Come Israele e i suoi sostenitori lavorano per censurare Internet (quarta parte)

“Noi censuriamo informazioni importanti per i nostri nemici che non hanno le nostre capacità, non hanno un cervello ebreo, e dunque il nostro nemico si basa in larga misura su un’informazione trasparente” – Copertina tratta dall’articolo su Unit 8200 sul sito web Britain Israel Communications and Research Centre.

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di Alison Weir, 8 marzo 2018

Ministero del governo israeliano sostiene segrete campagne online

 

Il generale Sima Vaknin-Gil ha detto agli sviluppatori di tecnologia israeliani di ‘inondare Internet’ con propaganda filo-israeliana. Come capo censore di Israele, ha detto: “Noi censuriamo informazioni importanti per i nostri nemici che non hanno le nostre capacità, non hanno un cervello ebreo, e dunque il nostro nemico si basa in larga misura su un’informazione trasparente …”

Il Ministero degli affari strategici di Israele, che è dietro a questo e ad altri progetti simili, ha mobilitato risorse ingenti per le attività online.

L’israeliano Ynet news riferisce che la direttrice del ministero “la vede come una guerra a tutti gli effetti. ‘La delegittimazione contro lo Stato di Israele può essere frenata e contenuta con pubblica diplomazia e strumenti soft’, afferma. ‘Per vincere, tuttavia, dobbiamo usare trucchi e astuzia’”.

La direttrice, generale Sima Vaknin-Gil, ha detto ad un forum di sviluppatori israeliani di tecnologia: “Voglio creare una comunità di combattenti”. L’obiettivo è “frenare le attività degli attivisti anti-israeliani” e “inondare Internet” con contenuti pro-Israele.

Un rapporto israeliano di dicembre ha indicato che il ministero ha acquisito un budget di circa 70 milioni di dollari per “trovarsi in prima linea nella battaglia contro la delegittimazione, adottando metodi presi dai campi dell’intelligence e della tecnologia. C’è un motivo per cui i funzionari del ministero lo definiscono come ‘un terrorismo di guerra contro la coscienza’.” [‘Delegitimizzazione’ è un termine israeliano normalmente usato per definire la critica a Israele. Vedi qui per una discussione del termine.]

Un articolo di Ha’aretz riporta: “I dirigenti del Ministero degli Affari strategici si considerano i capi di un’unità di comando che raccoglie e diffonde informazioni sui ‘sostenitori della delegittimazione di Israele’ e preferiscono che le loro azioni siano tenute segrete”.

L’articolo riporta che il ministero prevede un ruolo dal titolo ‘Alto funzionario – regno nuovi media’, responsabile della sorveglianza e delle attività ‘nel regno digitale’.

Questo capo è responsabile dell’analisi dei social media e della formulazione di una campagna sui social media contro siti e attivisti considerati una minaccia per Israele.

Tra le responsabilità del lavoro ci sono: “Analisi del mondo dei social media, in termini di contenuto, tecnologia e struttura di rete, con risalto dei centri di gravità e focus di influenza, metodi, messaggi, organizzazioni, siti e attivisti chiave, studiando le loro caratteristiche, aree, regni e modelli chiave di attività della campagna rivale e formulazione di una strategia per una campagna di sensibilizzazione contro di loro in questo ambito e gestione delle crisi sui social media. Cioè, rilevamento delle attività principalmente nell’arena digitale.”

I funzionari del ministero sono incaricati di “costruzione e promozione di programmi creativi e adeguati per i nuovi media”.

L’unità procura di mantenere segrete le proprie attività al pubblico. Ad esempio, un programma di formazione di giovani israeliani per attività sui social media è stato esentato dalla pubblicazione di un’offerta pubblica di finanziamento. Allo stesso modo, l’unità speciale del ministero contro la delegittimazione, “Hama’aracha” (La battaglia), è esclusa dalla legge israeliana sulla libertà d’informazione.

 

FOTO – Il 29° piano della Champion Tower di Tel Aviv è il centro nevralgico 24/7 [tempo pieno] di una ‘guerra’ in cui agenti israeliani lavorano dietro le quinte anticipando la legislazione statunitense, silurando eventi, organizzando contro-proteste e chiudendo conti bancari … La direttrice dice: “Per vincere dobbiamo usare trucchi e astuzia.”

Le sue attività comprendono una ‘sala operativa 24/7 che monitora tutte le attività di delegittimazione contro Israele: proteste, conferenze, pubblicazioni che chiedono un boicottaggio anti-israeliano e iniziative di boicottaggio degli organismi internazionali’. La sala operativa trasferirà le informazioni alle persone interessate perché forniscano una risposta adeguata a queste attività, sia con una contro-protesta o con mosse da dietro le quinte per impedire l’iniziativa’.

Altri programmi includono un progetto da 22 milioni di shekel per lavorare tra sindacati e associazioni professionali all’estero ‘per sradicare la capacità delle entità BDS di influenzare i sindacati’ e un programma di 16 milioni di shekel incentrato sulle attività degli studenti in tutto il mondo.

 

Israele Unit 8200

 

Foto tratta dall’articolo su Unit 8200 sul sito web Britain Israel Communications and Research Centre.

 

Un’altra entità israeliana che svolge un ruolo nell’attività nascosta su Internet è il leggendario ramo di spionaggio ad alta tecnologia dell’esercito israeliano, Unit 8200. Questa unità è composta da migliaia di “cyber-guerrieri” in gran parte fra i 18 a 21 anni di età, alcuni anche più giovani. Alcuni dei suoi laureati hanno raggiunto posizioni di vertice in società tecnologiche operanti negli Stati Uniti, come Check Point Software (dove il marito del capo di Jewish Voice for Peace è impiegato come architetto di soluzioni).

Nel 2015 il ministero degli Esteri israeliano ha annunciato piani per “istituire un comando speciale per combattere l’incitamento anti-israeliano sui social media”. Il comando opererebbe sotto il dipartimento di hasbara (propaganda) del Ministero degli Esteri e in particolare recluterebbe i laureati di Unit 8200.

Un articolo di Jewish Press sul nuovo comando riporta che Unit 8200 “ha raggiunto una grande reputazione per l’efficacia nella raccolta di informazioni, compresa la gestione di una massiccia rete di spionaggio globale. Diversi ex allievi di 8200 sono andati a costituire importanti aziende IT (information technology) israeliane, tra cui Check Point, ICQ, Palo Alto Networks, NICE, AudioCodes, Gilat, Leadspace, EZchip, Onavo, Singular e CyberArk.”

 

Quartier generale di Check Point Software a Tel Aviv. Fondata da un ex membro di Unit 8200, ha uffici anche in tutti gli Stati Uniti. Le aziende tecnologiche israeliane talvolta assistono nei tentativi di spionaggio online.

Numerose compagnie tecnologiche israeliane, molte delle quali guidate da ex ufficiali dell’intelligence militare, assistono in questi tentativi di spionaggio online, ricevendo talvolta finanziamenti del governo israeliano “per iniziative digitali volte a raccogliere informazioni sui gruppi di attivisti e contrastare i loro sforzi”.

Secondo la dichiarazione del ministero, tra le attività del Comando c’è “la ricerca di video con contenuti incendiari e l’invio di reclami ai siti Web pertinenti”.

Per essere chiari, si tratta di un esercito occupante che lavora segretamente per ottenere la censura di segnalazioni sulle sue atrocità.

 

 

Traduzione Simonetta Lambertini – invictapalestina

Fonte: https://israelpalestinenews.org/israel-partisans-work-censor-internet/

 

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