Noi donne di Gerusalemme Est occupata chiediamo una immediata protezione

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Noi donne di Gerusalemme Est occupata chiediamo una immediata protezione poiché  assistiamo e subiamo diffuse e gravi violazioni dei diritti umani verso i palestinesi, compresi  attacchi fisici e lesioni, gravi minacce psicologiche e persecuzioni da parte dello stato coloniale di Israele e dai coloni israeliani.

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UNA TERZA INTIFADA

A Palestinian throws a stone at Israeli border police during clashes in the East Jerusalem neighbourhood of Silwan September 22, 2010. An Israeli security guard killed a Palestinian on Wednesday in an East Jerusalem district that sees frequent tensions over its Jewish settler enclave, local residents and Israeli police said. REUTERS/Darren Whiteside (JERUSALEM - Tags: CIVIL UNREST)

[Al Jazeera – 14 ottobre 2015]

I giovani palestinesi soffrono di un continuo disagio, l’occupazione israeliana.

Parlando di Terza Intifada, i palestinesi con meno di 30 anni discutono su chi vedono alla testa delle ultime violenze.

 Mentre le prime pagine dei media si concentrano sui drammatici attacchi all’arma bianca da parte di palestinesi e israeliani, gli uni contro gli altri, contemporaneamente nelle ultime settimane migliaia di giovani palestinesi sono scesi in strada in Israele, a Gerusalemme est, in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza per chiedere la fine della pluridecennale occupazione israeliana, per protestare contro le violenze delle forze di sicurezza israeliane e dei coloni e per chiedere il riconoscimento dei loro diritti umani.

Ovviamente gli accoltellamenti sono una novità, mentre le proteste sono di lunga data – tranne per il fatto che oggi coinvolgono una nuova generazione di palestinesi, quelli che sono cresciuti nell’epoca del processo di pace di Oslo e delle conseguenti frustrazioni e fallimenti. Come le proteste della prima Intifada nel 1987, alcune delle manifestazioni di oggi sono pacifiche, mentre altre si sono trasformate in scontri con le forze di sicurezza israeliane. Leggi tutto “UNA TERZA INTIFADA”

L’insostenibile Benyamin Netanyahu

IN UN DISCORSO AL CONGRESSO MONDIALE SIONISTA HA ADDOSSATO LA RESPONSABILITÀ DELLA SHOAH AI PALESTINESI.

Fonte: ansa.it

Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu looks on during a press conference at the Foreign Ministry in Jerusalem, Thursday, Oct. 15, 2015. Netanyahu on Thursday said he would be "perfectly open" to meeting with Palestinian President Mahmoud Abbas in order to end weeks of Israeli-Palestinian unrest. (ANSA/AP Photo/Sebastian Scheiner)

“Hitler non voleva sterminio ebrei”, bufera su Netanyahu

“Olocausto voluto da Muftì”. Anp, “vuole cambiare la storia”

 Bufera su Benyamin Netanyahu: in un discorso al Congresso mondiale sionista ha addossato la responsabilità della Shoah ai palestinesi. All’epoca Hitler – ha detto il premier – voleva “espellere gli ebrei” non “sterminarli, ma fu convinto alla Soluzione finale dall’allora Muftì di Gerusalemme Haj Amin al-Husseini, timoroso di un loro arrivo in Palestina sotto mandato britannico. Un’affermazione – poco dopo ha fatto retromarcia – che gli ha tirato contro una valanga di contestazioni interne ed esterne. A partire dai palestinesi: il presidente Abu Mazen, incontrando a Ramallah il segretario dell’Onu Ban Ki moon, ha respinto le dichiarazioni definendole “indifendibili e diffamatorie”. Leggi tutto “L’insostenibile Benyamin Netanyahu”

Milano respinge Nelson Mandela

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Enrico Bartolomei, uno studioso attento e competente scrive a pag. 219/220 di un suo libro(*):

“Il governo israeliano ha assunto un ruolo centrale a livello mondiale nell’introduzione di limiti di libertà di movimento, di militarizzazione delle comunità e di ostacolo alle lotte dei popoli per la giustizia.

Israele ha armato e addestrato le squadre della morte guatemalteche, i Contras nicaraguensi, il Cile di Pinochet e la giunta militare in Argentina. E’ rimasto stretto alleato dei regimi coloniali di apartheid in Rodesia e Sudafrica, fornendo loro armi, munizioni, addestramento, tecnologia dell’informazione e delle comunicazioni, sistemi radar, barriere elettrificate e altri sistemi di fortificazione dei confini. In breve, spesso in concerto con gli Stati Uniti, israele è stato una pedina chiave nel reprimere le lotte popolari e i movimenti di liberazione in tutto il mondo, fornendo a regimi repressivi gli strumenti per l’esercizio della violenza di stato generalizzata.” Leggi tutto “Milano respinge Nelson Mandela”

Sapere che cosa accadrà alle loro famiglie non spaventa i palestinesi

Tre residenti di Jabal Mukkaber (sobborgo palestinese di Gerusalemme est, n.d.t.) sapevano che le loro case e la vita delle loro famiglie sarebbero state distrutte, eppure sono andati a Gerusalemme martedì scorso con determinazione omicida.

di Amira Hass Haaretz, 17 ottobre 2015

Palestinians inspect the home of the Abu Jamal family that was demolished by the Israeli armyAP
Palestinians inspect the home of the Abu Jamal family that was demolished by the Israeli armyAP

La mattina del 6 ottobre, quando la polizia ha fatto saltare in aria la casa di Ghassan Abu Jamal – uno degli assassini nell’attacco terroristico di novembre alla sinagoga Har Nof – a Gerusalemme est ed ha provocato gravi danni agli appartamenti di suo fratello e dei genitori, suo cugino Ala’a Abu Jamal stava a guardare.

“Ha cercato di dire ai poliziotti ‘Perché dovevate fare questo?’ ”, ricorda S., un parente. “ ‘La Corte Suprema ha approvato la demolizione della casa di Ghassan, ma ha dato ordine di evitare di danneggiare gli appartamenti vicini. Perché colpite anche la famiglia dei genitori e del fratello?’ ” Ma loro non hanno ascoltato. “Lo hanno insultato e picchiato davanti a sua moglie e a tre bambini”, ha aggiunto S.

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