POTREMMO

il pragmatismo della realtà ci renderà più forti, responsabili e consapevoli nel nostro quotidiano impegno, e ci aiuterà ad opporre alla strapotenza di Israele la radicata tenacia della nostra lotta.

redazione Invictapalestina – 1 novembre 2018

 
Cari amici di Invictapalestina,

 

Con l’aiuto di chi ci propone articoli interessanti, di chi traduce, di chi poi alla fine li rende formattati e fruibili sul nostro BLOG, potremmo pubblicare solo articoli con  lunghi elenchi di palestinesi assassinati da israele, oppure descrivere nei dettagli le mille atrocità perpetrate dallo stato sionista contro un popolo occupato.
In questo modo aumenterebbe la rabbia e l’indignazione verso israele, ma abbiamo verificato che difficilmente questo si trasforma poi in azioni concrete, analisi importanti e partecipazione attiva.
Potremmo raccontare la resistenza dei palestinesi ed esaltare la lotta contro l’invasore, a molti di noi farebbe bene perchè alimenterebbe la speranza che ci stiamo avviando verso un processo che porterà sicuramente alla loro liberazione.
In questo modo si creerebbe l’attesa, con la convinzione che prima o dopo il bene prevarrà sul male.
Potremmo raccontare quanto è bella la Palestina, i luoghi storici, la sua arte, le tradizioni, i suoi paesaggi,
L’autore è un palestinese-americano
creando così i presupposti per credere che l’occupazione non potrà durare in eterno e la Palestina prima o dopo si libererà dalla piovra che la sta soffocando.
Noi abbiamo deciso, invece, di raccontare da una parte storie di vita quotidiana, la resistenza e la resilienza di un popolo coraggioso, orgoglioso, eroico, ma dall’altra raccontare quanto è forte israele, con le sue complicità internazionali, i suoi legami con altri stati canaglia… Questo non per essere pessimisti ma per non creare facili illusioni ed evitare che anche il nostro attivismo subisca la normalizzazione che israele cerca di imporre a tutto il mondo.

Israele è forte ma non invincibile, spia gli attivisti, vende la sua tecnologia alle peggiori dittature aiutandole così  a consolidare il loro potere, usa la forza delle sue armi e il denaro delle sue banche per piegare e corrompere i parlamenti degli stati democratici,  dobbiamo tener presente però,  che è sempre una lotta fra (la maggioranza di ) una popolazione, quella israeliana  che accetta e appoggia uno Stato oppressore e un popolo, quello palestinese,  cui viene negata l’identità e la stessa normalità di vita.

Israele è forte ma non è invincibile, perché esiste un legame indissolubile fra diritti dell’uomo e il diritto dei popoli, perché finché a un popolo vengono negati i propri diritti collettivi, i diritti umani delle persone che lo compongono continueranno a essere violati. E finchè Israele continuerà a negare e a reprimere quei diritti, ci sarà sempre qualcuno, all’interno e al di fuori della Palestina,  che forte alzerà la voce contro i  soprusi, che opporrà il proprio corpo alla volontà distruttiva, che impegnerà la propria tenacia a sostegno della libertà, della giustizia e della dignità di ogni singolo uomo e di ogni singola donna di Palestina.

Allora non: “potremmo”,  ma: “possiamo” , scevri da ogni facile illusione, da ogni infondata speranza, ma con tutta la nostra determinazione, con la consapevolezza della realtà,  possiamo , con il vostro sostegno, con la vostra collaborazione, continuare a fare il meglio per raccontare sì la realtà della Palestina, della sua vita, della sua resistenza e resilienza, ma anche degli ostacoli che la forza di uno Stato come quello di Israele le oppone.

Non per demoralizzarci davanti a una straripante e tentacolare forza.

Non per nutrire la rabbia dell’impotenza.

Ma perché il pragmatismo della realtà ci renderà più forti, responsabili e consapevoli nel nostro quotidiano impegno, e ci aiuterà ad opporre alla strapotenza di Israele la radicata tenacia della nostra lotta.

 

“Ci hanno abituato a dimenticare ciò che merita memoria e a ricordare ciò che merita oblio: ma ci siamo riuniti nella certezza che il mondo non è “questo” mondo, né il diritto è “questo” diritto. Ci hanno abituato a ignorare la storia per obbligarci ad accettare il tempo presente come destino; ma ci siamo riuniti nella certezza che il mondo può e deve essere la casa di tutti, e nella certezza che c’è un altro diritto possibile, che non è quello che legittima l’ingiustizia e garantisce l’impunità di coloro che comandano, servendo da alibi a un sistema che mai dice quello che fa né fa quello che dice. Questo è il nostro minuscolo contributo a un compito immenso: la riconquista della pienezza mutilata e della umiliata dignità della condizione umana.”

Eduardo Galeano

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