Kefiah, l’ultima fabbrica

Palestina. Reportage dall’impianto tessile della famiglia Hirbawi, nel centro di Hebron. Oggi ormai sono gli unici a produrre, seguendo i metodi tradizionali, il tipico capo di abbigliamento arabo, divenuto negli anni un simbolo della resistenza dei palestinesi all’occupazione britannica prima e israeliana poi. Indossata negli anni durissimi della prima e della seconda Intifada col tempo la «kufiya» ha assunto il ruolo di simbolo di resistenza per i popoli di tutto il mondo

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Migranti: anche io sono un po’ razzista

Ascanio Celestini su: Il fatto quotidiano del 3 settembre 2015

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“Io sono razzista. Mi dispiace, ma sono diventata razzista”. Lo dice una signora sorridente nel negozio dove vado a comprare la carne per la cena, una che si compra il macinato di vitello. Un’altra le risponde “questi stranieri ci invadono. E noi che dobbiamo fare? Non c’è posto per tutti. E poi c’abbiamo pure la crisi, c’è la gente che non arriva alla fine del mese!” Questa altra signora prende i petti di pollo. Il macellaio li taglia con un piccolo coltello affilato e poi li schiaccia con un aggeggio tondo.

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Il passaggio del testimone: come l’ANP tenta disperatamente di non farsi rimpiazzare da Hamas

Nell’ultima settimana abbiamo assistito ad una serie di manovre all’interno del Comitato Esecutivo dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Non pochi hanno accolto con entusiasmo l’annuncio di Abu Mazen che afferma di volersi dimettere dalla sua carica di Presidente del Comitato Esecutivo dell’OLP e con lui diversi membri di Fatah e dell’Autorità Nazionale Palestinese. Purtroppo, come al solito, sono stati pochi a porsi interrogativi sensati riguardo a quest’ultimo evento.

Palestinian President Mahmoud Abbas attends the opening ceremony of the
Palestinian President Mahmoud Abbas attends the opening ceremony of the “Jerusalem in Memory” exhibition in the West Bank city of Ramallah January 4, 2015.

Prima di tutto bisogna ricordare alcune cose: l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, fondata nel 1964, venne formalmente riconosciuta da parte della Lega Araba come unico legittimo rappresentante del Popolo palestinese durante il Summit di Rabat. Leggi tutto “Il passaggio del testimone: come l’ANP tenta disperatamente di non farsi rimpiazzare da Hamas”

Diversamente occupati: Lo Shin Bet offre caffè e anche tortura

Il processo all’ avvocatessa palestinese Khalida Jarrar ha anche mostrato ciò che lo Shin Bet offre ai suoi ‘ospiti’ mentre vengono privati del sonno e ammanettati.

 Haaretz  31 agosto 2015 – Di Amira Hass,

Palestinian Legislative Council member Khalida Jarrar in Ofer military court, May 2015.Alex Levac
Palestinian Legislative Council member Khalida Jarrar in Ofer military court, May 2015.Alex Levac

Ci sono diverse ragioni per non scrivere del processo all’ avvocatessa palestinese Khalida Jarrar, che è iniziato lunedì scorso, circa cinque mesi dopo il suo arresto. L’accusa è riuscita a produrre i suoi primi testimoni la scorsa settimana.

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Israele cerca di rendere invivibile Gaza per i palestinesi.

Press TV ha intervistato Joe Catron, del Movimento di Solidarietà Internazionale di New York, per discutere di un rapporto delle Nazioni Unite secondo il quale la guerra che ha devastato la Striscia di Gaza potrebbe renderla inabitabile entro il 2020.

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Quella che segue è una trascrizione approssimativa.

Press TV: La probabilità che ciò accada è già molto alta. Quali sono gli indicatori visibili in considerazione  al fatto che ancora oggi gli abitanti di Gaza lottano già per vivere?

Catron: Beh, penso che quello che stiamo vedendo è una situazione che era già terribile, aggravata da ripetuti attacchi israeliani nella zona  dalla completa mancanza di ricostruzione. Durante  offensiva dell’estate scorsa, abbiamo visto non solo migliaia di palestinesi uccisi, ma anche intere regioni e quartieri rasi al suolo e resi invivibili per gli anni a venire.

E ora più di un anno dopo, non una sola  delle case  distrutte è stata ancora ricostruita. Quindi è chiaro che quello che stiamo vedendo è, penso, parte di un disegno evidente. E’ un qualcosa che è destinato a rendere almeno grandi porzioni della striscia di Gaza invivibili.

Press TV: Come può il mondo prevenire una crisi umanitaria a Gaza perché, letteralmente, l’enclave costiera è isolata dal mondo?

Catron: Sì. Penso che il problema fino ad ora sia stato che troppe potenze mondiali stanno affrontando la questione come  umanitaria, come se ci fosse qualcosa di simile a un terremoto o un tornado; al contrario, si tratta di qualcosa che è molto artificiale. L’assedio è ovviamente mantenuto da Israele ed è Israele che distrugge ripetutamente infrastrutture in tutta la Striscia di Gaza. L’unica soluzione che vedo, che può migliorare la situazione sul campo è una pressione su Israele, costringendolo a correggere queste condizioni.

Press TV: Quale ruolo giocano i media occidentali nel mostrare al mondo cosa sta succedendo a Gaza?

Catron: I media occidentali hanno purtroppo avuto un ruolo molto contraddittorio. A volte il loro bilancio in termini umanitari è stato buono, nel senso che hanno documentato la sofferenza  e la situazione delle singole persone, ma allo stesso tempo questa attenzione umanitaria tende a depoliticizzare e lasciare fuori il ruolo di Israele come autore intenzionale e supporter di queste condizioni atroci.

fonte: http://www.presstv.ir/Detail/2015/09/02/427388/Israel-Palestine-Gaza-united-nations-Joe-Catron