Il piano espansionista del “Grande Israele”


30-06-2025 – di: Giovanni Vighetti

Fonte: https://volerelaluna.it/

Alla domanda “alzi la mano chi crede che Israele sia stato colto di sorpresa dal crimine del 7 ottobre 2023” probabilmente, a parte David Parenzo e pochi altri, gli appartenenti alla zona grigia dell’ipocrisia, di cui è leader il ministro degli Esteri Tajani, terrebbero le mani in tasca, nascondendosi dietro il mantra “Israele ha il diritto di difendersi” ma capovolgendo l’attuale realtà perché Israele, con l’uso della forza militare, sta realizzando con una feroce politica espansionista il Piano Sionista del “Grande Israele”.

Agli elementi già evidenziati in passato (https://volerelaluna.it/mondo/2024/05/17/la-distruzione-di-gaza-reazione-o-progetto-preparato-da-tempo/) se ne sono aggiunti altri che dimostrano l’efficienza del Mossad nel controllare, sia con l’utilizzo di sofisticate tecnologie di spionaggio sia con l’utilizzo di infiltrati a tutti i livelli, l’intera area del Medio Oriente, e non solo. L’incredibile azione con cui il Mossad ha fatto esplodere contemporaneamente i cercapersone wireless dei militanti Hezbollah uccidendone alcuni e ferendone circa 4000, così come la mirata eliminazione della leadership di questa organizzazione conferma quanto sia efficace e preciso e pericoloso lo storico servizio segreto di Israele. In ultimo, in avvio della recente guerra dichiarata all’Iran, la contemporanea eliminazione di 19 scienziati impegnati nel programma nucleare iraniano come la decapitazione dei vertici militari, dimostrano il livello di infiltrazione e di controllo del territorio degli agenti del Mossad in ogni area del Medio Oriente.

L’agire del Mossad gode poi di una incredibile bolla di impunità visto che a questo spietato servizio segreto è concesso il diritto di praticare, a livello internazionale, l’omicidio dell’avversario; perché va detto con chiarezza che omicidio è il termine giusto da usare quando il Mossad elimina singole persone che contrastano il sionismo, liquidate tutte sotto l’abusata etichetta di “terrorista”, dimenticando che il Sionismo si affermò anche con l’azione dell’Irgun Tzvai Leumi ritenuto, anche all’interno degli Ebrei e non solo a livello internazionale, un gruppo paramilitare terrorista. Ma i media nostrani si trastullano nello spiegare i dettagli tecnici delle operazioni, le capacità logistiche del Mossad e l’abilità degli 007 israeliani, ed è totalmente assente una chiara condanna di questa variante dell’applicazione della pena di morte.

Con questo quadro sulle capacità operative dell’intelligence israeliana è impossibile credere che il Mossad non sia stato in grado di scoprire i non brevi preparativi per la realizzazione del massacro del 7 ottobre… Forse non si immaginava un massacro di tale dimensione, ma sicuramente l’attacco è stato “accettato” per poterlo poi utilizzare come alibi per attaccare e distruggere Gaza, e spingere i Palestinesi verso una nuova e più disastrosa Nakba. Di fronte all’evidenza dei fatti è legittimo parlare di genocidio perché il massacro del popolo palestinese costretto alla fame, il piano per la sua espulsione e dispersione da Gaza ormai rasa al suolo, la continua occupazione di territori in Cisgiordania da parte dei coloni appoggiati dall’esercito, indicano la volontà di sacrificare il popolo palestinese all’idea del “Grande Israele”. Ed è legittimo accusare duramente l’esercito d’Israele di crimini di guerra per le continue violazioni del diritto internazionale, perché in più occasioni è stato usato lo strumento della tortura o l’assassinio, come nel caso dei 15 paramedici della croce Rossa poi gettati e nascosti in una fossa comune… Del resto la Storia insegna che si fa in fretta a passare da vittime a carnefici.

Nell’ipocrisia dominante tra i vertici dei Paesi europei (con eccezione di chi ha riconosciuto lo Stato palestinese, non l’Italia), si evidenzia e si denuncia che i Palestinesi rifiutano di riconoscere lo Stato di Israele, ma si tace sulla realtà che storicamente Israele ha sempre rifiutato il riconoscimento di uno Stato palestinese. Sicuramente è interessante, per capire il “muro mentale” dietro cui si difende e si giustifica Israele, sempre pronto a respingere qualunque critica con lo scudo strumentale dell’antisemitismo, riprendere l’analisi di Gideon Levy, ebreo, giornalista del quotidiano di sinistra Haaretz e della rivista Internazionale. Il suo punto di vista e di analisi sull’attuale situazione si basa sul dato di fatto che la maggior parte degli Israeliani è convinta di essere il popolo eletto e quindi di aver il pieno diritto di fare tutto quello che vuole. L’utilizzo del sentirsi sempre e comunque delle vittime, anche quando in realtà sono gli occupanti di terre altrui, permette agli israeliani di autogiustificarsi. La deumanizzazione dei Palestinesi portata avanti dal Governo di Israele, dominato dall’estrema destra e dagli ultra-ortodossi, definendo “animali” i Palestinesi, applica la formula autoassolutoria del “se non sono umani non c’è un problema di diritti umani”.

La situazione è ormai in rapidissima evoluzione e rispetto alla contingenza dei rapporti co l’Iran, vanno già fatte alcune brevi considerazioni che nei prossimi giorni meriteranno i necessari approfondimenti:

– il pericolo della bomba atomica iraniana ricorda molto da vicino le “armi di distruzione di massa” nell’Iraq di Saddam, risultate poi inesistenti, ma solo dopo l’occupazione e la distruzione di quel Paese;

– Israele possiede la bomba atomica, costruita di nascosto rispetto alla comunità internazionale, trasformando la centrale per la produzione di energia elettrica in un impianto militare con il supporto tecnico francese, ed è interessante leggere vita e vicissitudini di Mordechai Vanunu, il tecnico nucleare israeliano che denunciò la clamorosa “variante in corso d’opera”;

– se sono bastate solo 48 ore per destabilizzare l’Iran (dominio dell’aviazione israeliana, eliminazione dei vertici militari, popolazione in fuga da Teheran, l’ayatollah Khamenei ormai prossimo obiettivo del Mossad) da parte di uno Stato già impegnato su più fronti, da Gaza al Libano, vuol dire che il millantato pericolo per la sopravvivenza di Israele è sempre stato in realtà enfatizzato per giustificare la propria aggressività. Come evidenziato da molti analisti militari la superiorità dell’esercito di Israele nei confronti di quello iraniano, tecnologicamente obsoleto, è nettissima e Israele è sempre stato consapevole di questa netta superiorità militare. Attendeva solo l’occasione per praticarla!