I Barghouti conquistano Fatah

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Fadwa Barghouti accanto a un poster con l’immagine del marito Marwan

Territori Occupati. Marwan Barghouti, il Mandela palestinese, e sua moglie Fadwa conquistano la maggior parte dei consensi negli organismi dirigenti di Fatah. Il movimento però non si è rinnovato e il suo Congresso si è chiuso ieri senza novità, anche nella strategia politica.

Michele Giorgio  EDIZIONE DEL 05.12.2016

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49 politici che supportano la Palestina dimostrano che  in Parlamento  sta arrivando il  cambiamento 

Immagine di copertina: Parliament House, Canberra.

29 novembre, 2016 –  Michael Brull

Nelle stanze del potere australiano il supporto per uno dei popoli più oppressi del mondo rimane piccolo, ma è in crescita, scrive Michael Brull.

Il 28 novembre, 49 politici federali hanno firmato una petizione chiedendo la fine del maltrattamento esercitato da Israele sui bambini palestinesi col sistema della detenzione militare. I politici in questione sono senatori e deputati, in primo luogo dell’ALP e Verdi, ma ce ne sono anche un paio del Nick Xenophon Team, ed Andrew Wilkie.

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Israele si rifiuta di ringraziare la Palestina per l’aiuto nello spegnimento degli incendi

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Israele ha ringraziato tutti i paesi che hanno partecipato allo spegnimento di un violento incendio tranne la Palestina, portando il governo palestinese a denunciare la negligenza.

Lunedì, il Ministero degli Esteri israeliano ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui  ringrazia tutti i paesi per l’aiuto dato nello spegnimento degli incendi andati avanti per giorni scoppiati a Haifa e nella Gerusalemme occidentale occupata. L’infografica in lingua araba ha menzionato tutti questi paesi e ha mostrato loro bandiere, tranne la Palestina.

Anche se le autorità palestinesi  in questa operazione hanno rappresentato il loro paese con 8 squadre antincendio, l’infografica israeliana non ha incluso la bandiera palestinese. L’unica menzione fatta dello sforzo palestinese è apparsa in piccolo nella parte inferiore della fotografia: “La difesa civile palestinese partecipa nello spegnimento dell’incendio.”

Gli altri paesi menzionati con le loro bandiere sono: Ucraina, Stati Uniti, Grecia, Francia, Turchia, Spagna, Azerbaigian, Cipro, Giordania, Italia, Croazia, e Egitto. L’infografica ha anche menzionato i paesi che hanno offerto assistenza senza avere effettivamente inviato mezzi: Bielorussia, Regno Unito, Portogallo, Svizzera, Georgia, Bulgaria, Romania e Repubblica Ceca.

Secondo il quotidiano israeliano Maariv, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha voluto chiamare il presidente palestinese Mahmoud Abbas per la decisione di inviare gli equipaggi antincendio. Tuttavia, il Ministero degli Interni israeliano ha ritenuto improprio ringraziarlo o mostrare la bandiera palestinese nella dichiarazione.

Il Ministero degli Interni palestinese ha rilasciato una dichiarazione in cui denuncia l’ingratitudine e spiega che gli equipaggi sono stati inviati per motivi umanitari. La dichiarazione ha messo anche in luce il tentativo di Israele di screditare il ruolo umanitario della Palestina.

Traduzione Invictapalestina.org

Fonte: https://www.moroccoworldnews.com/2016/12/202784/202784/

Il ministero convoca il preside della Jerusalem School per avere ospitato il gruppo anti-occupazione Breaking the Silence

FOTO di copertrtina – Un tour organizzato da Breaking the Silence a Hebron in Cisgiordania. Credit: Olivier Fitoussi

Or Kashti,  Nov 30, 2016 11:34 PM

La convocazione è stata sollecitata da una denuncia su presunto incitamento nel programma, ma non è stato trovato nessun incitamento e non vi è alcuna formale politica del ministero che vieta tale programmazione, dicono le fonti.

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Un membro di Breaking the Silence parla in una scuola, 2016. Credit: Ofer Vaknin

Il preside di una scuola superiore di Gerusalemme è stato convocato dal Ministero dell’Istruzione dopo aver invitato membri del gruppo anti-occupazione Breaking the Silence ad un incontro con  gli studenti.

Guy Paz, preside del Liceo Adam, è stato convocato al ministero in seguito ad una denuncia secondo la quale i rappresentanti dell’organizzazione hanno dato il via all’incitamento nel programma della scuola, così hanno riferito fonti del Ministero della Pubblica Istruzione. Breaking the Silence è stato fondato da veterani dell’esercito israeliano per esporre quelli che essi sostengono essere gli abusi israeliani contro i palestinesi nei territori.

Fonti che conoscono il programma hanno negato che ci fosse un tale incitamento. Hanno riconosciuto che l’incontro è stato, sì, dibattuto, ma senza alcuna istigazione o diffamazione del governo. Funzionari del ministero hanno detto che, come risulta da una prima indagine sul programma, la denuncia all’incitamento era infondata e hanno anche rivelato che la scuola aveva invitato i rappresentanti di altri gruppi a parlare con gli studenti per fornire tutta una gamma di punti di vista.

Sembra che questa sia la prima volta che il ministero chiede di incontrare il preside di una scuola  per chiarire un programma che coinvolge Breaking the Silence, gruppo che è stato oggetto di critiche, sia per il rifiuto di svelare le fonti delle sue informazioni, sia per avere rivelato le sue conclusioni all’estero. Nel dicembre del 2015, quando l’organizzazione è stata oggetto di una grande pubblica critica, il ministro dell’Istruzione, Naftali Bennett, leader del partito di estrema destra Habayit Hayehudi, annunciò che non avrebbe permesso l’accesso del gruppo al sistema scolastico.

Al momento un comunicato del ministero dice che Bennett aveva incaricato il personale qualificato del ministero di rivedere una circolare per le scuole per renderla “chiara ed esplicita per quanto riguarda l’attività delle organizzazioni che incitano contro i soldati dell’IDF, come Breaking the Silence, nel sistema dell’istruzione”.

Non è stata però rilasciata nessuna revisione del genere delle direttive ministeriali. Il ministero ha cominciato ad esaminare la questione, ha detto una fonte, ma dopo diverse settimane è diventato chiaro che questo implicherebbe la messa al bando di Breaking the Silence. “Un tale passo non rientra nell’autorità del ministero”, ha detto la fonte, “quindi l’argomento è stato sospeso. A parte le dichiarazioni, ciò che è importante è che si sta esaminando se  è stato mantenuto l’equilibrio tra le diverse posizioni politiche.”

La proibizione dichiarata da Bennett per Breaking the Silence, ha detto un’altra fonte, sarebbe dovuta principalmente a ragioni politiche.

Quando è apparsa la probabilità che la scuola invitasse rappresentanti di Breaking the Silence, è risultato chiaro che non vi era alcun divieto ufficiale del ministero per tale programma, ha detto una fonte. Invece, tutti avevano fatto affidamento sul comunicato stampa del ministero. “Con tutto il rispetto per i portavoce del Ministero dell’Istruzione, ancora non gestiscono le scuole”, ha detto la fonte.

Il programma con Breaking the Silence si è tenuto domenica ed è durato circa un’ora e mezza. Gli studenti invitati a partecipare erano quelli delle classi dei gradi più alti della scuola, che offre un approccio educativo antroposofico sulla base delle filosofie del defunto filosofo austriaco Rudolf Steiner. Gli studenti che si sono dichiarati contrari a partecipare sono stati dispensati dal programma.

Il capo del Ministero dell’Istruzione del Distretto di Gerusalemme, Meir Shimoni, ha tenuto la seduta di chiarimento con Paz dopo che le organizzazioni My Truth (HaEmet Sheli) e Reservists on Duty (Milluimnikim Bahazit) si erano lamentate di un presunto incitamento con uno degli assistenti di Bennett.

Una fonte ha detto che gli studenti sono stati incoraggiati a partecipare e a formarsi una propria impressione su Breaking the Silence, ma è stato anche detto loro che, qualunque decisione avessero preso sarebbe stata rispettata. “L’evento fa parte del discorso pedagogico permanente costituito da un gran numero di opinioni e posizioni diverse. Esporre gli studenti a una serie di punti di vista fa parte della responsabilità educativa. ”

“Abbiamo avuto l’impressione che, piuttosto che incitamento, ci sia stata una discussione critica,” ha dichiarato un funzionario del ministero. “Un altro problema non meno importante è che la scuola ha in programma una serie di incontri con altre organizzazioni, così che gli studenti ottengano un quadro variegato. Per quanto si sa, l’incontro con Breaking the Silence è stato pertinente e rispettoso”.

Un portavoce di Breaking the Silence ha detto ad Haaretz che “le nostre lezioni non contengono incitamento contro Israele – non lo hanno mai fatto e mai lo faranno. Raccontare quello che abbiamo fatto durante il nostro servizio militare nei territori e sottolineare le ingiustizie non è incitamento, è piuttosto un obbligo sociale per il bene dello stato di Israele. La ‘denuncia’ depositata presso il Ministero della Pubblica Istruzione fa parte del continuo incitamento contro chi rompe il silenzio o disapprova la politica del governo.”

L’organizzazione ha detto che questo è un tentativo “di terrorizzare insegnanti e presidi per evitare che gli studenti delle scuole superiori ascoltino la verità. Mentre la destra è impegnata nel diffondere incitamento e menzogna, noi continueremo a presentarci nelle scuole, università, movimenti giovanili e comunità in tutto il paese e non abbiamo alcuna intenzione di fermarci o di chiudere la bocca”.

Il portavoce del ministero dell’Istruzione, Amos Shavit, ha rifiutato di rispondere alla domanda di Haaretz sulla questione.

Traduzione Simonetta Lambertini – invictapalestina.org

Fonte: http://www.haaretz.com/israel-news/.premium-1.756255

L’astro nascente arabo-israeliana della TV non è più costretta a doversi preoccupare degli umilianti controlli della sicurezza dell’aeroporto.

Foto di copertina:  L’attrice Samar Qupty a Tel Aviv. Credit Moti Milrod

Itay Stern Dec 01, 2016 7:56 PM

 

Cinema e televisione israeliani hanno offerto all’attrice palestinese Samar Qupty una vetrina per il suo talento e le hanno permesso di fare piccole incursioni contro il fanatismo – anche tra i lavoratori occasionali della sicurezza all’aeroporto Ben-Gurion.

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