Prima parte – Perché molti ebrei americani stanno diventando indifferenti o addirittura ostili a Israele

Non si tratta di ciò che Israele fa. Si tratta di ciò che, nelle loro menti, è Israele.

FOTO – Dimostrante a una manifestazione davanti alla Casa Bianca durante la conferenza annuale dell’AIPAC a Washington il 26 marzo 2017. Samuel Corum / Anadolu Agency / Getty Images.

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Artiste chiedono il ritiro delle loro opere date in prestito, senza il loro consenso, alla Biennale Mediterranea di Sakhnin in Israele

Le artiste specificano dalla loro piattaforma che le loro opere d’arte sono state date in prestito senza il loro consenso dal Frac PACA e ne chiedono il ritiro.

Copertina: Zineb Sedira, Yto Barrada et Bouchra Khalili

 

 

26 giugno 2017

 

“NON ABBIAMO ACCETTATO di partecipare a questo evento.” E’ in lettere maiuscole, come per esprimere la loro collera, che tre artiste hanno voluto mettere le cose in chiaro. In una puntualizzazione firmata dall’artista francese di origine algerina Zineb Sedira e dalle artiste franco-marocchine Yto Barrada e Bouchra Khalili, le tre artiste plastiche negano di aver accettato di partecipare alla Biennale Mediterranea di Sakhnin, in Israele.

Des artistes franco-marocaine et franco-algériennes protestent de la présence de leur oeuvres à la Biennale de Sakhnin en Israël (Crédit: capture d’écran Biennale de Sakhnin)

Pubblicato il 24 giugno e ampiamente condiviso sui social network da molti attori culturali, il testo indica che le artiste hanno chiesto che le loro opere siano ritirate dalla Biennale. “Un evento artistico denominato ‘Biennale Mediterraneo’ a Sakhnin, Israele, ha recentemente annunciato attraverso la newsletter a grande diffusione e-flux la partecipazione di Yto Barrada, Bouchra Khalili, Zineb Sedira alla sua prossima edizione. E’ una menzogna e un tentativo di cooptarci. NON ABBIAMO ACCETTATO di partecipare a questo evento”, dichiara il testo.

 

Le artiste specificano dalla loro piattaforma che le loro opere d’arte sono state date in prestito senza il loro consenso dal Frac PACA (Fondo Regionale d’Arte Contemporanea Provenza-Alpi-Costa Azzurra, a Marsiglia), all’evento israeliano in seguito alla ‘richiesta del commissario della Biennale’. “Non appena abbiamo appreso di questo tentativo di cooptazione, abbiamo formalmente chiesto che la Biennalle ritiri immediatamente le nostre opere e corregga tutte le sue comunicazioni precisando il ritiro della nostra partecipazione.”

 

Yto Barrada, Bouchra Khalili e Zineb Sedira, che sottolineano di “sostenere pienamente i loro colleghi palestinesi e il popolo palestinese”, aggiungono di avere immediatamente protestato presso il Frac PACA per esprimere la loro “profonda collera per il prestito di queste opere d’arte senza il previo consenso delle artiste” e esigono dalla struttura regionale culturale francese una dichiarazione pubblica che chiarisca la posizione delle artiste. Al momento di andare online, il Frac PACA non ha l’ha ancora presentata, ma il suo direttore, Pascal Neveux, ha inviato una richiesta alla Biennale per il “ritiro immediato” delle opere, segnalando l’irritazione delle tre artiste.

 

La Biennale, che si aprirà il 29 giugno, continuerà fino al 16 dicembre.

Traduzione Simonetta Lambertini – invictapalestina.org

fonte: http://www.pourlapalestine.be/des-artistes-demandent-le-retrait-de-leurs-oeuvres-pretees-sans-leur-consentement-a-la-biennale-mediterraneenne-de-sakhnin-israel/

 

Non solo Yilmaz Güney

SIBEL SCHICK, 2017-06-15

Per molte donne kurde l’emancipazione non è scindibile dalla lotta armata, i registi e le registe kurde ci mostrano per quale motivo è così. Per Rojan, una delle protagoniste del film “Gülistan, la terra delle rose“ la relazione di potere esistente tra l’uomo e la donna è ben chiara: nessuna donna sposata è fortunata perché le spetta con certezza una vita di schiavitù.

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