La guerra di Gaza non è finita, è semplicemente scomparsa dai titoli dei giornali

Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero della Sanità palestinese, 1.127 palestinesi sono stati uccisi e 3.643 feriti dall’annuncio del cessate il fuoco del 10 ottobre, oltre al ritrovamento di 800 corpi nello stesso periodo.

Fonte: English version

Gaza Herald – 18 luglio 2026

Attivisti palestinesi, giornalisti e sostenitori internazionali hanno lanciato un’ampia campagna sui social media con l’hashtag #TheyLiedToYou (#ViHannoMentito), con l’obiettivo di evidenziare le continue operazioni militari a Gaza e contestare le affermazioni secondo cui la guerra sarebbe finita o si sarebbe significativamente attenuata.

Gli organizzatori della campagna affermano che l’iniziativa mira a presentare la realtà che i palestinesi affrontano nella Striscia di Gaza, documentando gli attacchi in corso e le condizioni umanitarie sul campo. Sostengono che l’obiettivo sia contrastare le narrazioni fuorvianti che suggeriscono un ritorno alla calma dopo l’annuncio del cessate il fuoco.

Documentazione di prima mano da Gaza

La campagna si basa su video, fotografie e testimonianze dirette condivise da giornalisti e residenti all’interno di Gaza.

Secondo gli organizzatori, il materiale documenta la continuazione degli attacchi israeliani contro aree civili e quartieri residenziali, nonostante l’accordo di cessate il fuoco annunciato il 10 ottobre 2025.

Centinaia di attivisti, creatori di contenuti e giornalisti provenienti da tutta Gaza partecipano alla campagna, insieme a sostenitori arabi e internazionali. Gli organizzatori affermano che i contenuti vengono pubblicati in diverse lingue per raggiungere un pubblico più ampio e contrastare le restrizioni digitali che limitano la libertà di espressione dei palestinesi su internet.

I dati evidenziano le continue violazioni

Gli organizzatori della campagna hanno anche condiviso le statistiche ufficiali diffuse dall’Ufficio Stampa del Governo di Gaza, affermando che i dati illustrano il continuo impatto delle operazioni militari sin dall’annuncio del cessate il fuoco.

Secondo i dati, le forze israeliane hanno commesso 3.689 violazioni del cessate il fuoco, causando la morte di 1.122 palestinesi e il ferimento di altri 3.599, molti dei quali donne e bambini.

I dati indicano inoltre che gli aiuti umanitari, le forniture mediche e il carburante giunti a Gaza hanno soddisfatto solo circa il 35% del fabbisogno stimato del territorio, contribuendo al peggioramento dell’insicurezza alimentare e all’aggravarsi della crisi sanitaria.

Appelli per una maggiore attenzione internazionale

Gli organizzatori esortano i media internazionali e le organizzazioni per i diritti umani a esaminare attentamente gli sviluppi sul campo e a verificare le condizioni all’interno di Gaza attraverso documentazioni sul territorio.

Affermano che limitare le risposte internazionali a dichiarazioni politiche generiche, senza concentrarsi sugli eventi che si stanno verificando all’interno del territorio, permette alla crisi umanitaria di continuare a ricevere un’attenzione globale insufficiente.

Giornalisti: la guerra non è mai finita, è semplicemente scomparsa dai titoli dei giornali

Lo scrittore e giornalista Youssef Al-Damouki afferma che Gaza ha continuato a soffrire senza interruzione dall’inizio della guerra, sostenendo che i residenti sono stati spinti “al limite tra la vita e la morte”.

In un articolo su X, Al-Damouki ha affermato che la responsabilità si estende non solo a coloro che promuovono l’affermazione che la guerra sia finita, ma anche a coloro che accettano tali narrazioni senza metterle in discussione. Ha aggiunto che mantenere l’attenzione internazionale su Gaza potrebbe non porre fine alla guerra, ma può contribuire a far emergere la portata della crisi umanitaria, ad aumentare la pressione dell’opinione pubblica e a promuovere una maggiore consapevolezza globale.

Anche il giornalista Ahmed Hamdan ha affermato che la campagna #TheyLiedToYou è stata lanciata per sottolineare che la guerra non è finita, ma è semplicemente scomparsa dai titoli dei giornali internazionali, poiché l’attenzione globale si è spostata su altri eventi.

Nuovi appelli per l’attenzione internazionale

Il ricercatore Ali Abu Rizq ha affermato che Gaza ha recentemente vissuto una delle notti di bombardamenti più intense da quando è stato annunciato il cessate il fuoco, con attacchi israeliani che hanno colpito diverse città e quartieri, uccidendo e ferendo civili e distruggendo case.

Scrivendo su X, Abu Rizq ha affermato che il lancio della campagna #TheyLiedToYou è coinciso con un’intensificazione delle operazioni militari, un crescente numero di morti giornalieri e nuovi appelli a manifestazioni ed eventi pubblici volti a riportare Gaza al centro dell’attenzione dei media internazionali.

Una semplice speranza in mezzo alla guerra che continua

Abu Rizq ha affermato che oltre 1.000 giorni di guerra hanno lasciato profonde cicatrici psicologiche e umanitarie sulla popolazione di Gaza, con molti residenti che hanno perso la fiducia nel fatto che i soli appelli internazionali possano portare a un cambiamento significativo.

Ha aggiunto che molti abitanti di Gaza non chiedono più soluzioni straordinarie, ma sperano semplicemente di poter trascorrere una notte senza bombardamenti o sfollamenti, e un giorno senza la notizia di altre persone uccise o intere famiglie Cancellate dal registro civile.

Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero della Sanità palestinese, 1.127 palestinesi sono stati uccisi e 3.643 feriti dall’annuncio del cessate il fuoco del 10 ottobre, oltre al ritrovamento di 800 corpi nello stesso periodo.

Il Ministero afferma che il bilancio complessivo delle vittime dall’inizio della guerra, il 7 ottobre 2023, è salito a 73.250 palestinesi uccisi e 173.751 feriti.

Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto 
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