Come sono collegati gli sforzi di Israele per espellere l’UNRWA da Gerusalemme e reprimere i campi profughi in Cisgiordania

Mentre le forze israeliane si preparano a prendere il controllo delle restanti strutture dell’UNRWA a Gerusalemme, gli abitanti dei campi profughi di Qalandia e Shufaat temono che l’attacco all’agenzia delle Nazioni Unite sia collegato alla continua repressione militare israeliana nei campi.

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Di Qassam Muaddi – 24 agosto  2026 

L’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Impiego dei rifugiati palestinesi (UNRWA), responsabile dei campi profughi palestinesi in Palestina e nella Regione, si sta preparando a un’imminente Occupazione israeliana dei suoi locali a Gerusalemme, secondo una dichiarazione del direttore per gli affari della Cisgiordania dell’Agenzia, Roland Friedrich, del 14 agosto.

Nei giorni precedenti alla dichiarazione, le autorità municipali israeliane di Gerusalemme sono entrate nei locali dell’Agenzia nel campo profughi di Shufaat, a Nord di Gerusalemme, che comprende Il complesso scolastico dell’UNRWA, il centro sanitario e l’ufficio dei servizi sociali del campo sono stati oggetto di lavori di demolizione, si legge nel comunicato. Anche imprese private hanno iniziato a lavorare sugli edifici.

I media israeliani hanno citato il Comune di Gerusalemme, secondo il quale le proprietà non appartengono all’UNRWA, ma sono di proprietà privata, con la quale il Comune ha stipulato accordi di utilizzo. L’UNRWA, tuttavia, afferma che l’iniziativa israeliana di occupare i suoi locali a Shufaat si sta svolgendo contemporaneamente ad altre iniziative analoghe riguardanti il ​​centro di formazione professionale dell’Agenzia nel campo profughi di Qalandia, anch’esso a Nord di Gerusalemme.

Le azioni a Shufaat e Qalandia rappresentano l’ultima fase di una lunga campagna israeliana per rimuovere la presenza dell’UNRWA dalla città e, con essa, il riconoscimento legale di una popolazione di rifugiati che Israele non vuole venga riconosciuta entro i confini cittadini.

Perchè a nord di di Gerusalemme?

Sia Qalandia che Shufaat furono istituite dopo la Nakba del 1948 per ospitare i palestinesi sfollati dalle loro case in quello che sarebbe poi diventato Israele. Si trovano nella periferia settentrionale di Gerusalemme, sotto la giurisdizione del Comune di Gerusalemme e sotto il controllo israeliano sin dall’Occupazione di Gerusalemme Est nel 1967.

Tuttavia, Israele ha fisicamente isolato Qalandia e Shufaat dalla città con il muro di separazione, la cui costruzione è iniziata nei primi anni 2000, emarginando i residenti e riducendo i servizi municipali nelle due aree, impedendo al contempo all’Autorità Palestinese di esercitare qualsiasi presenza al loro interno. Ciò ha di fatto trasformato Qalandia e Shufaat in zone grigie amministrative e terre di nessuno, situate tra il muro di annessione israeliano e Ramallah, e afflitte da sovraffollamento, povertà e criminalità.

In queste condizioni, l’UNRWA è una delle poche istituzioni che fornisce servizi alla popolazione di rifugiati palestinesi, in particolare istruzione attraverso le sue scuole e i suoi centri di formazione professionale.

“Le scuole e il centro di formazione professionale sono molto importanti per la popolazione, perché offrono istruzione gratuita alle famiglie con reddito limitato e accesso limitato all’economia palestinese di Ramallah”, ha dichiarato un residente di Qalandia che ha chiesto di rimanere anonimo. “Senza le scuole dell’UNRWA, la maggior parte dei giovani di Qalandia, Shufaat e degli altri campi profughi non avrebbe la possibilità di studiare, e senza il centro di formazione professionale di Qalandia, molti di loro non avrebbero la possibilità di imparare una professione, perché la maggior parte delle famiglie non può permettersi le tasse universitarie”.

Per Jamal Jumaa, della campagna popolare palestinese Stop The Wall, l’isolamento della popolazione palestinese nei campi profughi di Gerusalemme Nord è parte della strategia israeliana per eliminare la questione dei rifugiati. “Shufaat, Qalandia e le aree circostanti che rientrano nei confini municipali di Gerusalemme ospitano più di 120.000 palestinesi, che Israele ha di fatto isolato dal resto della città”, ha affermato Jumaa. “Molti palestinesi le cui case vengono demolite a Gerusalemme, o coloro che risiedono a Gerusalemme e sposano palestinesi della Cisgiordania, finiscono per vivere in questa zona grigia”.

In questo senso, Shufaat e Qalandia sono simili ad altre zone grigie limitrofe, fungendo di fatto da discarica per i residenti palestinesi di Gerusalemme “indesiderati” da Israele. Ma la particolarità di Qalandia e Shufaat, afferma Jumaa, risiede nel loro status di campi profughi, e Israele non vuole avere una popolazione di rifugiati che risieda alla periferia di Gerusalemme.

“Ecco perché Israele prende di mira le istituzioni dell’UNRWA in questi campi”, ha spiegato Jumaa. “La presenza dell’UNRWA è la rappresentazione fisica dello status di rifugiato della popolazione”.

Rimuovere l’Agenzia dalla zona, quindi, significherebbe Cancellare lo status di rifugiato dei palestinesi in quelle aree.

Perchè l’Unwra?

L’Agenzia delle Nazioni Unite è stata creata con una Risoluzione dell’ONU nel dicembre 1949, sette mesi dopo l’ammissione di Israele all’ONU come Stato membro. L’ammissione di Israele all’organizzazione internazionale era subordinata all’attuazione della Risoluzione 194 dell’ONU, che sancisce il Diritto al Ritorno e al risarcimento dei rifugiati palestinesi: una condizione che Israele ha accettato firmandola, ma che non ha mai attuato. L’UNRWA ha ricevuto il mandato di fornire servizi umanitari ai rifugiati palestinesi, istituire campi profughi e tenere aggiornato il registro dei rifugiati palestinesi e dei loro discendenti in quanto titolari del Diritto al Ritorno.

Israele preme da anni per l’abolizione dell’UNRWA, sostenendo che l’Agenzia perpetua il problema dei rifugiati palestinesi. Per i palestinesi, l’UNRWA rappresenta il riconoscimento internazionale della difficile situazione dei rifugiati palestinesi e una testimonianza istituzionale della Nakba. Ancora più importante, è l’ente internazionale responsabile di fornire istruzione, assistenza sanitaria, lavoro e status giuridico ai rifugiati palestinesi privati ​​di questi diritti a causa dell’assenza di uno Stato Palestinese. Da entrambe le prospettive, l’UNRWA è fondamentale per la Causa Palestinese.

Nell’ottobre 2024, Israele ha approvato una legge che vietava l’attività dell’UNRWA in Israele. Successivamente, nel dicembre 2025, le forze israeliane hanno occupato la sede dell’Agenzia nel quartiere di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est, dopo una serie di attacchi compiuti da individui israeliani nei pressi della sede.

La repressione israeliana contro l’UNRWA è seguita a mesi di strangolamento finanziario dell’Agenzia, guidato dagli Stati Uniti, che hanno interrotto la loro quota di finanziamento nel gennaio 2024 a seguito delle accuse israeliane secondo cui 12 dipendenti dell’UNRWA a Gaza avrebbero partecipato agli attacchi del 7 ottobre.

L’Ufficio dei Servizi di Controllo Interno delle Nazioni Unite (OIOS) ha indagato su 19 membri del personale e, nell’agosto 2024, ha concluso che nove dipendenti “potrebbero essere stati coinvolti” negli attacchi, procedendo al loro licenziamento.

L’indagine ha riscontrato prove insufficienti a sostegno delle accuse contro altri nove membri del personale, mentre per un ulteriore caso non sono state raccolte prove, pertanto è stato archiviato. Funzionari delle Nazioni Unite hanno osservato che l’OIOS non è stato in grado di autenticare in modo indipendente la maggior parte delle informazioni fornite dalle autorità israeliane.

Cosa succederà ora?

L’attuale intensificazione della violenza a Qalandia e Shufaat segue uno schema di crescente pressione israeliana sui due campi.

A febbraio, Israele ha effettuato un’incursione a Qalandia e demolito diverse attività commerciali e strutture adiacenti alla strada principale; a maggio, le forze israeliane hanno nuovamente attaccato Qalandia e minacciato i residenti di sfollamento; e all’inizio di questo mese, le forze israeliane hanno annunciato un’operazione su vasta scala nel campo, durata diversi giorni, durante la quale hanno arrestato decine di palestinesi, li hanno interrogati sul campo e ne hanno rilasciati tutti tranne uno. In tutte queste incursioni, i residenti temevano che la sede dell’UNRWA sarebbe stata presa di mira, timore confermato da un residente di Qalandia.

“Ogni volta, i residenti si preparano all’occupazione del centro di formazione professionale del comune”, ha affermato il residente. “Ogni volta, le forze israeliane minacciano i residenti di arresto se si opporranno alle loro azioni in futuro, il che conferma che potrebbero star pianificando qualcosa, forse contro l’UNRWA”.

Per i residenti, la posta in gioco andrebbe oltre gli edifici. “Sarebbe più della perdita di un centro che ha formato innumerevoli lavoratori qualificati, o delle scuole, o del centro sanitario”, ha detto il residente. “Sarebbe l’inizio dell’imposizione del controllo diretto di Israele all’interno del campo, Cancellandone l’identità. Se Israele ci riuscisse, potrebbe iniziare a fare lo stesso in altri campi profughi”.

Qassam Muaddi è il redattore palestinese di Mondoweiss. Si occupa di sviluppi sociali, politici e culturali in Palestina e ha scritto per diverse testate in inglese e francese, tra cui la rivista cattolica Terre Sainte Magazine e altre.

Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto 
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