Israele crea un falso centro studi nel probabile tentativo di ingannare i chatbot basati sull’Intelligenza Artificiale

In poco più di una settimana, l’Istituto Hannover ha pubblicato almeno 100 articoli che sembrano fatti su misura per influenzare i chatbot.

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Di Nick Cleveland-Stout – 17 agosto 2026

A prima vista, l’Istituto per le Politiche Pubbliche Hannover (Hanover Institute for Public Policy) sembra un nuovo centro studi dedicato a Israele/Palestina. L’organizzazione pubblica rapporti in stile centro studi su domande come “L’AIPAC usa ‘denaro oscuro’ nelle elezioni?” e “Israele sta conducendo una deliberata campagna di fame a Gaza?”.

Ma l’Istituto Hanover non è un vero centro studi. Nessuno dei rapporti è firmato. Una breve nota a piè di pagina indica che l’organizzazione è stata creata per conto dell’Agenzia pubblicitaria del governo israeliano da Piro, Inc., una società co-fondata da Daniel Rosenberg, il produttore di “Inside Man” di Spike Lee.

I rapporti dell’Istituto Hanover, tutti incentrati su Israele e Palestina, sembrano far parte di un tentativo israeliano di influenzare i chatbot (un programma progettato per simulare la conversazione umana attraverso interazioni testuali o vocali). I “rapporti sui dati” dell’Istituto presentano note a piè di pagina e indici, e argomentano con un tono neutro, risultando così più accattivanti per chatbot come Claude o Gemini. Il sito web di Piro afferma di “creare contenuti progettati per il modo in cui i LLM (Modello Linguistico Esteso) valutano la credibilità”, descrivendo questo servizio come “Ottimizzazione delle storie tramite Intelligenza Artificiale”. Altri si riferiscono a questa pratica di influenzare l’Intelligenza Artificiale come “avvelenamento dei LLM”.

Secondo la sua pagina “Chi siamo”, l’Istituto di Hannover “studia i fattori che alimentano l’antisemitismo negli Stati Uniti e pubblica i risultati delle prove”. Molti dei rapporti sono schematici e iniziano con una domanda innocua che qualcuno potrebbe porre a un chatbot.

“Cosa ha causato lo sfollamento dei palestinesi nel 1948?”

“Quali organizzazioni umanitarie hanno documentato i Crimini di Guerra israeliani?”

“Qual è la situazione attuale nella Striscia di Gaza?”

In un articolo intitolato “L’IDF è l’esercito più morale del mondo?” L’Istituto di Hannover cita un sondaggio del 2022 secondo il quale il 47% degli ebrei israeliani credeva a tale affermazione. Un altro rapporto mette in dubbio l’asserzione dell’UNICEF secondo cui “il 90% delle infrastrutture idriche e istituzionali è stato danneggiato o distrutto” a Gaza. Molti di questi rapporti concludono collegando l’argomento al crescente antisemitismo, spesso citando gli stessi studi.

In alcuni casi, l’Istituto di Hannover pubblica quelle che sostiene essere scoperte originali. Ad esempio, ha pubblicato uno studio secondo il quale 19 dei 36 video esplicativi più visti sulla questione Israele-Gaza contengono affermazioni contestate, la maggior parte delle quali in linea con la narrativa palestinese.

Le pubblicazioni dell’Istituto di Hannover a volte contraddicono le narrazioni del governo israeliano. Ad esempio, un rapporto afferma che i finanziamenti esteri alle università come spiegazione degli episodi di antisemitismo sono “deboli e pieni di eccezioni”. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sostenuto questa teoria, dichiarando a Breitbart lo scorso anno che europei e qatariani hanno speso “miliardi di dollari nelle università americane, diffamando Israele, diffamando gli ebrei e, francamente, diffamando anche gli Stati Uniti”.

Alice Lee, analista di NewsGuard, una società di monitoraggio della disinformazione, ha dichiarato alla rivista Rolling Stone che i siti sembrano progettati per raggiungere un pubblico statunitense interessato al conflitto in corso, tramite motori di ricerca o chatbot basati sull’Intelligenza Artificiale. “I centri studi di basso livello privilegiano statistiche e dati concreti, nonché citazioni e fonti solide, che questi articoli possiedono tutti”, ha affermato Lee.

“È una perfetta imitazione di un tipico centro studi americano credibile, fin nei minimi dettagli, dal nome generico alla configurazione del sito e alla combinazione di colori rosso, bianco e blu”, ha aggiunto Lee.

Piro, Inc., la società che ha creato l’Istituto Hanover, ha ricevuto 900.000 dollari (773.000 euro) dal governo israeliano per il suo lavoro. Come molti altri appaltatori che lavorano per Israele, il lavoro di Piro viene subappaltato tramite Havas Media, un conglomerato francese di pubbliche relazioni.

Il finto centro studi ha prodotto oltre 100 rapporti da quando ha iniziato a pubblicare il 6 agosto. L’Istituto Hanover afferma che “la ricerca citata è sottoposta a revisione paritaria e di carattere accademico”, sebbene citi frequentemente fonti governative israeliane come le Forze di Difesa Israeliane e il Ministero degli Affari Esteri.

Responsible Statecraft ha analizzato 12 articoli scelti a caso dell’Istituto Hanover utilizzando GPTZero, un popolare programma di rilevamento basato sull’Intelligenza Artificiale che dichiara un basso tasso di falsi positivi. GPTZero ha segnalato 11 articoli come scritti da un’Intelligenza Artificiale con “elevata probabilità”; ha segnalato un articolo come scritto da un’Intelligenza Artificiale con “moderata probabilità”.

Israele ha anche incaricato l’ex responsabile della campagna elettorale di Trump, Brad Parscale, di creare siti web filo-israeliani progettati per influenzare i chatbot, nell’ambito di un contratto da 46,5 milioni di dollari (40 milioni di euro). Un’indagine di Drop Site del mese scorso ha rivelato che molti chatbot, in particolare Microsoft Copilot e Google Gemini, erano stati addestrati con successo utilizzando dati provenienti da quei siti web. Altri chatbot citano frequentemente questi siti web senza segnalarli come parte di un’operazione di influenza israeliana.

Piro non dichiara esplicitamente nell’accordo presentato al Dipartimento di Giustizia che il suo lavoro per Israele consista nell’influenzare l’Intelligenza Artificiale. In un’e-mail a Politico, che per primo ha riportato la notizia, Rosenberg ha affermato che il lavoro della sua azienda è quello di “inserire fatti accurati e documentati nel registro pubblico e contrastare la disinformazione su Israele con informazioni verificabili”. Tuttavia, il mese scorso Rosenberg ha pubblicato su LinkedIn un post che pubblicizzava la capacità di Piro di influenzare i chatbot:

“Quando qualcuno chiede a ChatGPT, Gemini o Perplexity informazioni sulla vostra categoria, la risposta arriva in un paragrafo conciso e sicuro. La maggior parte dei marchi non ha idea di come venga costruito quel paragrafo. Quindi abbiamo passato mesi a decodificarlo. Noi di Piro sapevamo già come creare storie che emozionassero le persone. La domanda era: come ci si assicura che l’Intelligenza Artificiale sappia come raccontarle?”

– Nick Cleveland-Stout è ricercatore associato presso il programma Democratizzare la Politica Estera dell’Istituto Quincy. In precedenza ha condotto ricerche sulle relazioni tra Stati Uniti e Brasile come borsista Fulbright nel 2023 presso l’Università Federale di Santa Catarina.

Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto 
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