Mentre Assad cade, Israele invade la Siria

Israele ha svolto un ruolo fondamentale negli eventi che hanno portato al rovesciamento di Assad.

Fonte: English version

Di Richard Silverstein – 9 dicembre 2024 

Con la caduta di Bashar al Assad in Siria, Israele ha ottenuto una vittoria strategica a lungo attesa. Ha sconfitto, almeno temporaneamente, Hamas ed Hezbollah; ha seriamente indebolito la capacità dell’Iran di espandere la sua influenza nella Regione; e si è liberato di Assad, uno dei principali alleati regionali dell’Iran.

Hayat Tahrir al-Sham (HTS), la milizia islamista che, con altre forze di opposizione siriane, lo ha rovesciato, è composta da membri della maggioranza Sunnita. Assad, d’altro canto, faceva parte dell’élite Alawita, una minoranza che rappresenta il 10% della popolazione. Ha tratto enormi benefici da 50 anni di patrocinio da parte della famiglia Assad.

HTS è nata come affiliata siriana di Al-Qaeda. Il suo capo, Abu Mohhamad al Jolani, era nato da espatriati siriani in Arabia Saudita. Come Yasser Arafat, il cui padre era un ingegnere petrolifero in Kuwait, quello di al-Jolani era un ingegnere petrolifero nel Regno Saudita.

In seguito, il suo gruppo si è staccato da Al-Qaeda ed è diventato Al-Nusra. In quella iterazione, è diventato un rappresentante di Israele nel Golan siriano. Quest’ultimo ha fornito agli islamisti armi e altre forniture. Ha anche fornito assistenza medica all’interno di Israele per i suoi combattenti feriti. Ha svolto un ruolo importante nei successi sul campo di battaglia del gruppo.

Nel tentativo di sdoganare internazionalmente il suo movimento e di ammorbidire la sua reputazione, al-Jolani ha trasformato Al-Nusra in HTS. Nel farlo, ha moderato l’estremismo religioso del movimento. In questa nuova forma, ha recentemente rilasciato un’intervista alla CNN, che ha evidenziato la sua trasformazione in un leader credibile per il futuro. Ora, è il perno che ha svolto un ruolo determinante nella vittoria finale della “rivoluzione” iniziata nel 2011.

L’intelligence israeliana festeggia

I funzionari dell’intelligence israeliana nel quartier generale del Mossad di Glilot Junction e l’IDF Kirya stanno senza dubbio festeggiando. Hanno raggiunto un obiettivo atteso da decenni, eliminando tre nemici diversi tutti in una volta. Il corrispondente militare israeliano, Ron Ben Yishai, riferisce che gli alleati Curdi di Stati Uniti e Israele hanno chiuso il confine orientale con l’Iraq, ponendo fine all’accesso iraniano al Paese e alle sue spedizioni di missili a Hezbollah. Anche le relazioni siriane con Hezbollah finiranno, poiché la milizia libanese e l’Iran erano alleati dell’odiato regime di Assad. Anche l’influenza della Russia diminuirà per lo stesso motivo. Ben Yishai afferma inoltre che Israele, riferendosi senza dubbio al Mossad o all’AMAN (servizio segreto militare israeliano), ha stabilito contatti con i suoi vecchi alleati.

Israele ha annunciato che le sue forze hanno invaso la Siria. È il primo assalto terrestre israeliano al Paese dal 1973. Un evento che avrebbe scioccato qualche anno fa, è sepolto sotto la valanga di altri resoconti sulla caduta di Assad. L’IDF ha presentato la sua violazione della sovranità siriana come condannata dall’ONU: “l’esercito israeliano ha effettuato il dispiegamento nella zona cuscinetto in coordinamento con la Forza di Osservazione del Disimpegno delle Nazioni Unite”. Qualunque coordinamento ci possa essere stato, o meno, non legittima l’Occupazione israeliana del territorio siriano. Questa operazione rispecchia la sua recente e continua invasione del Libano meridionale, parte della sua offensiva contro Hezbollah.

Un corrispondente militare per la Radio Militare Israeliana ha twittato informazioni di intelligence aggiornate sulla nuova “nuova realtà” in Siria. Ho messo in risalto gli elementi più eclatanti del tweet:

Istantanea dell’Operazione (si legge “Invasione”) israeliana in territorio siriano e della nuova realtà che sta prendendo forma al confine:

1. Le truppe israeliane sono già entrate per diversi chilometri nella zona cuscinetto tra Israele e Siria. Israele si è imposto delle limitazioni: operare solo nella zona cuscinetto, ma non attraversare la linea rossa del confine siriana (“Linea Bravo”), per mantenere la legittimità internazionale dell’Operazione. A questo punto gli Stati Uniti sono informati e supportano pienamente l’Operazione israeliana.

2. ⁠ Fonti in Israele mi dicono: “Dal nostro punto di vista, l’accordo di separazione delle forze tra Israele e Siria del 1974 è morto. Non è più rilevante, non c’è nessun regime o esercito dall’altra parte che rispetterà la sua parte dell’accordo, quindi rispettiamo la linea di confine siriana ma stiamo lavorando per rimodellare la realtà della sicurezza al confine”.

3. ⁠ Gli attacchi aerei dell’ultimo giorno in Siria sono un evento drammatico: Israele sta sistematicamente distruggendo l’esercito di Assad. Ogni possibile obiettivo militare appartenuto al regime siriano viene distrutto: carri armati, aerei, strutture di intelligence, equipaggiamento militare avanzato. Le basi dell’aeronautica hanno funzionato negli ultimi giorni come un’autostrada aerea di velivoli che partono e tornano da ondate di attacchi, con bombe da 2.000 libbre (900 kg.) e bombe anti-bunker.

4. ⁠ Israele conduce comunicazioni indirette con elementi tra le fazioni ribelli siriane. Ci sono canali di comunicazione attraverso la comunità Drusa in Israele e Siria, attraverso i Curdi, le organizzazioni di intelligence straniere e anche gli Stati Uniti. Fonti in Israele affermano: “C’è qualcuno con cui parlare dall’altra parte, sono stati trasmessi messaggi”.

Questa affermazione della nuova “realtà” geostrategica di Israele è lo sviluppo più radicale dalla guerra del 1973, durante la quale Israele ha conquistato e successivamente annesso il Golan. Nonostante le sue vuote affermazioni di rispettare “il confine siriano”, ora ha cancellato la sovranità della Siria per quanto riguarda i suoi interessi di sicurezza. Si assegna libero accesso a qualsiasi territorio desideri. Nota anche cosa questo non dice: che Israele si ritirerà dal suo Territorio Occupato quando il pieno controllo sarà ristabilito in Siria. In altre parole, questa è un’Occupazione permanente di una parte ancora maggiore del Golan di quanto non ne abbia già.

La distruzione sistematica dell’esercito di Assad è più dell’eliminazione delle forze militari di un nemico. Come lo smantellamento da parte degli Stati Uniti dell’esercito di Saddam Hussein e del regime baathista, lascerà un vuoto di potere all’interno del Paese. Non ci sarà più alcuna forza in grado di mantenere la sicurezza e l’ordine, come è successo nell’Iraq del dopoguerra. Ciò soddisfa gli interessi di Israele in uno Stato siriano indebolito con poche o nessuna capacità militare.

Di nuovo, nonostante le sue affermazioni, non c’è alcuna “legittimità internazionale” per la “nuova realtà” di Israele. Ha semplicemente ampliato la sua impronta e rubato ancora più terra siriana di quanta ne avesse già Occupata illegalmente.

Israele ha una lunga storia di Conquista e Occupazione di territori di Stati arabi di prima linea: ha Occupato il Libano meridionale tra il 1982 e il 2000. Nel 1967, ha invaso la Giordania e Occupato la Cisgiordania. Ha anche invaso l’Egitto e Occupato il Sinai dal 1967 al 1977. Nel 1973, ha Conquistato il Golan siriano e lo ha Occupato negli ultimi 50 anni. Tutte queste operazioni militari erano illegali secondo il Diritto Internazionale e ampiamente condannate dai governi stranieri. Ma hanno servito gli scopi di Israele e hanno promosso i suoi interessi regionali.

Israele afferma che la sua Occupazione del territorio siriano ha lo scopo di impedire a forze ostili di occupare la zona cuscinetto tra Israele e le forze siriane. Afferma inoltre che ciò non rappresenta un’ingerenza negli affari interni siriani:

“L’IDF ha schierato truppe nella zona cuscinetto e in una serie di aree che sono necessarie per la difesa, al fine di garantire la sicurezza delle comunità sulle Alture del Golan e dei cittadini di Israele”, hanno affermato le Forze di Difesa Israeliane in una dichiarazione.

“Sottolineiamo che l’IDF non sta interferendo con gli eventi interni in Siria. L’IDF continuerà a operare finché necessario per preservare la zona cuscinetto e difendere Israele e i suoi civili”.

In seguito a questa falsa affermazione, il rapporto prosegue:

La nazione ha lanciato attacchi aerei in Siria, colpendo fabbriche di armi, compresi siti di armi chimiche vicino a Damasco.

Apparentemente Israele non sta intervenendo finché non interviene. Contrariamente a quanto precedentemente affermato dall’IDF, è coinvolta in tale violazione della sovranità della Siria da anni, in mezzo a centinaia di attacchi contro obiettivi siriani, iraniani e di Hezbollah. Nel Golan, ha armato e rifornito Al-Nusra come cuscinetto per impedire a Hezbollah di aprire un fronte meridionale siriano contro Israele.

Israele come catalizzatore per la rivoluzione regionale

I media globali hanno ampiamente ignorato la connessione tra il 7 ottobre, la caduta di Assad e il prossimo radicale riallineamento regionale. Il Genocidio di Israele a Gaza e i successivi attacchi a Hezbollah e all’Iran stesso hanno avviato una graduale disintegrazione del vecchio ordine. Questi assalti sono diventati un catalizzatore per la catastrofe che minaccia il fragile equilibrio del Medio Oriente. Gli attacchi informatici e gli omicidi israeliani hanno decimato il comando militare e la forza combattente di Hezbollah. Gli assassinii dei comandanti iraniani a Damasco e del leader di Hamas, Ismail Haniyeh a Teheran, hanno segnalato la dissoluzione dell’influenza di questi tre nemici israeliani. Ciò ha anche significato che Assad non aveva più alleati a cui rivolgersi. È stato Israele a mettere in moto tutto questo.

Chiudere l’accesso iraniano alla Siria e ai suoi alleati libanesi è un duro colpo. L’Iran ha appena perso i suoi unici alleati confinanti con Israele. Ciò, a sua volta, riduce seriamente la sua capacità di fare pressione su Israele. Quest’ultimo può ora perseguire i propri interessi regionali senza interferenze. L’opposizione araba al Genocidio di Israele a Gaza sarà attenuata se non estinta. Anche l’imminente Pulizia Etnica e la potenziale annessione della Cisgiordania possono procedere rapidamente. Gaza sarà, a tutti gli effetti, annessa formalmente. Potrebbero esserci insediamenti ebraici lì in un futuro non troppo lontano. La nuova amministrazione Trump porrà fine anche a qualsiasi pressione esercitata dall’amministrazione Biden su Israele per moderare le sue politiche. Tutto questo è un disastro per la Causa Palestinese.

La Strategia Coloniale Israeliana: Dividere e Conquistare

Dal 1967 Israele ha perseguito una classica strategia di Dividi e Conquista. È un sistema ideato e perfezionato dagli inglesi nelle loro colonie in Africa e India: allearsi con una minoranza etnica contro la maggioranza e usare il conflitto conseguente per mettere una parte contro l’altra. L’instabilità risultante consente al Potere Coloniale di mantenere una pace precaria, mentre governa su entrambe e saccheggia le risorse naturali e le ricchezze del Paese.

Israele ha perseguito questa strategia ripetutamente per molti decenni: per smorzare l’influenza dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) in Cisgiordania dopo la guerra del 1967 ha creato le “Leghe di Villaggio”, composte da capi clan che si opponevano all’OLP. Nel Libano meridionale, ha formato l’Esercito Libanese del Sud (in gran parte Cristiano) per contenere la popolazione Sciita nella Regione. Per sconfiggere l’OLP in Libano nel 1982, ha contribuito a fondare Hezbollah. Per fomentare disordini in Cisgiordania e a Gaza, dominate dall’OLP, ha fatto da catalizzatore nella creazione di Hamas. Durante la Guerra Civile siriana, ha lavorato a stretto contatto con Al-Nusra per contrastare Hezbollah e il suo tentativo di aprire un fronte meridionale contro Israele. In quasi tutti questi casi, la strategia ha funzionato, finché non ha funzionato più. La ricompensa è stata l’inferno.

Finora, nel caso di HTS, la strategia ha dato i suoi frutti. Ha svolto un ruolo chiave nel liberare Israele da tre dei suoi nemici più implacabili, almeno per il momento.

L’esempio territoriale più ovvio di Dividi e Conquista è la stessa Cisgiordania, dove Israele ha costruito insediamenti che circondano, o sono all’interno, di Hebron e dei principali centri abitati palestinesi. Gerusalemme Est, il più grande e importante centro abitato palestinese, è completamente isolata dai villaggi circostanti dalla colonia di Maalaeh Adumim. Senza contiguità, non può esserci sovranità territoriale, nessuno Stato Palestinese. Senza Gerusalemme, non può esserci capitale di tale Stato. Questo è esattamente ciò che Israele intende. Mentre il mondo sputa retorica sulla Soluzione a Due Stati, Israele ha creato fatti incontrovertibili sul campo. Non si può creare uno Stato senza terra. Questo è esattamente ciò che Israele ha negato ai palestinesi.

Tuttavia, l’incognita è cosa farà HTS una volta che lui e i suoi alleati dell’opposizione prenderanno il pieno controllo della Siria? Che tipo di regime prenderà piede? Sarà un movimento fondamentalista radicale che governerà, come l’ISIS, con il pugno di ferro? Questo movimento Sunnita sopprimerà le minoranze Cristiane e Alawite diventando il sovrano dominante? Ci sarà un governo centrale a dirigere il Paese? Oppure le varie forze militari dell’opposizione capitoleranno in una guerra intestina, trasformando il Paese in un insieme di feudi in continua lotta per il potere e le risorse? Data la storia passata, la Siria e la Regione si stanno dirigendo verso mari in tempesta.

Richard Silverstein è un blogger di professione che si definisce un “progressista critico del sionismo” che sostiene un “ritiro israeliano ai confini pre-67 e un accordo di pace garantito a livello internazionale con i palestinesi”. Ha anche creato l’ormai defunto Israel Palestine Forum, un forum progressista dedicato alla discussione del conflitto israelo-palestinese. Ha spesso intervistato su Iranian Press TV e ha contribuito con saggi ad Al Jazeera, The Huffington Post, The Guardian, Haaretz, The Jewish Daily Forward, Los Angeles Times, Tikkun, Truthout, The American Conservative, Middle East Eye e Al-Araby Al-Jadeed.

Traduzione: Beniamino Rocchetto – Invictapalestina.org