Per le donne che vivono nei sovraffollati campi profughi di Gaza, il ciclo mestruale è diventato una lotta per l’acqua, i prodotti per l’igiene, gli antidolorifici e la dignità.
Midnight Adams – 1 settembre 2026
Quando gli ordini di evacuazione israeliani sono arrivati a Gaza, la sedicenne Leena ha avuto solo pochi minuti per raccogliere le sue cose e fuggire da casa per mettersi in salvo. Preparare gli assorbenti non le è nemmeno passato per la testa.
Pensava che sarebbe tornata a casa entro pochi giorni, ma ora, tre anni dopo, è ancora sfollata a Deir al-Balah, insieme a migliaia di altre persone, ammassate in campi improvvisati dove gestire le mestruazioni è diventato quasi impossibile.
“Avevamo con noi solo poche cose. Quando siamo partite, non mi è venuto in mente di portare con me gli assorbenti igienici perché non ci aspettavamo che la guerra fosse così”, racconta Leena a The New Arab.
A causa dello stress, della paura e della malnutrizione, dovuti al genocidio in corso perpetrato da Israele nell’enclave assediata, Leena ha avuto un’interruzione del ciclo mestruale per un anno e mezzo.
Questo ha portato ad altri problemi di salute, come la perdita dei capelli e disturbi fisici, che sta ancora curando.
Per le donne di Gaza, le mestruazioni sono diventate un fardello temuto, associato alla perdita dell’autonomia sul proprio corpo.
“Si inizia a provare imbarazzo per il semplice fatto di essere donna”, osserva Maria Rashed, attivista palestinese per i diritti mestruali.
Nonostante un blocco durato 18 anni e i continui attacchi da parte di Israele, Gaza ha storicamente mantenuto un buon accesso ai servizi igienico-sanitari e all’assistenza sanitaria mestruale.
Dina, sfollata con le figlie e residente in una tenda condivisa a Nuseirat, ha descritto le condizioni prima dell’ottobre 2023 come di “completa indipendenza e accesso privato ai prodotti per la cura personale per ogni membro della famiglia”.
Ma la possibilità di gestire le mestruazioni in modo sicuro dipende dall’accesso all’acqua potabile, una risorsa che è diventata rapidamente scarsa quando le forze di occupazione israeliane hanno iniziato ad attaccare le risorse idriche e gli impianti di desalinizzazione .
Il 9 ottobre 2023, Israele ha annunciato un ” assedio totale” di Gaza , che includeva restrizioni all’elettricità, la quale alimentava gli impianti di desalinizzazione che fornivano acqua potabile ai 2,1 milioni di palestinesi che vivono nell’enclave.
Nel giro di pochi giorni, le agenzie umanitarie hanno annunciato che i sistemi idrici e igienico-sanitari di Gaza sarebbero collassati .
Con il protrarsi del blocco, assorbenti e tamponi divennero introvabili. Anche quando era possibile acquistarli, spesso venivano venduti a prezzi esorbitanti.
Ayah, che vive a Deir Al-Balah con le sue tre figlie, ha descritto un “difficile compromesso tra l’utilizzo del nostro piccolo quantitativo di denaro per comprare cibo o assorbenti a prezzi esorbitanti al mercato”. Ha aggiunto che acquistare assorbenti a un prezzo dieci volte superiore a quello normale spesso “va a scapito della cena della nostra famiglia”.
Liz Alcock, responsabile della protezione umanitaria presso Medical Aid for Palestinians, ha visitato Gaza diverse volte dall’inizio del genocidio.
Descrive un blocco mirato dei prodotti per l’igiene mestruale alla frontiera.
“Sono state portate via saponette, assorbenti igienici. Sono stati portati via tutti i tipi di cose che avrebbero garantito un livello minimo di decenza alle persone, in un momento in cui questi articoli erano in gran parte introvabili”, racconta Liz a The New Arab.
Ma la povertà mestruale è molto più che la semplice mancanza di assorbenti. Include la mancanza di accesso a sapone, acqua pulita, servizi igienici privati e antidolorifici.
Quando questi fattori si combinano, la dignità di una donna viene calpestata e lei diventa incapace di svolgere le attività quotidiane.
Israa Saleh, accademica palestinese-americana tornata a Gaza poco prima dell’inizio del genocidio, collabora con Medici del Mondo per fornire supporto in materia di salute sessuale e riproduttiva ai palestinesi in tutta la Striscia.
“Le condizioni meteorologiche e di vita estreme rappresentano un’ulteriore difficoltà per le donne durante il ciclo mestruale; ne aggravano i problemi, che si tratti di dolori lievi o di sanguinamenti abbondanti.”
In qualità di operatrice umanitaria, Israa ha dovuto prendere decisioni difficili su a chi potesse somministrare farmaci, come antidolorifici e contraccettivi.
Aggiunge: “Come operatrice sanitaria, ti senti ingiusta nel prendere queste decisioni”, soprattutto quando non ha potuto prescrivere la pillola anticoncezionale per i disturbi mestruali, un trattamento comune per alleviare il sanguinamento abbondante o irregolare.
Queste condizioni hanno costretto le donne a fare enormi sacrifici, persino per delle estranee. Dina ricorda come, in mezzo alla scarsità d’acqua, “le donne del vicinato contribuissero con un litro della loro preziosa acqua per dare una mano [a lavare i panni macchiati]”.
Perché le mestruazioni sono state trascurate?
Mentre la comunità internazionale si indignava quando le Nazioni Unite dichiararono che il 100% della popolazione di Gaza soffriva di grave insicurezza alimentare , nell’agosto del 2025 le mestruazioni non ricevettero la stessa attenzione.
La salute delle donne in tempo di guerra viene inquadrata principalmente in relazione alla fertilità, alla gravidanza e al parto, il che solleva di per sé problematiche etiche.
Ciò comporta un silenzio mediatico pressoché totale sul tema delle mestruazioni e sulle relative conseguenze fisiche e psicologiche.
Liz riflette su questo, dicendo: “Non è facile convincere i media. Ai media piace vedere il numero di camion che arrivano, il numero di ospedali che tornano operativi, le tonnellate di cibo che arrivano e la disponibilità di acqua.”
Le mestruazioni non sono facilmente misurabili in questo modo e le discussioni sull’argomento sono sempre appesantite da sentimenti di vergogna o imbarazzo.
Per le ragazze che vivono il loro primo ciclo mestruale, questo può avere un impatto profondo sulla comprensione e sulla percezione del proprio corpo.
Israa osserva che le ragazze adolescenti spesso “non sono pienamente consapevoli dell’importanza di esprimere [i propri bisogni]. Non si rendono conto che è una priorità”.
Ha aggiunto che il silenzio generale sulla questione fa sì che non venga riconosciuta come un problema di salute pubblica e, di conseguenza, non venga considerata una priorità dalle agenzie umanitarie nella misura in cui dovrebbe esserlo.
Anche Ayah ha richiamato l’attenzione su questo problema, affermando: “La maggior parte degli addetti alla distribuzione sono uomini che non comprendono le esigenze delle famiglie con più donne, e distribuiscono un solo kit per tutta la famiglia”.
Anche Leena è stata colpita da questo silenzio. “Mi vergogno a parlare del mio ciclo mestruale perché ci sono cose più importanti che mi preoccupano”, ha dichiarato a The New Arab.
Nonostante ciò, il silenzio continua, con grande frustrazione di molte donne e ragazze in tutta Gaza.
Hala, sfollata dal nord di Gaza e ospitata in una scuola dell’UNRWA a Deir al-Balah, ha chiesto alla comunità internazionale di “considerare gli assorbenti igienici e l’igiene femminile come un diritto umano fondamentale. Sono essenziali per la vita quanto il cibo e l’acqua”.
Israa concorda, affermando: “Dobbiamo semplicemente pensare agli abitanti di Gaza come a esseri umani”.
Il messaggio di Leena al mondo è semplice: “Non abbiamo forse il diritto di vivere in pace, quantomeno?”
Tutti i nomi sono stati modificati per tutelare la privacy delle persone intervistate.
Midnight Adams è una giornalista documentarista scozzese di fede musulmana, attualmente iscritta al Master in Umanitarismo, Aiuti e Conflitti presso la SOAS, Università di Londra. È un’attivista impegnata per la parità mestruale, avendo tenuto discorsi per la WOW Foundation e scritto articoli sull’argomento per diverse testate giornalistiche arabe. Attualmente sta lavorando al suo primo lungometraggio documentario, Daughters of War, che esplora le vite di donne e ragazze che hanno le mestruazioni nelle comunità colpite da conflitti.
Traduzione a cura di Grazia Parolari
“Tutti gli esseri senzienti sono moralmente uguali”
Gli altri articoli del BLOG: Invictapalestina.org
Eventi a noi segnalati: Eventi
Disclaimer: non sempre Invictapalestina condivide le opinioni espresse negli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire e approfondire gli argomenti da noi proposti. I contenuti offerti dal BLOG sono redatti/tradotti gratuitamente con la massima cura/diligenza, Invictapalestina tuttavia, declina ogni responsabilità, diretta e indiretta, nei confronti degli utenti e in generale di qualsiasi terzo, per eventuali imprecisioni, errori, omissioni.
