Ricostruire la speranza: come la Scuola di Sumud è rifiorita tra le macerie

La Scuola di Sumud è oggi la prova vivente che l’istruzione è di per sé un atto di Resistenza; che l’amore può sconfiggere l’ignoranza; e che persino in mezzo alla distruzione, menti straordinarie possono fiorire.

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Immagine di copertina: La scuola di Sumud per i figli dei martiri e degli orfani è un istituto scolastico riconosciuto che accoglie centinaia di ragazzi e ragazze. (Foto: Lamia Othman, )

Di Lamia Hatem Othman – 6 luglio 2026

In questo angolo di mondo, dove il tempo sembra scorrere dolorosamente lento, abbiamo scelto di non aspettare la fine. Abbiamo invece deciso di creare un nuovo inizio, di plasmare la speranza con le nostre mani.

Mi chiamo Lamia Hatem Othman. La mia passione per i media e l’istruzione non è mai stata solo una laurea appesa al muro. È diventata una missione viva, una missione che si legge ogni giorno negli occhi dei nostri bambini.

Quando arrivammo qui, tra le tende che ospitavano le famiglie sfollate, la scena era sufficiente a spezzare lo spirito di chiunque. I bambini cominciavano a dimenticare l’alfabeto e persino la lingua, sotto il costante fragore dei bombardamenti e delle schegge che esplodevano.

Eppure la nostra determinazione si dimostrò più forte della disperazione. Presi un pezzo di tela, lo fissai a terra e la nostra storia iniziò con una sola parola: Sumud, il concetto arabo di Fermezza di fronte a un’avversità schiacciante.

Da una tenda portata via dal vento ad una scuola di speranza

Grazie alla determinazione collettiva e a una perseveranza incrollabile, quella modesta tenda si trasformò gradualmente in qualcosa di molto più grande.

Oggi, quella che era iniziata come una semplice iniziativa è diventata la Scuola Sumud per i Figli dei Martiri e degli Orfani, un istituto scolastico riconosciuto che accoglie centinaia di ragazzi e ragazze.

Aule organizzate, banchi di legno e i gioiosi suoni dell’apprendimento hanno sostituito l’incertezza dello sfollamento, contribuendo a ricostruire il futuro di una generazione che rischiava di essere perduta a causa della guerra e dell’analfabetismo.

Formare gli innovatori di domani. insegnare intelligenza artificiale e ingegneria

Alla Scuola di Sumud, la nostra missione va ben oltre l’alfabetizzazione o l’istruzione convenzionale.

Crediamo che i bambini di Gaza meritino le stesse opportunità educative dei bambini di qualsiasi altra parte del mondo. Tra questi orfani e bambini sfollati si celano giovani menti brillanti capaci di trasformare il futuro. La nostra responsabilità è quella di coltivare questo potenziale fin dai primi anni di vita.

Per questo motivo, abbiamo introdotto i nostri studenti alle tecnologie del futuro. Apprendono i fondamenti dell’Intelligenza Artificiale, dell’innovazione, della programmazione e del pensiero digitale. Non vogliamo che crescano semplicemente utilizzando la tecnologia, vogliamo che la creino.

Abbiamo anche ideato programmi che avvicinano i bambini alle professioni del futuro ben prima che raggiungano l’università.

I nostri giovani aspiranti ingegneri apprendono i principi fondamentali dell’ingegneria, della pianificazione, della progettazione e del pensiero strutturale, preparandosi a ricostruire un giorno ciò che la guerra ha distrutto con conoscenza, creatività e competenza.

Allo stesso tempo, identifichiamo i talenti e le passioni individuali di ogni bambino, che si tratti di medicina, media, ingegneria, economia o arte, e contribuiamo a sviluppare queste capacità passo dopo passo. Vogliamo che, quando entreranno all’università, lo facciano con fiducia, determinazione e una chiara comprensione del percorso che desiderano intraprendere.

Un luogo dove la gioia sopravvive

Imparare non basta. I bambini hanno bisogno anche di gioia.

Per questo trasformiamo anche le risorse più semplici in opportunità di creatività e felicità. Attraverso il disegno, la pittura, i lavori manuali, i giochi educativi e i materiali didattici realizzati con qualsiasi cosa riusciamo a trovare, i bambini riscoprono la loro immaginazione. Forniamo anche supporto psicosociale e attività ricreative che contribuiscono a restituire un’infanzia così crudelmente interrotta dalla guerra.

Condividiamo momenti di felicità così come condividiamo la speranza, dimostrando con ogni attività che questi bambini possiedono ancora una straordinaria capacità di bellezza, creatività e vitalità.

La dirigenza si forgia nel caos

Mentre trascorro le mie giornate a dirigere questa scuola, curando ogni dettaglio e prendendomi cura dei nostri studenti sia come insegnante che come figura materna, il mio percorso personale continua anche dopo il tramonto.

Quando manca la corrente, continuo a studiare per la mia specializzazione in dirigenza gestionale con un vecchio cellulare, illuminato solo dalla luce di una candela, mentre esplosioni lontane riecheggiano nella notte.

Studio perché credo che costruire le istituzioni di domani e imparare a superare la crisi non possa aspettare la fine della guerra. Deve iniziare ora, affinché possiamo rimanere degni della fiducia che questi bambini e le loro madri hanno riposto in noi.

Cambiare Gaza all’interno

La nostra più grande lotta non è semplicemente contro la distruzione. È una lotta per la conoscenza, lo sviluppo e una trasformazione duratura all’interno della stessa Gaza.

Non stiamo crescendo una generazione che aspetta la carità o la pietà. Stiamo preparando i futuri dirigenti, ingegneri, medici, innovatori, artisti ed educatori che un giorno si assumeranno la responsabilità di ricostruire la loro società.

Quando sento i bambini che mi chiamano “Maestra Lamia” mentre cammino per la scuola, mi ricordo perché questo percorso è iniziato. Quelle semplici parole sono diventate il carburante che mantiene vivo questo sogno.

Ciò che è iniziato sotto una tenda di tela è diventato un luogo dove la speranza viene insegnata insieme alla matematica, l’immaginazione viene coltivata insieme all’alfabetizzazione e i bambini sono incoraggiati a credere che il loro futuro sia più grande della guerra che li circonda.

La Scuola di Sumud è oggi la prova vivente che l’istruzione è di per sé un atto di Resistenza; che l’amore può sconfiggere l’ignoranza; e che persino in mezzo alla distruzione, menti straordinarie possono fiorire.

Nella galleria fotografica allegata, potrete vedere scorci della nostra vita quotidiana: le attività, le risate e i volti sorridenti dei futuri ingegneri, programmatori e innovatori che crescono alla Scuola di Sumud.

Lamia Hatem Othman è un’insegnante di Gaza che si è offerta volontaria per insegnare ai bambini sfollati durante il Genocidio.

Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto 
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