Sudafrica al boicottaggio del vertice Africa-Israele

L’ambasciatore ha   proposto   una riunione speciale di tutti gli  ambasciatori dei paesi africani in Libano, per parlare del vertice con Israele e della necessità di boicottarlo.

Beirut, 12 agosto 2017

 

 

L’ambasciatore del Sudafrica in Libano e Siria, Sean Benfeldt, ha detto che il suo paese boicotterà il prossimo vertice afro-israeliano che si terrà a Togo, descrivendo l’evento come un passo per normalizzare le relazioni africane con lo stato di occupazione.

L’ambasciatore ha fatto il suo intervento durante l’incontro di venerdì a Beirut con una delegazione della segreteria generale della Conferenza popolare dei palestinesi all’estero.

Ha ricevuto un fascicolo dalla delegazione sul vertice e un altro sull’ultimo rapporto pubblicato da ESCWA sulle pratiche dell’apartheid di Israele.

Benfeldt ha affermato che il suo paese non parteciperà al vertice e prenderà contatto con altri paesi per invitarli a boicottare la riunione.

Ha sottolineato l’inumano blocco di Israele della Striscia di Gaza, ponendo l’accento sulla necessità di soluzioni pratiche alla sofferenza umanitaria della popolazione nel territorio assediato.

L’ambasciatore ha inoltre adottato la proposta della delegazione di invitare a breve in Libano ad una riunione speciale gli ambasciatori dei paesi africani per parlare del vertice con Israele e della necessità di boicottarlo.

Al termine della riunione, la delegazione ha espresso il suo ringraziamento al Sudafrica per il forte sostegno alla causa palestinese e l’intenzione di boicottare il vertice.

 

 

Traduzione Simonetta Lambertini – invictapalestina.org

fonte: https://english.palinfo.com/news/2017/8/12/South-Africa-to-boycott-Africa-Israel-summit

 

 

Simone 

di Maria Elena Delia
Tre anni fa scrivevo queste poche inutili righe, che avrei potuto aver scritto questa mattina e che sarebbero state comunque attuali. Fatta eccezione per il fatto che a tre anni di distanza, di Simone saremo in pochi a ricordarci. 
“Oggi, 13 agosto, ci ritroveremo ad ascoltare frasi di circostanza pronunciate dai rappresentanti delle nostre istituzioni per la morte di Simone Camilli, un fotoreporter italiano rimasto ucciso insieme a 5 palestinesi durante un’operazione di disinnesco di una bomba israeliana inesplosa a Gaza.

Ci teniamo, pertanto, proprio oggi, a ricordare che il nostro paese, tra quelli dell’Unione Europea, è il primo fornitore di sistemi militari allo stato israeliano, con un volume di vendite che da solo è pari a quello di Francia, Germania e Regno Unito messi insieme (dati dell’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza e Difesa).

La bomba che ha ucciso Simone, quella bomba che a Gaza ci era arrivata lanciata da un velivolo israeliano affinchè esplodesse e uccidesse altri palestinesi, quella bomba molto probabilmente è stata prodotta in casa nostra.”