Israele ha schiacciato l’UNRWA a Gaza e il resto del mondo non ha fatto nulla.

Lascio il mio incarico presso l’organizzazione in un momento pericoloso per il Diritto Internazionale. Ci saranno conseguenze non solo per i palestinesi, ma per tutto il Medio Oriente.

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Immagine di copertina: Una donna recupera degli oggetti dal complesso edilizio distrutto dell’UNRWA nel quartiere di Al-Sinaa a Gaza il 12 luglio 2024, dopo il ritiro delle truppe israeliane dalla zona. OMAR AL-QATTAA / AFP

Di Philippe Lazzarini – 21 marzo 2026

Questo mese concluderò il mio mandato come Commissario Generale dell’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite che da oltre 75 anni fornisce servizi essenziali, quasi pubblici, ai rifugiati palestinesi in tutto il Medio Oriente. Mentre il mondo lotta per uscire dal pantano di Gaza e la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran minaccia di coinvolgere l’intera Regione, sono profondamente preoccupato per il futuro dei rifugiati palestinesi e del sistema multilaterale nel suo complesso.

Dopo aver subito oltre due anni di incessanti attacchi fisici, politici e legali, soprattutto in Palestina, l’UNRWA ha raggiunto il punto di rottura. I rischi per i diritti dei palestinesi e per la stabilità della Regione sono immensi.

Nel dicembre 2023, nel pieno dell’esplosione di brutalità della guerra a Gaza, scrissi al presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che, nei miei 35 anni di lavoro in complesse situazioni di emergenza, non mi era mai capitato di dover segnalare l’uccisione di 130 persone, né di prevederne molte di più. Non immaginavo allora che il numero dei colleghi uccisi sarebbe triplicato, il bilancio delle vittime è ora superiore a 390, né che così tante altre persone avrebbero riportato lesioni permanenti, o sarebbero state arbitrariamente detenute e torturate.

Centinaia di sedi dell’UNRWA a Gaza sono state danneggiate o distrutte. Il Parlamento israeliano ha approvato una legge per porre fine alla presenza dell’Agenzia nella Gerusalemme Est Occupata, anche attraverso la chiusura forzata di scuole e ambulatori e l’interruzione della fornitura di acqua ed elettricità alle nostre sedi. La sede centrale dell’UNRWA a Gerusalemme Est è stata occupata, saccheggiata e incendiata, con alti funzionari israeliani che hanno festeggiato la distruzione sul posto e sui social. Un vicesindaco di Gerusalemme ha persino minacciato di “annientare e uccidere tutti i membri dell’UNRWA”. È incomprensibile che un ente delle Nazioni Unite come l’UNRWA sia stato lasciato annientare, in violazione del Diritto Internazionale, con totale impunità e con il personale e le comunità palestinesi che pagano un prezzo inaccettabile.

Una campagna di disinformazione ben orchestrata dal governo israeliano denuncia violazioni della neutralità a livello dell’Agenzia e afferma che l’UNRWA non sia più operativa in Palestina, dove rimane un fornitore fondamentale di assistenza sanitaria di base, istruzione, acqua potabile, servizi igienico-sanitari e igiene. Queste affermazioni malevole, ripetutamente smentite, mirano a erodere il sostegno internazionale all’Agenzia, indebolendo i diritti dei palestinesi nelle questioni relative allo status finale nel conflitto israelo-palestinese.

L’UNRWA non ha un mandato politico. Tuttavia, la sua registrazione dei rifugiati e gli archivi che documentano il loro esodo storico sono intrinseci alla tutela dei diritti dei palestinesi nelle determinazioni dello status finale. Ecco perché l’eliminazione dell’Agenzia è diventata un obiettivo esplicito della guerra a Gaza e perché gli sforzi in tal senso continuano.

Questa settimana ho scritto nuovamente al presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, esortando gli Stati membri a sfruttare il personale e le competenze dell’UNRWA come risorse chiave per la corretta attuazione della Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza. Ciò eviterebbe il ripetersi del disastroso errore di rimuovere l’intera amministrazione civile in Iraq nel 2003, compromettendo gravemente le prospettive di ripresa e di una pace duratura.

Al di là di Gaza, l’UNRWA è una risorsa vitale per la tutela dei diritti dei rifugiati palestinesi in tutta la Regione e per affrontare la Questione Palestinese di lunga data. Tuttavia, senza un sostegno politico e finanziario immediato e consistente, l’Agenzia raggiungerà presto la fine della sua capacità operativa. Un collasso disordinato dell’UNRWA alimenterebbe l’insicurezza, addossando la piena responsabilità dell’erogazione dei servizi ai rifugiati palestinesi in Palestina a Israele, in quanto Potenza Occupante, e scaricando un enorme peso su Libano, Siria e Giordania, in quanto Paesi ospitanti. La sofferenza dei rifugiati palestinesi, che hanno sopportato generazioni di sfollamento e indigenza, sarebbe ulteriormente aggravata.

È sconcertante che, nonostante il ruolo cruciale dell’UNRWA, l’Agenzia non abbia ricevuto un’adeguata protezione dalla comunità internazionale. Al contrario, le è stato permesso di diventare un campo di battaglia per procura nel conflitto israelo-palestinese, dichiarata colpevole fino a prova contraria. Sebbene la colpa maggiore ricada su coloro che hanno ordinato e attuato azioni vergognose contro l’UNRWA, chiunque si professi sostenitore del Diritto Internazionale dovrebbe riflettere sulle proprie responsabilità.

Le Nazioni Unite sono state istituite per “salvare le generazioni future dal flagello della guerra”. Oggi, di fronte alla sofferenza umana in Palestina, Israele e altrove, il raggiungimento degli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite richiede chiarezza morale e una dirigenza basata sui principi.

L’assoluta incapacità di mettere in atto una risposta multilaterale efficace e basata sul Diritto Internazionale a Gaza ha permesso lo scoppio di una guerra al di fuori dei confini giuridici internazionali, una guerra che ora si sta diffondendo in tutto il Medio Oriente e oltre. Questo fallimento ha normalizzato il disprezzo per l’ordine internazionale basato sulle regole.

L’UNRWA potrebbe presto cessare di esistere, con conseguenze devastanti non solo per milioni di rifugiati, ma anche per la pace e la stabilità regionale e per il quadro internazionale basato sui diritti che abbiamo faticosamente costruito. Dobbiamo agire, non tardivamente, ma ora, per mobilitare un’ampia coalizione determinata a difendere il Diritto Internazionale e il multilateralismo.

Philippe Lazzarini è Commissario Generale dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Impiego dei Rifugiati Palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA).

Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto 
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