Le provocazioni del ministro israeliano di estrema destra nei confronti degli attivisti stranieri rapiti scatenano una condanna globale, costringendo Israele a correre ai ripari.
Fonte: English version
Immagine di copertina: Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, da tempo auspica l’introduzione della pena di morte per i “terroristi” [File: EPA].
Di Mohammad Mansour – 21 maggio 2026
Il video pubblicato dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliano di estrema destra Itamar Ben-Gvir, in cui lo si vede schernire gli attivisti della flottiglia rapiti che cercavano di rompere l’assedio di Gaza, ha scatenato una forte reazione negativa e ha inferto un duro colpo alla campagna di pubbliche relazioni multimilionaria di Israele, nota come “Hasbara”.
Il filmato, pubblicato sulla piattaforma social X, mostra Ben-Gvir compiaciuto mentre gli attivisti della Global Sumud Flotilla sono inginocchiati a terra, bendati e con le mani legate, nel porto di Ashdod.
Le forze navali israeliane hanno intercettato le imbarcazioni della flottiglia in acque internazionali al largo delle coste di Cipro, sequestrando illegalmente 430 partecipanti. Tra questi, almeno 87 hanno iniziato uno sciopero della fame in segno di solidarietà con gli oltre 9.500 prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane.
Le immagini degli attivisti trascinati sul pavimento hanno spinto diversi paesi – tra cui Italia, Francia, Paesi Bassi, Canada e Spagna – a convocare gli ambasciatori israeliani, condannando il trattamento “inaccettabile” e la violazione della dignità umana.
Il crollo dell’illusione dell'”Hasbara”
Gli esperti sostengono che la frenetica operazione di contenimento dei danni da parte dei funzionari israeliani, incluso il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, che ha ordinato la rapida espulsione degli attivisti, non derivi dall’indignazione morale per gli abusi, bensì dal danno catastrofico arrecato all’immagine internazionale di Israele.
Per decenni, Israele si è affidato all'”Hasbara” – un termine ebraico che si traduce con “spiegazione” – una campagna di propaganda per giustificare le sue politiche e le sue azioni militari contro i palestinesi di fronte alla comunità internazionale.
Fathi Nimer, ricercatore di politica palestinese presso Al-Shabaka: The Palestinian Policy Network, ha dichiarato ad Al Jazeera che l’Hasbara è essenzialmente propaganda di Stato concepita per “abbellire l’immagine dell’occupazione” adattando narrazioni specifiche a diversi pubblici globali.
“Il presupposto fondamentale della Hasbara è che Israele abbia sempre ragione, ma il mondo semplicemente non lo capisce”, ha affermato Nimer. Ha osservato che, a causa del crescente isolamento di Israele in seguito alla guerra a Gaza, si prevede che il budget statale destinato alla Hasbara aumenterà vertiginosamente, passando da circa 15 milioni di dollari nel 2023 a una cifra senza precedenti di 700 milioni di dollari entro il 2026.
Eppure, il video sfrontato di Ben-Gvir ha smantellato in un istante questa narrazione, finanziata con ingenti somme di denaro.
“La leadership israeliana sta trattando la questione come una crisi di pubbliche relazioni, non morale”, ha spiegato Nimer. “Per Netanyahu, il peccato non è stato la tortura o l’umiliazione degli attivisti; il peccato è stato divulgarlo al mondo. Ben-Gvir, invece, non si preoccupa dell’immagine esterna di Israele; commette questi abusi per la sua base di destra interna, fiducioso che Israele non subirà conseguenze concrete”.
Mtanes Shehadeh, accademico ed esperto di affari israeliani, ha condiviso questa valutazione. “Il problema principale per Israele è che questo video ha trasmesso la sua vera realtà al mondo intero”, ha dichiarato ad Al Jazeera. “Ha fornito al mondo una prova inconfutabile e in diretta che la violenza strutturale e il disprezzo per i diritti umani sono elementi fondanti dell’attuale sistema israeliano”.
Doppi standard statunitensi e sanzioni “a favore del terrorismo”
Le ripercussioni diplomatiche hanno inoltre messo a nudo le evidenti contraddizioni della politica degli Stati Uniti.
In seguito alla pubblicazione del video, l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha criticato Ben-Gvir, affermando che il ministro aveva “tradito la dignità della sua nazione”. Tuttavia, i critici hanno subito fatto notare che la condanna di Huckabee suonava vuota, poiché si concentrava esclusivamente sull’indegnità della trasmissione piuttosto che sulle violazioni dei diritti umani commesse.
Inoltre, le dichiarazioni di Huckabee sono giunte appena un giorno dopo che il Dipartimento del Tesoro statunitense ha imposto sanzioni a quattro organizzatori della Global Sumud Flotilla, definendo la missione umanitaria una “flottiglia pro-terrorismo” a sostegno del gruppo palestinese Hamas. Le sanzioni statunitensi hanno preso di mira attivisti della Popular Conference for Palestinians Abroad e della rete di solidarietà per i prigionieri palestinesi, Samidoun.
Gli analisti sottolineano questa palese disparità di trattamento. Mentre l’amministrazione statunitense si è affrettata a sanzionare gli organizzatori delle flottiglie umanitarie, i gruppi della società civile palestinese e i procuratori della Corte penale internazionale (CPI), ha costantemente protetto ministri israeliani di estrema destra come Ben-Gvir, sottraendoli alle proprie responsabilità e revocando persino le precedenti sanzioni contro i coloni israeliani violenti.
Un microcosmo della sofferenza palestinese
Per i palestinesi, l’umiliazione subita dagli attivisti europei e internazionali è solo un assaggio di una realtà sistemica ben più oscura.
Mustafa Barghouti, segretario generale dell’Iniziativa Nazionale Palestinese, ha affermato che gli attivisti legati e bendati rappresentano un “microcosmo” di ciò che i prigionieri palestinesi subiscono quotidianamente.
“Questa scena esprime il fascismo dell’intero governo israeliano, non solo di Ben-Gvir”, ha affermato Barghouti. “Se il governo si opponesse davvero a queste pratiche, lo avrebbe licenziato immediatamente. Invece, la loro audacia ha raggiunto il punto di assaltare navi in acque internazionali”.
Le organizzazioni per i diritti umani stimano che quasi 100 palestinesi siano morti sotto la custodia israeliana dall’ottobre 2023, in un contesto di diffuse segnalazioni di fame, percosse brutali e negligenza medica.
Luisa Morgantini, ex vicepresidente del Parlamento europeo, ha affermato che la risposta diplomatica standard, ovvero la convocazione degli ambasciatori, è del tutto inadeguata.
«È vergognoso il comportamento dei nostri governi. Sono complici», ha affermato Morgantini, esortando le nazioni europee a sospendere gli accordi di associazione con Israele, a interrompere la vendita di armi e a sostenere attivamente i mandati di arresto della Corte penale internazionale contro i leader israeliani.
Il ‘martello’ e le flottiglie
Nonostante le intercettazioni militari e le sanzioni statunitensi, attivisti e analisti concordano sul fatto che le campagne delle flottiglie, iniziate nel 2009 in risposta ai blocchi terrestri, marittimi e aerei israeliani, siano riuscite a mettere in luce i limiti della forza israeliana.
Nimer ha citato lo psicologo americano Abraham Maslow: “Se l’unico strumento che possiedi è un martello, tendi a vedere ogni problema come un chiodo”.
“Questo è l’unico modo in cui l’esercito israeliano sa agire: con la forza bruta e la pirateria”, ha affermato Nimer.
«Il ruolo di Hasbara era quello di razionalizzare questa brutalità per il consumo globale. Ma mentre le flottiglie continuano a sfidare il blocco, accumulano piccole vittorie e accelerano profondamente l’isolamento popolare di Israele a livello globale, dimostrando che la macchina della propaganda multimilionaria non può più nascondere la realtà sul campo.»
Traduzione a cura di Grazia Parolari
“Tutti gli esseri senzienti sono moralmente uguali”
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