I DATI MOSTRANO CHE LE SOVVENZIONI SCIENTIFICHE DELL’UNIONE EUROPEA STANNO FINANZIANDO LA TECNOLOGIA MILITARE ISRAELIANA

Dall’inizio del Genocidio di Gaza, l’Unione Europea ha erogato alle nuove aziende tecnologiche israeliane gestite da ex soldati dell’IDF quasi mezzo miliardo di euro in sovvenzioni per la ricerca. Alcuni dei fondatori di queste aziende tecnologiche hanno prestato servizio come riservisti a Gaza e, in almeno un caso, la tecnologia è stata utilizzata per coadiuvare il Genocidio.

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¡Do Not Panic! – 30 agosto 2025

Il Programma Horizon Europe, descritto dall’Unione Europea come “un’iniziativa di ricerca scientifica per sviluppare una società sostenibile e vivibile in Europa”, ha assegnato circa 475 milioni di euro a 348 aziende e progetti di ricerca israeliani dall’ottobre 2023, molti dei quali sono gestiti da ex soldati e ufficiali dei servizi segreti dell’IDF.

Nel 2024, l’Unione Europea ha erogato sovvenzioni per 220 milioni di euro a 179 aziende e iniziative gestite da israeliani. L’entità di questi finanziamenti, in un anno in cui i massimi esperti mondiali di Genocidio hanno dichiarato che Israele stava commettendo un Genocidio, un anno in cui intere città sono state rase al suolo e decine di migliaia di civili sono stati assassinati, è sconcertante.

Nello stesso anno, Israele è stato anche il terzo beneficiario, dopo Francia e Germania, di sovvenzioni “Accelerator”, una componente separata del Programma Horizon, destinata a sostenere le piccole e medie imprese che lavorano per migliorare la vita in Europa.

Nel 2025, anno in cui Israele annunciò i suoi piani di Pulizia Etnica su vasta scala e gli studiosi stimarono che 434.000 palestinesi a Gaza fossero stati assassinati da Israele, i finanziamenti dell’Unione Europea per le iniziative tecnologiche israeliane superavano ancora i 110 milioni di euro.

E quest’estate, con Gaza ufficialmente spinta alla Carestia dalla deliberata Campagna di Fame di Israele e mentre la Knesset (Parlamento israeliano) votava per una Soluzione Finale, l’Unione Europea continuava a distribuire decine di milioni di euro ad aziende gestite da ex membri dell’IDF.

I finanziamenti Horizon sono fondamentali per la scienza e l’economia israeliane. Dall’inizio del Programma nel 1996, l’Unione Europea ha erogato 3,4 miliardi di euro ad aziende israeliane, alcune delle quali derivate direttamente dall’esercito israeliano. Israele è di gran lunga il principale beneficiario extra-UE di Horizon, e i suoi ricercatori ricevono una somma di denaro estremamente generosa, persino curiosa, per un Programma progettato per sostenere i ricercatori e la società europea. Il presidente dell’Accademia Israeliana delle Scienze e delle Discipline Umanistiche ha dichiarato a maggio che escludere Israele dai fondi dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione sarebbe “quasi una condanna a morte per la scienza israeliana”.

La partecipazione di Israele al Programma Horizon ha attirato l’attenzione in passato. Gli attivisti hanno sostenuto che il programma viola il suo mandato puramente civile, erogando fondi a istituzioni israeliane legate allo Stato di Sicurezza, e hanno chiesto che Israele venga escluso dal programma. Sotto la pressione del Genocidio di Gaza che sta entrando nelle sue fasi finali, la Commissione europea ha recentemente proposto un divieto limitato e parziale di accesso a Horizon per Israele. Non è chiaro, tuttavia, se questa tiepida iniziativa raccoglierà abbastanza voti dagli Stati membri per essere approvata. Sebbene la partecipazione di Israele a Horizon sia stata oggetto di controversia, i nomi degli autori di queste iniziative finanziate dall’Unione Europea, molti dei quali vantano un significativo passato militare, non sono stati ancora identificati. Abbiamo anche trovato prove evidenti che il programma, il cui obiettivo è supportare esclusivamente applicazioni civili, abbia finanziato tecnologie militari impiegate durante il Genocidio di Gaza.

I maggiori beneficiari israeliani dei fondi Horizon, come specificato dall’Unione Europea nella sua banca dati delle iniziative finanziate, sono università e istituti di ricerca israeliani. Al primo posto nella classifica di sempre, con oltre mezzo miliardo di euro di finanziamenti, c’è l’Istituto delle Scienze Weizmann, il centro scientifico più importante di Israele. Le informazioni sui progetti finanziati da Horizon presso l’Istituto sono difficili da reperire e quelle pubblicamente documentate sono avvolte in un linguaggio di uso civile. Tuttavia, il Weizmann collabora da tempo con produttori di armi israeliani, tra cui Rafael, Israel Aerospace Industries ed Elbit Systems. L’Istituto ospita anche un dottorato per soldati dell’IDF in servizio attivo, che promette di aiutarli a “bilanciare” l’uccisione con lo studio. Un comunicato stampa del 2023 vantava una sessione di numerosi scienziati tra i ricercatori di Elbit Systems e Weizmann per “integrare l’innovazione scientifica dell’Istituto Weizmann per accelerare lo sviluppo congiunto”. Da allora, Elbit e Weizmann hanno annunciato una collaborazione su materiali bioispirati per l’IDF e un telescopio spaziale militare. Il presidente di Elbit Systems, il miliardario Michael Federmann, siede nel consiglio di amministrazione dell’Istituto Weizmann. L’Iran ha danneggiato gravemente l’Istituto con un attacco missilistico mirato a giugno, citando il suo legame con l’esercito israeliano e il suo programma di armi nucleari.

Al secondo e al terzo posto della lista ci sono l’Università Ebraica di Gerusalemme e l’Università di Tel Aviv, che insieme hanno ricevuto quasi 1 miliardo di euro tramite Horizon. L’Università Ebraica ospita una base militare nel plesso che offre formazione accademica ai soldati israeliani, mentre l’Università di Tel Aviv gestisce centri congiunti con l’esercito israeliano e le aziende produttrici di armi. L’Istituto di Ricerca israeliano Technion, è quarto nella lista di tutti i tempi, con 316 milioni di euro di finanziamenti europei. Vanta numerose collaborazioni e borse di studio sponsorizzate dai maggiori produttori di armi israeliani e organizza un corso su come commercializzare l’industria bellica israeliana sui mercati internazionali. Il Technion svolge anche un ruolo chiave nello sviluppo dei droni quadricotteri che hanno ucciso innumerevoli palestinesi a Gaza.

L’Università Bar Ilan è quinta nella lista dei beneficiari di sovvenzioni dell’Unione Europea, con 123 milioni di euro. Dispone di un’intera facoltà chiamata Sezione Armi di Sicurezza, che funge da ponte verso una carriera nell’Apparato di Apartheid israeliano, offrendo corsi di laurea triennale e magistrale su tutti gli aspetti dello Stato di Sicurezza israeliano. L’Università Bar Ilan organizza anche un “evento collaborativo e intensivo” annuale in collaborazione con il Ministero della Difesa israeliano. L’Università è nota anche per la sua stretta collaborazione con lo Shin Bet, i servizi segreti israeliani.

L’Università Ben Gurion, sesta nella classifica di sempre con 121 milioni di euro di fondi pubblici dell’Unione Europea, ospita l’Istituto per la Sicurezza Nazionale, le cui collaborazioni includono aziende di armi israeliane e il Ministero della Difesa israeliano.

In queste connessioni vediamo cosa significhi la completa militarizzazione di uno Stato di Apartheid. Pochi Paesi al mondo hanno legami così palesi e dichiarati tra l’esercito, le istituzioni di sicurezza e le istituzioni accademiche.

E nel mezzo di un Genocidio commesso dalle persone e dalle tecnologie che scaturiscono da queste istituzioni, l’Unione Europea ha mantenuto aperto il rubinetto. L’anno scorso l’Istituto Weizmann ha ricevuto 52 milioni di euro e quest’anno ne ha ricevuti 15. L’Università di Tel Aviv ha ricevuto 30 milioni di euro dall’Unione Europea lo scorso anno e ha ricevuto 21 milioni di euro in fondi Horizon fino ad agosto di quest’anno. L’Università Ebraica ha ricevuto 30 milioni di euro lo scorso anno e 10 milioni di euro finora nel 2025.

Un altro beneficiario istituzionale, l’Autorità per l’Innovazione Israeliana, ha ricevuto 4 milioni di euro da Horizon nel 2024. L’Autorità per l’Innovazione Israeliana è guidata da Dror Bin, un ex ufficiale dell’Aeronautica Militare Israeliana, e il suo presidente è Ami Applebaum, che ha prestato servizio in “unità tecnologiche classificate” non meglio specificate delle IDF. Nel 2023 l’Autorità per l’Innovazione Israeliana, insieme al Ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, fanatico Genocida, ha annunciato il lancio di un nuovo fondo per le nuove aziende tecnologiche israeliane, sottolineando il ruolo dell’Autorità per l’Innovazione come parte integrante del Genocidio israeliano.

L’Unione Europea ha inoltre erogato milioni di euro in sovvenzioni Horizon per il lancio di un Polo Europeo per l’Innovazione e la Tecnologia in Israele. Parte del personale del Polo in Israele è Sahar Sazgar, che ha prestato servizio nell’Unità Egoz delle IDF, un reparto specializzato incaricato di operazioni segrete condotte da unità militari speciali, inclusi omicidi.

IBM Israele, che ha ricevuto 7 milioni di euro dal Programma Horizon dall’inizio del Genocidio, fornisce e gestisce il programma che documenta tutti gli arrivi, le partenze e gli attraversamenti palestinesi ai posti di blocco gestiti dall’esercito israeliano. IBM fornisce anche il programma che consente la raccolta sistematica di informazioni, comprese quelle biometriche, sui palestinesi.

L’esatto ammontare dei fondi dei contribuenti europei finanziati da IBM e da queste altre istituzioni è ambiguo. Ciò che i dati non possono nascondere, tuttavia, sono i nomi delle singole aziende tecnologiche e iniziative sostenute dal Programma Horizon. E queste informazioni ci dicono che i finanziamenti per la ricerca dell’Unione Europea, legalmente riservati esclusivamente all’uso civile, finanziano persone e tecnologie provenienti direttamente dall’esercito israeliano, alcuni dei quali hanno partecipato al Genocidio di Gaza.

SpacePharma, una azienda innovativa che sviluppa laboratori per orbitare nello spazio, ha ricevuto 2,1 milioni di euro di fondi Horizon lo scorso anno. L’amministratore delegato di SpacePharma, Yossi Yamin, è l’ex comandante in capo dell’Unità Satellitare Israeliana. L’Unità Satellitare è un’ala dell’Agenzia Spaziale Israeliana, a sua volta una suddivisione dell’esercito israeliano, ed è responsabile dei satelliti che sorvegliano e spiano i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania. Questi satelliti dirigono anche i lanci di missili e sono fondamentali per il sistema di intercettazione missilistica del Paese. SpacePharma è di fatto una derivazione diretta dal Sistema di Apartheid israeliano.

Il personale di OncoHost, una innovativa azienda di immunoterapia che ha ricevuto un finanziamento Horizon di 2,5 milioni di euro a maggio di quest’anno, è direttamente coinvolto nel Genocidio. Nel 2023 ha inviato cinque dei suoi dipendenti a Gaza, guidati dall’amministratore delegato Ofer Sharon.

Il fondatore di Codium, una azienda di Intelligenza Artificiale sostenuta dai fondi Horizon nel 2024, ha prestato servizio a Gaza anche all’inizio del Genocidio. Itamar Friedman ha dichiarato: “Voglio far parte delle persone che proteggono il nostro Paese”.

Un’operazione trasparente e diretta delle IDF, finanziata da Horizon, è Wi-Charge, un sistema di ricarica senza fili per dispositivi mobili che l’Unione Europea ha sostenuto lo scorso anno con 2,2 milioni di euro. Wi-Charge è nato come progetto dell’Unità 81, un’unità tecnologica specializzata all’interno delle IDF dedicata allo sviluppo di tecnologie per il mantenimento del Sistema di Apartheid. Per il loro lavoro, il gruppo dietro Wi-Charge, tra cui l’amministratore delegato Victor Vaisleib (che ha trascorso 15 anni nelle IDF) e il direttore tecnico Ori Mor, ha ricevuto il Premio per la Difesa di Israele, il più alto riconoscimento per l’eccellenza tecnologica e il contributo allo Stato di Israele.

Sightec, produttore di tecnologia di navigazione di Intelligenza Artificiale per droni, ha ricevuto quasi 2,5 milioni di euro dall’Unione Europea lo scorso anno. Abbiamo trovato prove che la tecnologia non è progettata solo per uso militare, ma è stata anche impiegata sui palestinesi di Gaza. All’inizio di agosto, l’amministratore delegato di Sightec, Roy Shmuel, si è vantato su LinkedIn che la tecnologia Sightec era “collaudata in combattimento e impiegata su oltre 3.000 droni in missioni critiche”. Questa ammissione dell’uso militare di Sightec è una chiara violazione della missione apparentemente civile di Horizon e una violazione dei trattati dell’Unione Europea che vietano esplicitamente al programma di finanziare applicazioni militari.

NeuReality è un’altra innovativa azienda israeliana di Intelligenza Artificiale sostenuta da Horizon. NeuReality, che produce unità di elaborazione utilizzate per addestrare l’Intelligenza Artificiale, è guidata da Moshe Tanach, un comune Suprematista ebreo israeliano. L’anno scorso ha pubblicato su LinkedIn la necessità di smantellare l’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite che forniva un’enorme quantità di servizi civili, tra cui cibo, ai palestinesi di Gaza. Lo smantellamento dell’UNRWA ha permesso a Israele di portare avanti la sua Campagna di Carestia a Gaza.

Una azienda sostenuta da ingenti fondi europei e intrisa di Supremazia ebraica è Belkin Vision. L’azienda, che produce laser per il trattamento delle malattie oculari, ha ricevuto 17,5 milioni di euro dal Programma Horizon. Il suo amministratore delegato, Michael Belkin, un oculista di alto profilo proveniente da una famiglia di coloni, è stato a capo di un dipartimento di ricerca nelle Forze di Difesa Israeliane e ha combattuto nella guerra del 1973 tra Israele e gli Stati arabi.

NeuroKaire, un’azienda di assistenza medica personalizzata, è un’altra azienda che riceve fondi europei guidata da un probabile Criminale di Guerra. Il suo amministratore delegato, Elad Bibi-Aviv, era Tenente Colonnello durante la Seconda Intifada, quando Israele commise numerose atrocità. Il suo profilo LinkedIn afferma che era specificamente responsabile del coordinamento delle “attività governative nei Territori”, ovvero Gaza e Cisgiordania, durante quel periodo.

Israele è una cellula terroristica ad alta tecnologia mascherata da democrazia liberale. Una logica di militarizzazione è radicata nel tessuto del Paese e l’esercito tocca ogni strato della società, compresi scienza e ricerca. Non potrebbe essere altrimenti. Israele stesso è il prodotto di espropriazioni e pulizie etniche perpetrate con la forza. L’evoluzione dello Stato è proceduta logicamente da questa base materiale.

E oggi il settore tecnologico israeliano è il fiore all’occhiello dell’economia israeliana. Genera entrate fiscali per miliardi ed è una componente centrale dell’Apartheid e del Genocidio. La scienza e la tecnologia israeliane rappresentano anche un’arma fondamentale nell’arsenale di potere convincitivo israeliano, consentendo al Paese di mascherare la sua storia brutale e il suo presente sanguinario dietro una facciata pro-scienza sociale. Ed è questo, tanto quanto i finanziamenti stessi, il motivo per cui Israele sta praticamente implorando l’Unione Europea di non escluderlo dal Programma Horizon. Attraverso l’integrazione del suo popolo nelle istituzioni europee, Horizon è parte integrante della struttura di legittimazione che circonda Israele. Questa integrazione nelle istituzioni scientifiche europee fornisce a Israele una sorta di leva coercitiva, compromettendo moralmente i ricercatori europei che lavorano con gli israeliani.

Il Programma Horizon dell’Unione Europea è un altro nodo nella rete di sostegno dei contribuenti occidentali che mantiene Israele artificialmente a galla. I ricercatori israeliani che beneficiano di sovvenzioni europee (ricercatori che hanno anche ricevuto un’istruzione superiore gratuita presso le università israeliane grazie agli aiuti occidentali) sono strutturalmente parte integrante del Genocidio israeliano e alcuni hanno probabilmente commesso direttamente, o contribuito a, Crimini di Guerra.

La capacità dell’Unione Europea di svincolarsi dalla scienza e dalla ricerca israeliane contribuirà a determinare se, contro ogni previsione, il liberalismo riuscirà a trovare un centro morale e a rinascere.

¡Do Not Panic! (¡Non fatevi prendere dal panico!) è un progetto giornalistico che si occupa di malattie, ecologia, tecnologia, potere, impero, capitalismo e società.

Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto 
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