Il capo del Comando Centrale israeliano ha affermato che nelle operazioni in Cisgiordania le truppe stanno uccidendo palestinesi a livelli senza precedenti dal 1967 .
Fonte. English version
Immagine di copertina: La violenza contro i palestinesi in Cisgiordania continua ad aumentare.
Naif Zaidani – Haifa, 4 maggio 2026
Secondo quanto riportato durante una riunione militare a porte chiuse, un alto comandante dell’esercito israeliano si sarebbe vantato del fatto che le forze armate stanno uccidendo palestinesi nella Cisgiordania occupata a un ritmo mai visto dal 1967.
Avi Bluth, capo del Comando Centrale dell’esercito israeliano, avrebbe ammesso che le forze israeliane stanno “uccidendo come non si uccideva dal 1967”, secondo quanto riferito domenica dal quotidiano israeliano Haaretz.
L’anno 1967 rimanda alla guerra dei Sei Giorni, l’offensiva israeliana su più fronti contro i Paesi confinanti, durante la quale ebbe inizio l’occupazione della Cisgiordania.
Bluth avrebbe inoltre riconosciuto che l’esercito applica regole diverse nei confronti dei lanciatori di pietre israeliani e palestinesi, citando le conseguenze interne legate all’uso della forza letale contro cittadini israeliani.
“Il fatto che i soldati sparino contro ebrei ha gravi ripercussioni sociali”, avrebbe dichiarato, aggiungendo: “Sì, c’è una certa discriminazione”.
Il comandante si sarebbe inoltre vantato di un allentamento delle regole d’ingaggio nei confronti dei palestinesi, in particolare di coloro che si avvicinano o attraversano la barriera di separazione.
“Oggi, nella zona di confine, è consentita la procedura di arresto del sospetto, incluso sparare alle gambe o sotto il ginocchio, per far percepire l’esistenza della barriera”, avrebbe affermato.
Riferendosi all’elevato numero di palestinesi colpiti agli arti inferiori, Bluth avrebbe aggiunto sarcasticamente: “Oggi nei villaggi palestinesi ci sono molti monumenti a persone rese zoppe: individui che hanno tentato di infiltrarsi e sono rimasti feriti. C’è un prezzo da pagare”.
Il comandante avrebbe inquadrato questa politica come parte degli sforzi per prevenire il ripetersi degli attacchi del 7 ottobre in Cisgiordania, descrivendo l’approccio militare come una forma di “aggressione precisa”.
Avrebbe inoltre dichiarato: “Il mio elemento distintivo è il contatto costante con i palestinesi e la continua trasformazione dei villaggi in aree di confronto”.
Secondo le sue affermazioni, le forze israeliane avrebbero ucciso 1.500 palestinesi in tre anni, definiti come “militanti”.
“Abbiamo ucciso 1.500 terroristi in tre anni. Allora perché non c’è rivolta? Perché non scendono in piazza? Perché l’opinione pubblica palestinese resta indifferente?”, avrebbe detto. “Il 96% dei 1.500 uccisi era coinvolto nel terrorismo e solo il 4% non lo era”.
Bluth avrebbe inoltre sostenuto: “Il 70% era armato. Inoltre, gli arabi sanno che se qualcuno tenta di ucciderti, devi colpire per primo: questa è una regola in Medio Oriente. Per questo stiamo uccidendo come non si uccideva dal 1967”.
Tali affermazioni non hanno potuto essere verificate in modo indipendente. Diverse organizzazioni per i diritti umani accusano tuttavia Israele di colpire arbitrariamente i palestinesi in Cisgiordania.
Riguardo ai palestinesi accusati di lanciare pietre, il comandante avrebbe dichiarato: “Questo è terrorismo… e nel 2025 abbiamo ucciso 42 persone che lanciavano pietre sulle strade”.
Al contrario, riferendosi a episodi documentati di coloni israeliani coinvolti nel lancio di pietre, Bluth avrebbe affermato di essere contrario all’uso delle armi da fuoco.
In un altro passaggio, avrebbe citato diversi episodi in cui soldati hanno sparato contro israeliani, definendoli casi controversi che hanno generato forti ripercussioni sociali.
Infine, Bluth avrebbe richiamato l’attenzione sulle disparità nella detenzione amministrativa, sottolineando che migliaia di palestinesi vengono detenuti senza processo, mentre ciò non avviene per gli israeliani.
“Sapete quanti detenuti amministrativi arabi ci sono attualmente? Più di 4.000. Non ci sono detenuti amministrativi israeliani”, avrebbe dichiarato.
La detenzione amministrativa consente alle autorità israeliane di trattenere persone senza imputazione né processo, sulla base di motivi di sicurezza non specificati. La pratica è ampiamente criticata dalle organizzazioni per i diritti umani, che la considerano priva di adeguate garanzie procedurali e utilizzata per reprimere l’attivismo palestinese.
Traduzione a cura di Grazia Parolari
“Tutti gli esseri senzienti sono moralmente uguali”
Gli altri articoli del BLOG: Invictapalestina.org
Eventi a noi segnalati: Eventi
Disclaimer: non sempre Invictapalestina condivide le opinioni espresse negli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire e approfondire gli argomenti da noi proposti. I contenuti offerti dal BLOG sono redatti/tradotti gratuitamente con la massima cura/diligenza, Invictapalestina tuttavia, declina ogni responsabilità, diretta e indiretta, nei confronti degli utenti e in generale di qualsiasi terzo, per eventuali imprecisioni, errori, omissioni.

