La biblioteca Khalidi: un gioiello nascosto.

La biblioteca Khalidi: un gioiello nascosto che a Gerusalemme conserva l’identità palestinese

di Vittoria Volgare, 25 maggio 2017

Camminando per la Città Vecchia di Gerusalemme si trova un’importante istituzione che potrebbe facilmente passare inosservata: la Biblioteca Khalidi. La fondazione è un tesoro nascosto ospitato in un palazzo Mamluk del XIII secolo nel cuore della città. È la più grande biblioteca privata in Palestina, con una delle più grandi collezioni di manoscritti arabi e islamici al mondo. Davanti alla continua minaccia di cancellazione portata avanti dal governo israeliano, la Biblioteca Khalidi è una manifestazione fisica e intellettuale dell’identità palestinese nella città santa.

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L’impotenza di chi guarda

Gaza Luglio 2014,  fotografo: Finnbarr O'Reilly
Gaza Luglio 2014, fotografo: Finnbarr O’Reilly

Geoff Dyer, scrittore britannico, autore di L’infinito istante. Saggio sulla fotografia

Cos’è che rende questa immagine diversa da migliaia di altre che mostrano gli effetti dell’assalto israeliano a Gaza? E ‘stato scattata in un ospedale dopo il bombardamento di una scuola gestita dalle Nazioni Unite, dove sono state uccise 16 persone. Altre immagini sono state più strazianti, mostrano  scene più terribili di  ferimenti e di morte fornendo una vista più completa della portata e dell’intensità della distruzione. Eppure non riuscivo di smettere di guardare questa.

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La Calabria che non ti aspetti con la Palestina nel cuore.

In un suo recente articolo del 2 agosto sul Manifesto Tonino Perna così scriveva riferendosi alla Calabria: “Un popolo che ha nostal­gia di un mitico pas­sato, a cui si aggrappa per spie­gare il pre­sente, è un popolo che ha perso ogni spe­ranza sul futuro. Ed invece, pro­prio la crisi eco­no­mica ed i dra­stici tagli alla spesa pub­blica offrono oggi delle grandi oppor­tu­nità per cam­biare modello di sot­to­svi­luppo, cor­ru­zione, e assistenzialismo”.

Da Squillace direzione Amaroni
Da Squillace direzione Amaroni

L’assessore della giunta Accorinti di Messina così concludeva: Leggi tutto “La Calabria che non ti aspetti con la Palestina nel cuore.”

L’uccisione di tre palestinesi in una settimana non dovrebbe essere un evento abituale

di  Mairav ​​Zonszein | Pubblicato 28 luglio 2015

Se fossero stati i palestinesi ad uccidere tre israeliani, il discorso sarebbe stato molto diverso, si sarebbe parlato di  un “escalation preoccupante” o di “un’ondata di violenza.”

Una zia di Muhammad Abu Latifa grida  al suo funerale nel campo profughi di Qalandia tra Ramallah e Gerusalemme, 27 luglio 2015. Abu Latifa è stato ucciso durante la fuga commando israeliani speciali di polizia durante un raid arresto sulla sua casa la mattina presto. (Oren Ziv / Activestills.org)
Una zia di Muhammad Abu Latifa grida  al suo funerale nel campo profughi di Qalandia tra Ramallah e Gerusalemme, 27 luglio 2015. Abu Latifa è stato ucciso durante la fuga da un commando speciale di polizia durante un raid per l’arresto nella sua casa all’albao. (Oren Ziv / Activestills.org)

Le forze militari israeliane hanno sparato e ucciso tre palestinesi nel corso dell’ultima settimana. Tutti e tre gli omicidi hanno avuto luogo durante i raid nel bel mezzo della notte per arrestare palestinesi sospettati di crimini di cui nessuno sa nulla, a volte neanche i sospettati sanno perchè sono arrestati. Anche se sembra ci fosse qualche livello di resistenza nei tre tentativi di arresti, quando sono stati uccisi non vi è alcuna prova che qualcuno dei tre fosse armato o rappresentasse  una minaccia mortale. Leggi tutto “L’uccisione di tre palestinesi in una settimana non dovrebbe essere un evento abituale”

FPLP: Gli Attacchi a Gerusalemme possono innescare la prossima esplosione contro l’occupante

Forze di sicurezza israeliane colluttazione con una donna palestinese dopo che le autorità limitano l'accesso di fedeli musulmani al complesso della moschea di Al-Aqsa
Forze di sicurezza israeliane in colluttazione con una donna palestinese dopo che le autorità hanno limitano l’accesso di fedeli musulmani al complesso della moschea di Al-Aqsa (domenica 26 luglio 2015)

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ha affermato che la continuazione degli attacchi da parte dell’occupante e colonizzatore sulla città palestinese di Gerusalemme e del suo popolo, l’ultimo dei quali alla moschea di Al-Aqsa il 26 luglio con attacchi dei  fedeli e decine di feriti, è la scintilla che può innescare la prossima esplosione per attaccare il potere dell’occupante.

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