Gideon Levy: “Tutti gli israeliani sono colpevoli per aver dato una famiglia palestinese alle fiamme”

Non è semplicemente possibile fare il tifo per il comandante della brigata che spara ad un adolescente palestinese, e poi essere scioccati da coloni che lanciano una bomba incendiaria in una casa abitata.

Con Gideon Levy | Agosto 2, 2015 |

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Gli israeliani pugnalano le persone gay e bruciano i bambini. Non c’è uno straccio di calunnia, il minimo grado di esagerazione, in questa descrizione asciutta. È vero, queste sono le azioni di pochi. È vero, anche, che il loro numero è in aumento. E ‘vero che tutti – tutti gli assassini, tutti coloro che bruciano, che trafiggono, che sradicano alberi – sono della stessa fazione politica. Ma anche il campo avversario condivide la colpa. Leggi tutto “Gideon Levy: “Tutti gli israeliani sono colpevoli per aver dato una famiglia palestinese alle fiamme””

L’informazione è un’arma

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a cura di: Redazione

Nel libro “Il minore dei mali possibili” tradotto da Nicola Perugini, lo scrittore israeliano Eyal Weizman spiega come gli apparati militari, la politica e il mondo degli operatori umanitari (ONG) concordino e, sotto l’alibi del “minore dei mali possibili”, valutino qual è il numero delle vittime necessarie e con quali modalità portare a termine un’operazione militare che  sia compatibile con l’opinione pubblica del momento, per prevenire un “male maggiore”.

Se l’algoritmo impostato sui computer non dà l’ok sperato per il massacro preventivato (codice 29), si posticipa l’operazione militare per dare spazio ad una campagna di “informazione” mediatica, con  TV e giornali al posto dei bombardieri, dei carri armati o dell’Isis, necessaria per “orientare i cittadini” e creare il necessario consenso.

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Il dramma del Sud, oltre i luoghi comuni

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FUORI DAL CORO: che montagna di ipocrisia…

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Nablus, 2 agosto 2015

Scusate, ma stando qui in Cisgiordania non si può non rimanere fuori da questo coro di commossa condanna e sgomento che tutti accomuna, nel nome del piccolo Ali, ucciso a Nablus. Anzi, se foste qui sareste nauseati dall’insistenza con cui i media italiani continuano a riproporre le immagini della casa di questo bambino data a fuoco dai coloni, semplicemente perchè dalla mattina alla sera vediamo centinaia di bambini come Ali minacciati dai soldati e aggrediti dai coloni.
Ma essi non fanno notizia.

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