Nessun denaro dell’UE per l’industria israeliana delle armi

Un invito a porre fine al ruolo dell’UE nella militarizzazione e nei profitti ricavati dalle violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi occupati.

Aggiornamento giovedì 19 aprile con inserimento di un video  sull’argomento.

L’UE ha finanziato la ricerca industriale di sicurezza per molti anni. Il bilancio generale dell’UE per ricerca sulla sicurezza è triplicato da 1,4 miliardi, nel periodo di bilancio precedente, a 3,8 miliardi di euro dal 2014 al 2020.

Il denaro del contribuente europeo viene incanalato verso società militari, tra loro molte corporazioni israeliane, sotto la maschera della ricerca e della promessa che le tecnologie e le tecniche sviluppate saranno utilizzate esclusivamente a scopi civili.

Uno dei modi in cui le armi e le società militari hanno ottenuto l’accesso ai finanziamenti dell’UE è attraverso l’attuale programma  per la ricerca e l’innovazione, Orizzonte 2020. Ne fanno parte molte società militari israeliane. Sebbene l’UE sostenga che i fondi per la ricerca siano andati solo ai progetti con applicazioni civili, molti dei progetti approvati sono di duplice natura e funzionali all’uso. Molti altri finanziano  politiche che frenano o violano i diritti dei rifugiati e militarizzano le nostre società.

La cooperazione dell’UE con le società militari israeliane è la prova che i progetti dual-use sono intrinsecamente funzionali  anche a scopi militari. Isaac Ben-Israel, presidente dell’Agenzia spaziale israeliana, lo dice senza mezzi termini:

“… perché siamo un piccolo paese, se costruisci una linea di produzione di piccoli satelliti, per esempio alla IAI (Israel Aerospace Industries), potrà essere usato per scopi militari e commerciali “.

 

L’ECCP (The European Coordination of Committees and Associations for Palestine) e Stop the Wall hanno fatto un’analisi dei progetti UE che coinvolgono compagnie militari israeliane; le analisi dimostrano come i fondi pubblici europei sono attualmente utilizzati per sviluppare, legittimare e trarre profitto dalla tecnologia  “testata sul campo” da parte di Israele commettendo crimini di guerra e  violazione dei diritti umani.

Vi sono molte indicazioni secondo cui le politiche di “controllo delle frontiere” dell’UE sono basate su concetti e tecnologie che violano i diritti umani. Dal Transnational Institute e Stop Wapenhandel  un ben documentato rapporto dimostra come le compagnie israeliane abbiano un’unica strategia di vendita, capitalizzando il fatto che la tecnologia israeliana è “collaudata” durante le azioni illegali e le strategie di “controllo delle frontiere” e “controllo della popolazione” nel contesto dell’occupazione e della colonizzazione, come il Muro nella Cisgiordania occupata, l’assedio e gli attacchi militari a Gaza e molti altri esempi.

Le società israeliane di sicurezza militare e nazionale, come la Israel Aerospace Industries, hanno svolto un ruolo nella fortificazione dei confini della Bulgaria e dell’Ungheria, nei programmi di sorveglianza marittima dell’UE  e nel programma Frontex dell’UE in generale.

L’UE si rifiuta di prendere in considerazione la grave condotta delle società nonché l’origine e possibile destinazione di tale tecnologia violando in tal modo le proprie norme e regolamenti.

A luglio 2017, 25 esperti di diritto internazionale hanno pubblicato una  opinione legale riguardo  al caso Progetto Horizon 2020, che si basa sulla cooperazione con la polizia israeliana, che ha una storia di torture e altre violazioni dei diritti umani. La relazione degli esperti evidenzia la necessità di escludere tali attori manifestamente coinvolti in violazioni sistematiche dei diritti umani. Finanziando tali progetti l’UE si limita a chiudere un occhio sulle gravi violazioni del diritto internazionale e diritti umani effettuati all’interno o all’esterno dei suoi confini.

Pertanto chiediamo all’UE:

  1. Limitare rigorosamente i programmi quadro dell’UE alla sicurezza civile e alla ricerca sulla pace escludendo anche la ricerca nella sorveglianza delle frontiere e le tecnologie a duplice uso, e di evitare qualsiasi collegamento tra i programmi quadro e la politica di sicurezza e di difesa
    (PSDC), in particolare l’Agenzia europea per la difesa (EDA);
  2. escludere tutte le compagnie militari e di sicurezza israeliane  dai programmi quadro della UE, dato che un’analisi dei progetti passati ha dimostrato che la loro  partecipazione a questi programmi implica intrinsecamente il sostegno dell’UE allo sviluppo, legittimazione e profitto dalla tecnologia e metodologia utilizzata da Israele nel contesto di crimini di guerra e violazioni dei diritti umani;
  3. garantire trasparenza e controllo democratico sui programmi di ricerca annuali dell’UE e sui bandi.

 

 

Adesioni:

European and international platforms:

European Coordination of Committees and Associations for Palestine
Pax Christi International
European Network Against Arms Trade (ENAAT)
Corporate Europe Observatory
Decolonial International Network (DIN)

Austria:

Women in Black (Vienna)
Antiimperialistische Koordination (AIK)
Society for Austro-Arab Relations (SAAR)
Styrian Peace Platform (Steirische Friedensplattform)

Belgium:

10. La Centrale Generale FGTB – trade union
11. Socialist Union for Cultural Workers and Media (ACOD Cultuur) – trade union 12. Belgian Workers Party (PVDA – PTB) – political party
13. LEF-FGE – NGO
14. 11.11.11 – NGO
15. Belgian Academic and Cultural Boycott of Israel (BACBI)
16. Plateforme Watermael-Boitsfort Palestine
17. Palestina Solidariteit
18. Association Belgo-Palestinienne
19. Hand in Hand tegen Racisme
20. Partij van de Arbeid

Finland:

21. Communist Party of Finland – political party
22. Friends of the Earth Finland – NGO
23. Finnish-Arab Friendship Society
24. Finnish Peace Committee (Suomen Rauhanpuolustajat) 25. Physicians for Social Responsibility, Finland
To immediately exclude all Israeli military and security companies from the EU
framework programs, given that an analysis of past projects has shown that their
participation in these programs inherently involves EU support for the development and
legitimisation of and profiting from technology and methodology used by Israel in the
context of war crimes and human rights violations;
To ensure transparency and democratic control over EU research programmes’ annual
calls for proposals.
26. Spartacus Foundation
27. Women for Peace, Finland
28. Women Against Nuclear Power, Finland
29. Amandamaji rf, Finland
30. Committee of 100 in Finland
31. Israeli Committee Against House Demolitions Finland

France:

The French Communist Party (PCF) – political party
The Party of the Indigenous of the Republic (PIR) – political party
Pax Christi France – NGO
Ligue des droits de l’Homme (LDH) – NGO
Plateforme des ONG françaises pour la Palestine – NGO
Association France Palestine Solidarité (AFPS) – NGO
Union juive française pour la paix (UJFP) – NGO
Mouvement pour une Alternative Non-violente (MAN)
Comité de Vigilance pour une Paix Réelle au Proche-Orient (CVPR PO)
Association des Universitaires pour le Respect du Droit International en Palestine

(AURDIP)
Sciences Citoyennes
REF – Réseau Euromed France
BDS France,
Collectif Judéo Arabe et Citoyen pour la Palestine
Mouvement International de la Réconciliation-France
Association Jumelage Palestine France
La Cimade
Réseau Sortir du colonialisme
Mouvement contre le Racisme et pour l’Amitié entre les Peuples (MRAP)
Forum Palestine Citoyenneté
Le Mouvement de la paix

Germany:

53. Jewish Voice for Peace (Jüdische Stimme für gerechten Frieden in Nahost) Germany 54. Deutsch-Palästinensische Gesellschaft NRW Süd
55. BDS Berlin
56. BDS-Gruppe Bonn

57. Institut für Palästinakunde e.V.

Ireland:

58. Derry Trades Union Council – trade union
59. Dublin Council Of Trade Unions – trade union
60. Transport Salaried Staffs’ Association of Great Britain and Ireland – trade union 61. Sinn Féin – political party
62. Communist Party of Ireland – political party
63. Solidarity – The Left Alternative – political party
64. People Before Profit – political party
65. Sadaka – NGO
66. Centre for Global Education – NGO
67. Ireland-Palestine Solidarity Campaign – NGO
68. Action from Ireland (Afri) – NGO
69. Africa Solidarity Centre Ireland – NGO
Trade Union Friends of Palestine – campaigning group
Peoples Movement – Gluaiseacht an Phobail – campaigning group
Peace and Neutrality Alliance – campaigning group
Irish Football Fans Against Israeli Apartheid – campaigning group
Shannonwatch – campaigning group
Academics for Palestine – campaigning group
Students for Justice in Palestine (Dublin) – campaigning group
United Against Racism – campaigning group

Italy:

New Weapons Research Group – NGO
Salaam Ragazzi dell’Olivo – Comitato di Milano – NGO
Salaam Children of Olive Tree – Milan Committee – NGO
Rete della Pace – network of 60 organisations – involved in peace, disarmament, noviolence, human rights.
Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese
Casa Terra
Cultura è Libertà
Comitato ”Nessun M346 a Israele” (Varese)
Donne in nero (Women in black)
Rete Disarmo (membro ENAAT)
Rete Ebrei contro l’occupazione (ECO)
Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese
Reti di pace (Laboratorio Monteverde)
WILPF Italia (Women’s international league for peace and freedom)
BDS Italia
Rete Disarmo
Tavolo TerraCorpiTerritori&SpaziUrbani in Non Una Di Meno, Italy
AssopacePalestina

Luxemburg:

The National Federation of Railway Workers, Transport Workers, Officials and Employees

of Luxembourg (FNCTTFEL)– trade union
déi Lénk – political party
SOS Faim – NGO
Cercle de Coopération – NGO
100.Comité pour une paix juste au Proche-Orient 101.Action Solidarité Tiers Monde

The Netherlands

102.Socialist International
103.Kairos Sabeel Nederland – NGO
104.Diensten en Onderzoek Centrum Palestina (DocP) (DocP) 105.Transnational Institute – think tank
106.Nederlands Palestina Komitee
107. SAP/Grenzeloos
108. EMCEMO
109.Women’s International League for Peace and Freedom Dutch section 110.Vredesbeweging Pais
Scotland:
111. SNP Friends of Palestine
112.Scottish Campaign for Nuclear Disarmament 113.Scottish Friends of Palestine

Spanish state

114.Confederación General del Trabajo (CGT), trade union 115.Comisiones Obreras (CCOO), trade union
116. Basque Workers Solidarity – ELA (Basque Country), trade union 117.Confederacion Intersindical Galega – CIG (Galicia), trade union 118.IntersindicalAlternativadeCatalunya(IAC), tradeunion 119.Podemos – political party
120.SODePAZ – NGO
121.Internazionalistak Auzolanean – social movement
122.Unión de Juventudes Comunistas de España
123.BDS País Valencià – social movement
124.Unadikum- social movemnet
125.Paz con Dignidad
126.Associació Punt d’Interacció de Collserola
127.Centre Delàs d’Estudis per la Pau
128.ISM en el Estado Español

Slovenia:

129.Proja Pro Justice through Action 130.Society for Human Rights Humanitas 131.Mirovni Institut

Sweden:

132.The Palestine Solidarity Association of Sweden

Switzerland:

133.Communist Party – political party 134.Collectif Urgence Palestine-VD 135.Urgence Palestine Nyon La Côte (Suisse) 136.BDS Switzerland
137.Alternative refugee center
138.Women and development

UK

139.UNISON – trade union
140.Sabeel-Kairos – NGO
141.UK-Palestine Mental Health Network – NGO
142.Palestine Solidarity Campaign UK – NGO
143.War on Want
144.Red Card Israeli Racism campaign
145.British Committee for the Universities of Palestine (BRICUP) 146.Scientists for Global Responsibility (SGR)
147.Jews for Boycotting Israeli Goods (J-BIG)

Norway

148.LO i Oslo – trade union
149.Norwegian Union of Municipal and General Employees (Fagforbundet) – trade union
150.The Association of Norwegians NGOs – NGO
151.The Palestine Committee of Norway
152.The Norwegian Committee for Academic and Cultural boycott of the state of Israel – (AKULBI)

 

Trad. Invictapalestina.org

Fonte: http://www.eccpalestine.org/wp-content/uploads/2018/04/Call_signatories.pdf

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