GLI STUDENTI DELL’UNIVERSITÀ DI MILANO RESISTONO AL TENTATIVO, DEI SIONISTI ITALIANI, DI CENSURARE LA CONFERENZA SULLA PALESTINA DI MIKO PELED.

La polizia ha lasciato i locali e l’amministrazione non è intervenuta ulteriormente per fermare la conferenza, che è stata ben seguita e ha proceduto come previsto. E’ stata la prova che è possibile alzarsi, combattere l’occupazione sionista e vincere.

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trad. Beniamino Benjio Rocchetto

Di Miko Peled – 22 ottobre 2019

MILANO, ITALIA – La mia lezione all’Università di Milano era prevista per il pomeriggio del 9 ottobre 2019. Quella mattina il rettore dell’università, dietro pressione di un gruppo sionista locale, ha deciso di annullare la lezione. La scusa addotta è stata che la conferenza era in programma per la festa ebraica di Yom Kippur e questo offendeva la “comunità ebraica”. L’organizzazione studentesca che ha organizzato l’evento, Fuori Luogo, mi ha informato di andare comunque  e che l’evento si sarebbe tenuto come previsto. Se  necessario, hanno detto, avrebbero occupato l’aula che era stata loro promessa e avrebbero continuato la lezione. Mi hanno chiesto di arrivare con 30 minuti di anticipo.

Era una giornata nuvolosa e cominciò a piovigginare mentre prendevo l’autobus dal mio hotel al campus. Sono arrivato prima delle 14,30 – in anticipo sull’inizio della lezione – e un gruppo di studenti era nel cortile del campus con un grande striscione che indicava il loro rifiuto di soccombere alle pressioni dei gruppi religiosi. Siamo rimasti fuori dall’aula per un po’ in attesa che terminasse una lezione. Ero curioso di vedere come sarebbero andate le cose.

Quando l’occupazione è giusta?

Il livello di fiducia e determinazione mostrato dagli studenti era alto e molto impressionante. Quindi, pochi minuti prima delle 14.30, gli studenti hanno deciso che dovevamo entrare nell’edificio. Un poliziotto in borghese stava lì nel tentativo di negoziare con gli studenti. Era quello che chiamano “polizia politica”, un’unità che apparentemente si occupa di questioni politiche, proteste, ecc.

Il tempo stringeva e andavano avanti le discussioni in corridoio quando l’amministrazione universitaria propone un compromesso. La lezione si poteva fare, ma gli studenti avrebbero avuto un’aula diversa. Gli studenti hanno detto di no. A quel punto, si è deciso che era tempo di agire e gli studenti hanno proceduto a prendere la stanza che era stata loro promessa. La lezione precedente non era ancora finita, ma hanno chiesto al professore di terminare la lezione in anticipo in modo che l’università non potesse prendere l’aula e usarla per qualcos’altro. È stata la mossa giusta.

I dirigenti degli studenti hanno annunciato che stavano occupando l’aula e che non avrebbero accettato le pressioni di nessun gruppo religioso. Pur rispettando il diritto di tutti alla libertà di religione, hanno affermato che si rifiutavano di lasciare che qualsiasi gruppo violasse la libertà di tenere l’evento. E’ stato un vero spettacolo. La polizia ha lasciato i locali e l’amministrazione non è intervenuta ulteriormente per fermare la conferenza, che è stata molto seguita e è andata avanti come previsto. E’ stata la prova che è possibile alzarsi e combattere l’occupazione sionista e vincere.

Occupazione sionista

La lezione era stata programmata e pubblicizzata con mesi di anticipo. Le date delle festività ebraiche erano ben note e se qualcuno avesse avuto problemi con la lezione che si svolgeva durante le festività ebraiche, avrebbe potuto farsi avanti in qualsiasi momento prima del giorno dell’evento. La decisione dell’ultimo momento di protestare contro la lezione dimostra che l’intenzione era quella di interrompere l’evento e creare una situazione in cui la cancellazione fosse l’unica opzione.

I sionisti sono abituati a farsi strada. In Palestina uccidono e feriscono, arrestano, trattengono e torturano i palestinesi e tuttavia non sono mai ritenuti responsabili. Fuori della Palestina, le agenzie sioniste si comportano come una mafia, usando l’arma dell’antisemitismo come una minaccia contro chiunque si opponga loro. Il silenziamento dell’evento a Milano ha avuto poco a che fare con me, ma ha avuto tutto a che fare con l’agenzia sionista locale che voleva mettere a tacere il dibattito sulla Palestina.

È stato bello vedere che anche se le autorità universitarie di Milano, come altre università in tutto il mondo, sono legate alla pressione sionista, gli studenti qui non lo sono. Per gli studenti di Milano, la decisione di occupare lo spazio che era stato loro promesso era perfettamente naturale, ed era ovvio che questa non era la prima volta che dovevano ricorrere a questo tipo di azione. Mentre si può immaginare che le università in altre città del mondo, in particolare negli Stati Uniti, avrebbero portato la situazione alle estreme conseguenze, ricorrendo anche al reclutamento della polizia, costringendo gli studenti a uscire e persino arrestandoli, è un fatto che a Milano non è così che vanno le cose.

Combattere l’occupazione

Al mio amico Bassem Tamimi del villaggio di Nabi Saleh in Cisgiordania, un uomo che è stato un combattente per la libertà per tutta la sua vita, è stato recentemente rifiutato un visto per entrare in Australia. Non è il primo paese che ha rifiutato o ha creato problemi al viaggio, e Bassem è uno dei tanti palestinesi che lo sperimentano. Attribuisce questo rifiuto del permesso ai palestinesi di viaggiare liberamente e visitare altri paesi al fatto che questi stessi paesi, principalmente le democrazie occidentali, sono anch’essi occupati.

L’occupazione sionista si mantiene in tutto il mondo grazie ad agenzie sioniste che operano per conto degli interessi israeliani e agiscono come cani da guardia per fermare qualsiasi vero discorso sulla Palestina. Nel Regno Unito, come è ormai noto, le agenzie sioniste sono nel bel mezzo di una feroce campagna per minare, se non abbattere, il leader del partito laburista Jeremy Corbyn proprio a causa delle sue opinioni sulla Palestina. L’occupazione ha successo quando le persone e le organizzazioni si inchinano alle loro richieste invece di fronteggiarle, come è stato fatto a Milano.

I sionisti in Italia hanno imparato la lezione a Milano e il tour della conferenza è proseguito senza ulteriori interruzioni. Il tour comprendeva due lezioni a Milano in due diverse università con centinaia di studenti presenti, seguite da una lezione a Torino, anch’essa ben organizzata e frequentata, e due lezioni nella città di Cagliari, in Sardegna.

Anche a Cagliari, nell’isola della Sardegna, la pressione sionista è avvertita e risentita. Il graffito mostrato qui, scritto su uno dei muri esterni dell’Università di Cagliari, dice: “Sionisti fuori dall’Università“. Anche qui, da parte dei gruppi sionisti ci sono stati tentativi di sopprimere l’evento in cui ho parlato. Questi tentativi sono stati  contrastati grazie agli attivisti locali che si sono confrontati con il rettore dell’Università spiegando che l’opposizione sionista all’evento era priva di fondamento. Anche in questo caso, il mio evento non è stato il primo: esiste una storia di opposizione sionista a qualsiasi evento che discuta apertamente sulla Palestina.

Sionisti fuori dall’università, Miko Peled

Se la Palestina deve essere liberata dall’oppressione e dall’occupazione sionista, dovranno prima liberarsi le persone in tutto il mondo. Questa settimana in Italia è stato chiarito che è possibile resistere al sionismo e vincere.

Miko Peled è un autore e attivista per i diritti umani nato a Gerusalemme. È autore di “Il figlio del generale. Viaggio di un israeliano in Palestina” e “L’ingiustizia, la storia della Terra Santa Foundation Five”.

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