Bahrain: cosa provocherà Israele?

Copertina – Le proteste popolari contro la normalizzazione con il regime sionista in Bahrain possono servire da modello per le altre nazioni arabe della regione.

Fonte – Version française

25 settembre 2020

 

Le proteste a vari livelli così come nei diversi strati politici in Bahrain contro la normalizzazione con il regime sionista si trasformeranno senza dubbio nei giorni e nelle settimane a venire in un modello per gli altri popoli della regione: perché questi diversi popoli come i bahreiniti vorranno rifiutare qualsiasi compromesso con Israele.

I festeggiamenti politici che si svolgono ad Abu Dhabi, Manama e Tel Aviv sono estremamente seguiti dai media regionali e internazionali a scapito delle proteste del popolo del Bahrain contro la normalizzazione con Israele. Queste manifestazioni con scarso sostegno mediatico non sminuiscono in alcun modo la volontà del popolo del Bahrain di voler decidere di rimanere al fianco del popolo oppresso della Palestina e di voler difendere questa causa, non permettendo mai che il loro onore e dignità gli vengano tolti. Questa volontà ha pagato un prezzo molto alto perché decine di manifestanti in Bahrain sono stati uccisi durante queste manifestazioni e migliaia di altri sono stati arrestati, nell’assoluto silenzio dei media.

Silah Salah, membro del Consiglio nazionale della Palestina, ha così dichiarato: “Dobbiamo imparare dalla resistenza del Bahrain ed estenderla ad altri paesi del mondo arabo. Tutti i piani e i complotti americani per fare man bassa nelle regioni arabe avviando la guerra in Iraq e in altri paesi sono destinati al fallimento. In Egitto e in Giordania il vergognoso “compromesso” non è avvenuto e l’opinione pubblica resta ancora contro Israele.”

L’analista di questioni mediatiche, Aksar Soleiman, ha detto al microfono di Al-Mayadeen: “Mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si sforza di trovare, attraverso questi recenti compromessi, una tribuna per rivolgersi all’opinione pubblica araba che vuole ingannare con queste menzogne e, nonostante l’ampio coordinamento tra i media israeliani e i media vicini alle monarchie del Golfo Persico, va detto che questi sforzi, come i precedenti, non avranno mai successo.”

Rafiq Nasrallah, direttore del Centro internazionale per i media e la ricerca afferma: “L’asse della Resistenza deve concentrarsi sui media, perché in futuro giocheranno un ruolo centrale negli scontri. Il compromesso con Israele ha sfidato la coscienza araba: qualsiasi evento imminente può semplicemente far esplodere l’opinione pubblica araba. E non dimentichiamo che l’asse della Resistenza ha preso forma dopo gli accordi di Camp David.”

Il messaggio dei popoli del Bahrein e dello Yemen a tutte le nazioni arabe e ai movimenti politici della regione è di sapere: denunciate e opponetevi alla normalizzazione con il regime sionista. Non ci resta che aspettare e vedere come questo messaggio potrebbe trovare un orecchio nei paesi arabi?

 

Traduzione: Simonetta Lambertini – Invictapalestina.org

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