rimane un momento estremamente pericoloso per i palestinesi. Immaginate: quegli stupratori potrebbero semplicemente tornare a Sde Teiman, o in qualsiasi altra prigione del sistema di segrete adibite a luoghi di Tortura, e dire “benvenuti all’inferno”.
Jonathan Ofir è un direttore d’orchestra, musicista, scrittore e blogger israelo-danese, che scrive regolarmente per Mondoweiss.
Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto
Tutti gli articoli del BLOG: Invictapalestina.org
Eventi a noi segnalati: Eventi
Disclaimer: non sempre Invictapalestina condivide le opinioni espresse negli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire e approfondire gli argomenti da noi proposti. I contenuti offerti dal BLOG sono redatti/tradotti gratuitamente con la massima cura/diligenza, Invictapalestina tuttavia, declina ogni responsabilità, diretta e indiretta, nei confronti degli utenti e in generale di qualsiasi terzo, per eventuali imprecisioni, errori, omissioni.

